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Nono mese di gravidanza: come prepararsi al parto

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sviluppo del feto 3 trimestre gravidanza
nono mese di gravidanza, sintomi (Istock Photos)

Nono mese di gravidanza: tutto quello che devi sapere prima del parto, i sintomi comuni, le ultime visite mediche e cosa non deve mancare nel borsone nascita

Care future mamme, tra un mese sarete finalmente delle mamme al 100%. Non che ora non lo siate, ma fra meno di 30 giorni, saprete cosa vuol dire essere mamma tenendo il vostro pargoletto tra le braccia. Siete ormai giunte al traguardo finale, il nono mese di gravidanza. L’ultimo mese dell’ultimo trimestre, il terzo.

Sono passati 9 mesi da quando eravate così emozionate alla sola idea che presto sareste diventate mamme ed ora, fra poco tempo, coccolerete il vostro bambino. Questo ultimo mese è, tra i nove, il più bello ma anche il più pesante per ovvi motivi. Anzitutto, ora che siete arrivate alla fine, l’ansia del parto si fa sentire ogni giorno di più, la paura che qualcosa non vada come debba andare è tanta ma, non preoccupatevi, non siete le sole, la maggior parte delle future mamme hanno gli stessi stati d’ansia legati al giorno del parto e alla maternità in generale. Tutto nella norma, ma vedrete che appena avrete tra le braccia vostro figlio, tutte queste paure e ansie scompariranno all’istante.

In questo nono mese, siete in fibrillazione per tutto, probabilmente starete spesso a controllare che nel Borsone nascita ci sia tutto l’occorrente che vi servirà nei primi giorni post parto.  Nell’ultimo mese di gestazione i sintomi sono tanti e la maggior parte di essi sono legati alla stanchezza e alla pesantezza degli arti e del “peso” del pancione. Il 9° mese di gestazione comprende le settimane che vanno dalla 36° alla 40° settimana. Da considerare che  solo una piccola percentuale di bambini (il 5% circa) nasce nel giorno previsto. In questo nono mese d’attesa, gli esami sono vari e probabilmente sapete già quali test fare (ormai siete diventate esperte in materia) ma per quelle che hanno ancora dei dubbi a riguardo, facciamo il punto della situazione con una mini guida sugli esami da effettuare prima del parto. Inoltre, diamo un ultimo sguardo al piccolo bimbo, quanto è cresciuto e se è in posizione cefalica (a testa in giù). Iniziamo, però, con i sintomi: quali sono quelli più comuni e come comportarsi a riguardo.

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I sintomi nel non mese di gravidanza

gravidanza nonomese
nono mese di gravidanza, i sintomi (Istock Photos)

Come abbiamo già accennato in precedenza, in questo nono mese di gestazione, alcuni dei sintomi che avevate sino a qualche settimana fa ora, dovrebbero essere scomparsi. Per esempio, in questo mese sentirete un sollievo subito dopo i pasti, la cattiva digestione e il bruciore di stomaco in queste ultime settimane, saranno notevolmente diminuiti. Questo accade perché il vostro bimbo lentamente scende verso il basso, dando maggiore spazio ai vostri organi interni e permettendo, così, una sensazione di leggerezza dopo aver mangiato. Ricordiamo che non per tutte le donne in dolce attesa è così, la gravidanza viene vissuta in modo del tutto personale, quindi, potrebbe capitare che alcune di voi non si ritrovino nelle descrizioni che andremo a fare mentre, per altre, i sintomi saranno diversi, più accentuati o meno del solito.

