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Memoria a breve termine, ecco come funziona

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C’è chi riesce a usarla di più e chi meno: ciò che è certo è che i suoi meccanismi sono particolari. Scopri come funziona la nostra memoria a breve termine

memoria a breve termine
Ragazza smemorata, Istock

Fondamentale alleata nei momenti di fretta ma difficile da mantenere: la memoria a breve termine è per molti uno strumento sul filo del rasoio, che tiene tra l’incudine e il martello per ricordare (o dimenticare) qualcosa di urgente e incredibilmente importante.

Eppure, cosa c’è dietro a questo tipo di memorizzazione? A spiegarlo sono stati i neuroscienziati dell’Università di Chicago, che con degli esperimenti su delle reti neurali ad impulso di intelligenza artificiale, hanno scoperto che questo tipo di memoria si poggia su una rete di neuroni differenti in base al ruolo da svolgere e alla cosa da ricordare.

Secondo gli studiosi poi, sono due i processi che la caratterizzano: il primo è quello “silente“, in cui le informazioni vengono immagazzinate senza che ci sia attività neurale, mentre il secondo è un processo in cui i neuroni si attivano molto velocemente e in modo dinamico.

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Memoria a breve termine e i suoi meccanismi: ecco quali sono e cosa rivela lo studio

memoria a breve termine
Ragazzo che si concentra, IStock

David Freedman ha spiegato di più a riguardo: “La memoria a breve termine è costituita probabilmente da molti differenti processi, da quelli più semplici, in cui per esempio si ha bisogno di richiamare qualcosa visto pochi secondi prima, o processi più complessi, in cui le informazioni in memoria devono essere elaborate in seguito. Il nostro studio ha individuato due meccanismi neurali che si alternano per risolvere differenti tipi di compiti di memoria“.

Durante gli esperimenti infatti, gli scienziati hanno cercato di capire in che modo i neuroni si connettono gli uni agli altri. Qui, due processi si sono dimostrati evidenti: l’attività neurale persistente è il primo, e si attiva solo nei momenti più complessi della memorizzazione, quando è necessario trasmettere l’impulso anche quando l’input iniziale è concluso.

Infine il secondo è l’attività neurale assente: in questo caso, il tipo di memorizzazione che si scatena è caratterizzata da meccanismi simili a quelli della memoria a lungo termine.

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