Home Tatuaggi Tatuo ergo sum: educazione estetica e sociale attraverso il tatuaggio

Tatuo ergo sum: educazione estetica e sociale attraverso il tatuaggio

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Il tatuaggio è la nuova firma. L’autografo che ad ogni vip – e non solo – piace mostrare. Ecco come è cambiata l’esigenza di imprimere il proprio vissuto sulla pelle negli ultimi anni.

Nainggolan tatuaggi
Tatuaggi, da vizio a vezzo collettivo

Se un selfie è il nuovo autografo, il tatuaggio diviene la nuova firma. Il mondo dei tattoo, infatti, sta prendendo sempre più piede fra vip e spettatori che cercano di emularli. Ognuno possiede un tatuaggio differente, fino a comporre un mosaico ben strutturato: vale per calciatori, attori, conduttori e giornalisti. I quali, poi, sfoggiano le loro opere su Instagram: quindi, al cospetto di un fan, scatto dopo scatto, la firma distintiva la mettono loro. Stavolta il corpo è come un foglio bianco, pronto per essere riempito.

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Tatuaggi: da vezzo a vizio collettivo

Non è un caso, infatti, se da quando Radja Nainggolan– centrocampista belga attualmente in forza all’Inter – è arrivato a Milano, è cresciuto il desiderio di ragazzi e ragazze nel tatuarsi una rosa tradizionale sul collo: i vip portano tendenze e “scarabocchiarsi” il fisico è diventata una di queste. Il tatuatore, dunque, è il mestiere più in voga negli ultimi tempi. Divenuto quasi un novello Michelangelo, accontenta i desiderata più disparati, buttando un occhio alle nuove offerte. Infatti ogni disegno viene paragonato ad un’opera d’arte, si possono arrivare a spendere cifre da quattro o cinque zeri.

Elisabetta Canalis
Elisabetta Canalis e il suo tatuaggio

Per le starlette non è un problema, per un dipendente a salario fisso e non sempre garantito, può diventarlo. Beckham è diventato un precursore dei tempi, quando eravamo ancora tutti bianchi come cadaveri all’obitorio, lui già sfoggiava date, dediche, cavalli, uccelli, rose, stelle ed angeli. Una cartina tornasole di rappresentazioni e rimandi alla sua vita – pubblica e privata – che hanno squarciato un tabù. Tatuaggi non solo per i galeotti e i marinai, come potrebbe pensare un nonno qualsiasi, ma istanti incisi sulla pelle a disposizione di tutti.

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Galeotto è solo l’amore per i colori e le forme che si accentua non appena la macchina ricolma di aghi e inchiostro passa sulla pelle: ciascuno ha la sua zona, dall’edonismo all’erotismo il passo è breve. Tant’è che se i tatuaggi sono nati con l’intento estetico di fermare i ricordi e, quindi, di immortalare i piaceri della vita, col tempo sono diventati espedienti erotici. Fanno oramai parte del sex appeal di ciascun essere umano: in particolar modo a livello femminile. Come non ricordare, infatti, il bracciale tribale sul braccio della Hunziker e il tatuaggio di Eminem su Elisabetta Canalis.

Tatuaggio come ultima frontiera dell’erotismo: dalla Canalis alla Hunziker, fino a Nina Moric e Belèn

Per non parlare, nel recente passato, del mezzo cuore (poi coperto, dopo l’arresto di Corona) da Nina Moric. Stessa sorte toccata a Belèn, pochi anni dopo: lasciata e presa, con tatuaggi al seguito. Oggi ci sono, domani chissà. Il body painting è la quintessenza dell’autoaffermazione, diventare portatori sani d’arte per colmare un vuoto: sulla pelle e nell’anima. Questo per i più romantici, ai più gretti basterà emozionarsi dinnanzi all’ennesimo tratto proibito d’un corpo su una qualunque spiaggia. Il disegno (sulla tela e sulla pelle) rimane comunque la forma più alta ed eterogenea d’integrazione: resta accessibile a tutti, mantenendo la propria soggettività. Con buona pace dei detrattori, che preferirebbero un viso pulito ad un’anima candida. Ma non si può piacere a tutti e, forse, il bello è proprio questo.

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Andrea Desideri