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Co-sleeping, il segreto dell’indipendenza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 5:24
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Al contrario di quanto la maggior parte delle persone creda, più un bambino potrà dormire nel lettone vicino alla mamma più sarà capace di stare da solo.

Co-sleeping, per rendere indipendente il bambino

Il sonno del neonato e dei bambini in genere è caratterizzato da luoghi comuni, i maggiori venuti da un retaggio culturale sbagliato che indica come principale soluzione per rendere indipendenti i bambini quella di staccarli prima possibile dalle braccia di mamma e papà. Ogni bambino vorrebbe dormire nel lettone dei genitori e questo per natura e non per ‘vizio’ come spesso viene indicata questa esigenza dei piccoli.

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Scopriamo insieme cosa è il co-sleeping e perché sia così importante condividere il lettone con mamma e papà.

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Cosa è il co-sleeping e perché è così importante

Con il termine Co-sleeping si indica proprio il dormire insieme, un’abitudine che è diffusa in moltissime parti del mondo e che in Italia è venuta meno dagli anni ’70 quando tutta una serie di teorie sull’indipendenza femminile, anche nel ruolo materno, hanno improvvisamente allontanato i figli dal seno materno precocemente, venendo meno perfino ad una cosa naturale come l’allattamento materno sostituendolo con il blasonato latte artificiale.

Bene, come negli ultimi tempi l’allattamento naturale è stato messo al primo posto come sistema assolutamente perfetto ed insostituibile di nutrimento per il neonato, così, il dormire assieme ai piccoli, ha ritrovato per pediatri e pedagogisti, l’importanza che naturalmente ha nel creare dei bambini sicuri ed indipendenti. 

Il bambino è per sua natura immaturo ed indifeso ai pericoli esterni ed ambientali. Nella storia dell’umanità è provato che soltanto i piccoli tenuti vicino alla madre sopravvissero a tali pericoli. Geneticamente infatti i bambini sono programmati al ‘sistema comportamentale di attaccamento’.

Il sistema comportamentale di attaccamento materno

I bambini sin dall’età neonatale e per i primi anni di vita, sono portati a cercare la mamma, a seguirla e a sentirsi tranquilli soltanto avendola accanto. Crescendo, vivranno una fase in cui saranno ancor più attaccati alla madre, vivendo tutta una serie di diffidenze verso l’estraneo e questo fino al terzo anno di età circa. Tutto questo è naturale e non negativo, come la maggior parte delle persone, soprattutto appartenente alla vecchia generazione credono.

Le mamme, in modo naturale rispondono alla richiesta di attaccamento con l’accudimento ed è proprio questa la chiave per poter creare un bimbo capace di staccarsi dalla madre e dai genitori. Il bambino crescendo capirà che anche se la mamma non c’è sarà sempre pronta a correre alle sue richieste, così riuscirà ad andare alla scuola materna in modo sereno, o a passare un pomeriggio con i nonni. Più verrà accolto il suo bisogno di dipendenza da piccolo, più diventerà autonomo in seguito. 

Trascurare le richieste di attaccamento del bambino o decidere di staccarlo dalla madre sin dai primi mesi di vita, gli provocherà uno stato di insicurezza interiore che lo accompagnerà per tutta la vita.

(Fonte: uppa.it)

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