Home Maternità Salute Co-sleeping, il segreto dell’indipendenza

Co-sleeping, il segreto dell’indipendenza

CONDIVIDI

Al contrario di quanto la maggior parte delle persone creda, più un bambino potrà dormire nel lettone vicino alla mamma più sarà capace di stare da solo.

Co-sleeping, per rendere indipendente il bambino

Il sonno del neonato e dei bambini in genere è caratterizzato da luoghi comuni, i maggiori venuti da un retaggio culturale sbagliato che indica come principale soluzione per rendere indipendenti i bambini quella di staccarli prima possibile dalle braccia di mamma e papà. Ogni bambino vorrebbe dormire nel lettone dei genitori e questo per natura e non per ‘vizio’ come spesso viene indicata questa esigenza dei piccoli.

->POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: La felicità dei bambini dipende da quella dei genitori

Scopriamo insieme cosa è il co-sleeping e perché sia così importante condividere il lettone con mamma e papà.

Se vuoi restare sempre aggiornato sulla categoria maternità, clicca qui!

Cosa è il co-sleeping e perché è così importante

Con il termine Co-sleeping si indica proprio il dormire insieme, un’abitudine che è diffusa in moltissime parti del mondo e che in Italia è venuta meno dagli anni ’70 quando tutta una serie di teorie sull’indipendenza femminile, anche nel ruolo materno, hanno improvvisamente allontanato i figli dal seno materno precocemente, venendo meno perfino ad una cosa naturale come l’allattamento materno sostituendolo con il blasonato latte artificiale.

Bene, come negli ultimi tempi l’allattamento naturale è stato messo al primo posto come sistema assolutamente perfetto ed insostituibile di nutrimento per il neonato, così, il dormire assieme ai piccoli, ha ritrovato per pediatri e pedagogisti, l’importanza che naturalmente ha nel creare dei bambini sicuri ed indipendenti. 

Il bambino è per sua natura immaturo ed indifeso ai pericoli esterni ed ambientali. Nella storia dell’umanità è provato che soltanto i piccoli tenuti vicino alla madre sopravvissero a tali pericoli. Geneticamente infatti i bambini sono programmati al ‘sistema comportamentale di attaccamento’.

Il sistema comportamentale di attaccamento materno

I bambini sin dall’età neonatale e per i primi anni di vita, sono portati a cercare la mamma, a seguirla e a sentirsi tranquilli soltanto avendola accanto. Crescendo, vivranno una fase in cui saranno ancor più attaccati alla madre, vivendo tutta una serie di diffidenze verso l’estraneo e questo fino al terzo anno di età circa. Tutto questo è naturale e non negativo, come la maggior parte delle persone, soprattutto appartenente alla vecchia generazione credono.

Le mamme, in modo naturale rispondono alla richiesta di attaccamento con l’accudimento ed è proprio questa la chiave per poter creare un bimbo capace di staccarsi dalla madre e dai genitori. Il bambino crescendo capirà che anche se la mamma non c’è sarà sempre pronta a correre alle sue richieste, così riuscirà ad andare alla scuola materna in modo sereno, o a passare un pomeriggio con i nonni. Più verrà accolto il suo bisogno di dipendenza da piccolo, più diventerà autonomo in seguito. 

Trascurare le richieste di attaccamento del bambino o decidere di staccarlo dalla madre sin dai primi mesi di vita, gli provocherà uno stato di insicurezza interiore che lo accompagnerà per tutta la vita.

(Fonte: uppa.it)

->>GUARDA ANCHE: 

Desideri ‘mangiare di baci’ il tuo bambino? I motivi della scienza

Bimbi dimenticati in auto: slitta l’obbligo dei sistemi anti abbandono

I tuoi figli non dovrebbero mai più sedersi in questa posizione

I figli fanno invecchiare il Dna delle madri di 11 anni

Cestino dei tesori montessoriano, cosa è e come realizzarlo

Aggressività nei bambini piccoli: fattori di influenza e comportamenti

Come curare la dermatite da pannolino al neonato: cause e rimedi

Chedonna.it è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato dalle nostre notizie SEGUICI QUI