Tra i sintomi che si possono riscontrare in questo nono mese troviamo:

  • contrazioni di Braxton-Hicks: sono degli spasmi addominali, simili alle doglie, che compaiono durante la fine del quinto trimestre ma anche più tardi. Nel corso di tale fenomeno, le fibre dei tessuti muscolari dell’utero si contraggono ripetutamente, ma non provocano forti dolori, sono quasi simili ai dolori mestruali, e a un indurimento del pancione. Le contrazioni di Braxton Hicks compaiono spontaneamente allo scopo di preparare l’utero al parto; con maggiore facilità, poi, queste si presentano come reazione a movimenti fetali, urti, stimolazione sessuale, eccessiva disidratazione o riposo insufficiente. Però non tutte le donne , durante la gravidanza, sperimentano queste false contrazioni. In entrambi i casi, è normale. Durante queste contrazioni, fai dei lunghi respiri e distenditi appena puoi, passeranno in un attimo.
  • sindrome delle gambe senza riposo: La sindrome delle gambe senza riposo è un disturbo che provoca un bisogno urgente, quasi incontrollabile di muovere le gambe, spesso accompagnato da sensazioni spiacevoli. Una volta mosse le gambe il fastidio scompare, ci si sente riposati e le percezioni spiacevoli spariscono. Il bisogno di muoversi e le sensazioni spiacevoli si verificano quando si è a riposo e inattivi, quindi tendono ad essere avvertite maggiormente di sera o durante la notte, ecco perché, di conseguenza si hanno anche disturbi legati al sonno. In genere insorge dopo i 40 anni, ma può comparire a qualunque età. Durante la gestazione, in particolare, il disturbo arriva a colpire il 28% delle donne, in modo accentuato nel terzo trimestre, per poi scomparire da sé poco prima del parto. Questa sindrome è spesso causata da due fattori: la mancanza di ferro oppure dall’aumento dei valori degli estrogeni, gli ormoni che in gravidanza aumentano considerevolmente.

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  • gonfiore o edema di caviglie e piedi, a causa della ritenzione idrica e dell’aumento di volume sanguigno che in alcune donne è del 30 per cento in più rispetto al normale. Infatti l’edema è un accumulo di liquidi nel corpo che si manifesta sotto forma di gonfiore sulla zona colpita; una delle cause più comuni di comparsa è la ritenzione idrica che in gravidanza è facile che compaia, per questo motivo è importantissimo bere molta acqua.
  • seno indolenzito: da cui fuoriesce il colostro, un liquido giallognolo e denso che contiene degli anticorpi che aiutano il  bambino a prevenire, nei primi giorni successivi alla  nascita, le malattie e le infezioni più comuni. Nulla di preoccupante, quindi se vedi delle fuoriuscite. In tal caso il rimedio per non sporcarti è usare le coppette raccogli latte.
  • Insonnia: potresti accusare qualche problema di insonnia, è normale poiché i cambiamenti ormonali e le piccole ansie fanno la loro parte. Se l’insonnia diventa un serio problema la cosa che devi fare è parlarne con il tuo ginecologo di fiducia che può prescriverti qualche prodotto che ti aiuterà a dormire, rilassati e sentirti meno stressata. Cerca di cambiare abitudini e usare qualche strategia per favorire il sonno: non bere troppo prima di andare a letto. Bere una quantità eccessiva di acqua la sera, significa dover alzarsi e fare la pipì proprio mentre stai per prendere sonno. Per evitare ciò sarebbe bene fare scorta di liquidi soprattutto mattina e pomeriggio e poi, la sera e la notte, bere solo quando ne senti davvero la necessità per prevenire la disidratazione. Se compaiono disturbi del sonno è possibile provare anche, alcune tecniche di respirazione e rilassamento, oltre a utilizzare un cuscino aggiuntivo per trovare la posizione più comoda. In genere è sconsigliato alle donne a partire dal terzo trimestre dormire a pancia in giù (cosa che risulta anche piuttosto complicata), mentre anche la posizione supina può essere particolarmente scomoda e può rendere più difficoltoso l’afflusso del sangue. L’ideale sarebbe dormire sul fianco, una posizione più comoda per la mamma e che consente anche al feto di assorbire i nutrimenti necessari dalla placenta.

