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Ipocondria: ecco cosa fare quando diventa un problema

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Colpisce tantissimi ed è la paura di avere delle malattie, e proprio per questo diventa essa stessa una malattia.. Scopri come sconfiggere l’ipocondria

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Donna che ascolta il proprio battito cardiaco, IStock

Secondo la definizione scientifica l’ipocondria è “un atteggiamento psichico che è caratterizzato da una costante apprensione per la propria salute e dall’ansiosa (o addirittura ossessiva) tendenza a sopravvalutare i minimi disturbi”. Spesso gli stati d’animo ad essa collegata sono considerati simili a quelli della malinconia.

Questo tipo di atteggiamento diventa spesso per molti un vero e proprio disturbo, anche se il termine è scomparso dall’ultima versione del Manuale diagnostico e statistico. In particolare, sono due i sintomi che lo caratterizzano: il disturbo da sintomi somatici (la paura appunto, di essere affetti da svariate malattie) e il disturbo da ansia di malattia.

A soffrirne sono più di quanto si creda: la percentuale sulla popolazione generale oscilla tra il 4 e il 6%, ma tra quelli che si rivolgono al medico di base sono in 17% a riportare questi sintomi. Proprio i dottori riportano come a preoccuparsi maggiormente sono specialmente coloro che sono affetti da fibromialgia, sindrome dell’intestino irritabile o sindrome da fatica cronica.

Ma non solo: con l’avvento dell’era digitale questo atteggiamento ha conosciuto anche una nuova faccia, che va a intrecciarsi con il mondo virtuale e con il web. La “cybercondria” è infatti caratterizzata dalla spasmodica necessità di cercare informazioni e/o diagnosi mediche su internet, collegandole in ogni modo ai propri sintomi (presunti o reali).

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Ipocondria: come capire quando ne siamo affetti e come tenerla alla larga

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Uomo spaventato, IStock 

Come ci si accerta di questo disturbo? Prima di tutto, sono fondamentali i segnali come la necessità di controllarsi e di monitorare costantemente la propria salute, come anche quella di trovare conferma dalle fonti bibliografiche, cartacee o digitali.

Si passa poi al confronto: l’ipocondriaco cercherà in continuazione di ricevere pareri che possano essere utili a comprovare le proprie teorie. E infine, gli esami e le visite mediche: questi, nonostante potrebbero dare rassicurazione, spesso si rivelano comunque poco efficaci agli occhi di un ansioso.

Cosa fare in questi casi? L’ipocondria può essere trattata con rimedi psicoterapici o farmacologici. Lo conferma Laura Bellodi, medico dell’Ospedale San Raffaele di Milano: “certamente più utile è la psicoterapia cognitivo-comportamentale, che addestra a riconoscere a livello cognitivo le distorsioni di pensieri ed emozioni e all’uso di strategie nella vita quotidiana”.

Dal Corriere della Sera

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