Home Attualità Tafida come Charlie Gard? “Non staccatele la spina”

Tafida come Charlie Gard? “Non staccatele la spina”

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Da Londra arriva un nuovo caso che divide medici e giudici: Tafida una bambina vive attaccata da cinque mesi alle macchine dopo un’emorragia. Staccare le macchine o tenerla in vita?

(iSpock)

Vi ricordate di Charlie Gard o Alfie Evans, i due bambini malati che hanno commosso il mondo?
Adesso c’è un caso simile,  in Inghilterra: è quello di Tafida Raqeeb, una bimba di 5 anni che si trova ricoverata al Royal London Hospital.

Ma l’ospedale avrebbe già deciso staccare il respiratore artificiale che al momento la tiene in vita.

E la famiglia, di origini bengalesi, sta disperatamente cerando una soluzione che potrebbe arrivare dall’Italia.

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Il caso della piccola Tafida: Londra l’ha condannata, il Gaslini può accoglierla

(iStock)

Charlie e Alfie, come forse ricorderete, sono morti nel 2017 e 2018 dopo una lunga battaglia legale e dopo gli appelli  dei genitori che non sono serviti a convincere la sanità inglese.
La sospensione delle loro cure, decisa da un giudice, aveva diviso il mondo e lo stesso sta per succedere con Tafida.

Al momento in realtà non c’è stata ancora una decisione dei giudici sul caso della bambina che però presenta una situazione molto simile a Charlie e Alfie.

Lo scorso 9 febbraio, al mattino presto, si è svegliata dicendo alla mamma di avere un forte mal di testa.
Poco dopo ha smesso di respirare e la corsa in ospedale è servita solo per operarla e cercare di ridurre gli effetti dell’emorragia cerebrale.

Probabilmente la bambina soffriva di una malformazione arterio-venosa che ha provocato danni gravissimi alla zona del cervello.

Da allora la piccola è attaccata alle macchine. E’ cominciato il confronto tra i medici e genitori per capire quale sia il migliore interesse per Tafida: andare avanti con questa situazione o staccare le macchine?

Il 19 giugno scorso l’ospedale ha informato i genitori dell’intenzione di sospendere la ventilazione artificiale alla bambina, primo passo verso la sua morte.

La mamma, che si chiama Shelima, è un avvocato a quel punto ha depositato un ricorso al tribunale amministrativo di Londra per chiedere di poter venire in Italia, in particolare all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova.

Un primo consulto con i medici italiani ha confermato che la situazione di Tafida è molto grave, ma è in uno stato di semi-coscienza e non di morte cerebrale. Quindi al Gaslini sarebbero anche disposti ad accoglierla e assisterla, con il viaggio a spese dei genitori della piccola Tafida, anche se per ora il Royal London Hospital si oppone.

Lunedì prossimo, 22 luglio, ci sarà una nuova udienza in tribunale. Ma visti i precedenti recenti in Inghilterra, l’esito sembra scontato.

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