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  • sogni strani e vividi: probabilmente per effetto dell’aumento dei livelli ormonali anche se – occorre precisare – i medici stanno ancora cercando di capirne la causa.
  • La stanchezza è tra i sintomi più frequenti nell’ultimo mese di gravidanza. Questa stanchezza è data dal peso sempre maggiore del pancione e dalla difficoltà di trovare una posizione comoda per dormire bene durante la notte.
  • perdite di urina: in modo particolare quando starnutisci, quando tossisci oppure ridi. Questo può succedere a causa dell’utero in crescita che mette pressione sulla vescica, e degli ormoni della gravidanza che rilassano i muscoli pelvici.
  • Perdita dell’equilibrio: nelle ultime settimane ma, alcune mamme dicono anche prima, presta attenzione a dove metti i piedi. Il tuo baricentro è spostato e questo ti procura, spesso, dei capogiri e perdita di equilibrio. Potresti inciampare senza nessun motivo apparente (anche se il motivo c’è e dipende appunto dal peso che porti).
  • irrigidimento occasionale e dolore acuto allo stomaco, con sensazione di pressione nella pelvi: durante la parte terminale della gravidanza il bambino si sposta verso il basso preparandosi ad uscire. In questi movimenti arriva a premere nella parte bassa del ventre causando dolore alla madre.
  • Spossatezza: dopo aver sottoposto il fisico a molta pressione per tutti i nove mesi, la gravidanza termina con l’ultimo “sconvolgimento” interno che lascia un effetto di affaticamento sulla futura mamma.
  • Finalmente riuscite a respirare meglio: per tutta la gravidanza il peso del bambino e il volume dell’utero vi hanno causato una sensazione di pressione e costipazione a livello della respirazione, adesso invece il bambino è sceso più giù e ciò regala un immediato sollievo e una migliore capacità respiratoria.
  • vampate di calore: In questo ultimo periodo, suderai molto più del normale. Bevi molto, per migliorare il drenaggio e alleviare, così, anche il gonfiore alle gambe, oltre che per scongiurare la disidratazione. Un consiglio è vestirti a strati in modo che potrai spogliarti gradualmente, se dovessi avvertire caldo improvvisamente. Indossa sempre indumenti comodi, in tessuto traspirante e in cotone 100%.   

Altri sintomi legati a questo nono mese di gravidanza possono essere: dolore pelvico, dolore al legamento rotondo dell’utero. Sbalzi d’umore e ansia (legata più che altro, al momento del parto e del travaglio), costipazione e sensazione di avere lo stomaco sottosopra, aumento dei movimenti intestinali,dolori articolari.

Quando devi chiamare il tuo dottore?

esami da fare in gravidanza
nono mese di gravidanza, informazioni utili (Istock Photos)

Se in queste ultime  settimane del nono mese di gestazione, riscontri alcuni tra questi disturbi di seguito, ti consigliamo di contattare subito il medico o recarti al pronto soccorso perché potrebbero essere segnali di un inizio di travaglio.

  • contrazioni che si fanno più frequenti e ravvicinate nel tempo (più di 6 in un ora);
  • mancanza di movimento per un lungo periodo di tempo (2-4 ore)
  • dolore e sensazione di bruciore durante la minzione, assieme ad un dolore intorno ai reni
  • un prurito estremo di mani e piedi, specialmente in palmi e piante, che non scompare con i rimedi abituali, potrebbe indicare colestasi gravidica.
  • quando hai dolore o bruciore durante la minzione, urine scure o torbide con o senza cattivo odore
  • improvvise alterazioni visive, mal di testa persistente, improvviso gonfiore di volto e mani, dolore all’alto addome e mancanza di fiato

Ricorda che tra l’ultima settimana di gravidanza (40esima) e la 41esima settimana, il travaglio può iniziare in qualsiasi momento, dunque presta particolare attenzione se senti:

  • più di 6 contrazioni in un’ora, che non scompaiono quando cambi di posizione, ognuna delle quali dura dai 30 ai 60 secondi
  • crampi simili al dolore mestruale;
  • sensazione di pressione nel basso addome o nella zona pelvica
  • sanguinamento vaginale;
  • aumento delle secrezioni vaginali;
  • dolore pulsante alla parte bassa della schiena, che potrebbe essere costante, oppure andare e venire;
  •  perdite di liquido amniotico, potrebbero indicare la rottura delle acque.
  • sintomi influenzali accompagnati a nausea, vomito, diarrea secrezioni mucosali, potrebbe indicare la perdita del tappo mucoso.

