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Aids, lo studio: 38 milioni di persone colpite nel mondo

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Tra tutte è la malattia sessualmente trasmissibile che più incute timore: l’aids, secondo un rapporto medico colpisce ancora tanti. Scopri di più..

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Illustrazione del virus dell’HIV, IStock

Se ne è parlato per anni ma è bene non smettere mai di informare e di sensibilizzare sui casi che lo riguardano: l’Aids (la sindrome da immunodeficienza acquisita) colpisce infatti ancora molte persone, e ancora oggi non tutti conoscono sempre le cause, i sintomi, la cura e la prevenzione adatta.

A parlarne e a mettere in luce gli ultimi dati è un rapporto medico, analizzato sia dall’Onu sia dall’Unaids: il numero delle morti causate da questa malattia nel 2018 è di 770mila, con un drastico calo del 33% rispetto al 2010. Quelle del 2017 erano 800.000 mila, mentre il picco più alto si è registrato nel 2004, con 1,7 milioni di decessi avvenuti. L’obiettivo per l’Onu però, è quello di raggiungere quota 500.000 nel 2020.

Anche la situazione dei malati è ancora drastica: sono quasi 38 milioni le persone che nel mondo convivono ogni giorno con la malattia, delle quali però solo 23 milioni ricevono le giuste terapie antiretrovirali (circa 3 su 5).

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Aids, il rapporto rivela gli ultimi dati: ancora tante persone dimenticate

aids rapporto
Risultati test aids, IStock

A parlare di questo rapporto è anche Unaids, il programma dello stesso ONU che si occupa di questa problematica: come dichiarato dal direttore esecutivo Gunilla Carlsoon, “abbiamo un urgente bisogno di aumentare la leadership politica per mettere fine all’epidemia”.

Non solo: a mancare sono ancora gli investimenti e l’approccio adeguato. “Bisogna investire adeguatamente e in modo intelligente, guardando anche ai Paesi che stanno ottenendo i maggiori successi in questo campo. Sconfiggere l’Aids è possibile se ci concentriamo sulle persone, non sulla malattia, creando road map per i pazienti e le aree rimaste indietro e adottando un approccio basato sui diritti umani per raggiungere le persone più colpite”.

Infine, ad essere più di tutti “dimenticati” in questa malattia sono coloro che ne vengono colpiti ma non vivono in Occidente, dove ottenere gli strumenti di cura rimane il più delle volte difficile. In Sudafrica ad esempio, dove 2 milioni di persone sono riuscite a iniziare la terapia, tutte le parti coinvolte nella cura devono anche occuparsi della prevenzione di altre infezioni mortali che causano l’Aids (come tubercolosi o meningite criptococcica).

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