Orticaria: ecco perché caldo e sudore non aiutano

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Una vera e propria piaga della salute di 5 milioni di italiani: l’orticaria è un vero problema, e in questa stagione caldo e sudore non aiutano. Ecco perché

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Ragazza sudata e accaldata, IStock

L’orticaria è una reazione cutanea che è caratterizzata soprattutto dall’eruzione di qualcosa di pruriginoso sulla nostra pelle. Si scatena perlopiù come reazione allergica a sostanze come alimenti (fragole, ostriche, ecc.), medicine, pollini, e tanto altro.

Ma cosa la causa? Oltre a quelli già citati ci sono anche il consumo di pesche, di vino che contiene solfiti, ma anche l’esposizione al calore e il sudore che il nostro corpo produce nel momento in cui perdiamo liquidi.

L’orticaria in Italia affligge circa 5 milioni di persone, di cui 600.000 hanno un’orticaria spontanea e cronica, per la quale non si trova una causa specifica. Inoltre, questa patologia in un 30% dei casi non reagisce agli antistaminici e richiede la somministrazione del cortisone, anche se in alcuni casi può essere tenuta sotto controllo con elementi biologici.

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Orticaria: il caldo e il sudore sono i veri nemici. Ecco cosa dicono gli esperti

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Ragazzo accaldato, IStock

A parlarne sono gli esperti della Società italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (Siaaic): secondo le loro analisi, nonostante l’orticaria si possa curare con l’omalizumab, un anticorpo monolocale utile all’orticaria cronica, questo costerebbe da 15 a 25 milioni di euro.

Cifre stellari quindi, ma non quanto quelle utili a curare l’orticaria nella maniera classica, che non sempre si rivela efficiente: in questo caso parliamo di 40 milioni di euro l’anno, che non riescono comunque a debellare il prurito nei pazienti.

L’aiuto massimo che si può ricevere è un rimborso da parte del Sistema sanitario, che copre la terapia per 11 mesi e che non per tutti i pazienti si rivelano sufficienti.

Conclude il vicepresidente della Siaaic: “il Servizio sanitario nazionale non rimborsa oltre e quindi i casi veramente gravi, che non passano, sono costretti a ritornare ai precedenti trattamenti con scarso controllo della malattia con tutti i disagi che ne conseguono. Alcuni pazienti che ne hanno la possibilità sono costretti ad acquistare di tasca propria il farmaco, a un costo di circa 500 euro al mese che può essere insostenibile per molti”.

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