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Come sta la mamma e cosa deve sapere nel nono mese di gestazione

nono mese di gravidanza
nono mese di gravidanza,
come sta la mamma (Istock Photos)

Verso la fine del non mese e quindi alcune settimane prima del parto la donna avverte la perdita del tappo mucoso, la membrana che ha mantenuto chiuso l’utero durante la gravidanza. Non è necessario andare in ospedale, perché la perdita del tappo non indica l’inizio del travaglio, ma è dovuta alle contrazioni uterine.

Diverso è invece il caso della rottura delle acque, con un’abbondante perdita di liquido amniotico: in questo caso il travaglio è iniziato, l’ambiente uterino non risulta più sterile ed è il momento di andare in ospedale.  Al nono mese di gravidanza l’utero occupa gran parte dell’addome comprimendo gli altri organi: il respiro si fa più corto, lo stimolo a urinare è particolarmente frequente e può aumentare la sensazione di spossatezza. Anche dormire può risultare più problematico, come abbiamo largamente accennato nei sintomi precedenti.

Devi sapere che la durata del parto, dal travaglio alla nascita del bambino, varia da donna a donna: nel caso si tratti di un primo figlio ad esempio il travaglio dura mediamente molto più a lungo, e la fase dilatante può durare anche 14 ore. La fase espulsiva può arrivare a durare anche due ore, mentre la fase del secondamento, cioè l’espulsione della placenta, dai 15 ai 30 minuti.

Nelle gravidanze successive, invece, i tempi si accorciano: il periodo dilatante va in media dalle 6 alle 8 ore, quello espulsivo da 30 minuti a un’ora e l’espulsione della placenta si conclude in 10-20 minuti.

Cerca di praticare attività sportiva leggera regolarmente o almeno 3 volte la settimana. L’ideale è seguire un corso prenatale di yoga o nuoto per gestanti, ma anche una semplice passeggiata a ritmo sostenuto andrà più che bene per sentirti in forma e serena. Questo contribuirà anche a contrastare la ritenzione dei liquidi nelle gambe e avere una sensazione di leggerezza.  Continua a tenere sotto controllo la tua dieta,  prestando attenzione a ciò che mangi, prediligendo alimenti ricchi di fibra e ferro. E’ importante seguire uno stile di vita sano e rilassato: lo stress e la stanchezza eccessiva possono favorire l’insorgere delle contrazioni. Mantieniti calma se pensi di stare entrando in travaglio o che le tue acque si siano rotte, poiché non significa necessariamente che il tuo bambino nasca subito; infatti, i medici spesso chiedono alle donne incinte di rimanere a casa finché non iniziano le contrazioni regolari.

Ricordati che in queste settimane, se ancora non l’hai fatto, di preparati a lavare i vestiti nuovi, le coperte ed i prodotti comprati per il tuo bambino (inclusi quelli che metterai nel borsone per la nascita, poiché vengono spesso trattati con prodotti chimici perché mantengono il colore e la consistenza: se non  li lavi prima questi prodotti potrebbero essere dannosi per la pelle delicata del bambino.

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Il bambino al nono mese di gravidanza

Gravidanza nono settimana
nono mese di gravidanza come cresce il bimbo (iStock Photos)

Il tuo piccolo bimbo all’inizio del nono mese e dunque alla 36° settimana gestazionale, peserà all’incirca 3kg e nella maggior parte dei casi, si trova già in posizione cefalica, (a testa in giù, solo una piccola percentuale di bambini (il 4%) rimane invece podalica, e in questo caso viene quasi sempre eseguito un taglio cesareo).

La posizione cefalica del bimbo ti consente di respirare più agevolmente ma porta anche a urinare più spesso. In caso di parto prematuro gli organi sarebbero in grado di funzionare anche al di fuori dell’utero. Nella 37° settimana il grasso del tuo bambino può costituire fino al 18% del suo peso totale e ciò lo aiuta a mantenere un’adeguata temperatura corporea. Il grasso infatti è evidente con piccole fossette che diventano sempre più visibili sui gomiti, sulle ginocchia e sulle spalle; mentre stanno diventando più evidenti le pieghe e le grinze sui fianchi, sul collo e sui polsi  Il bambino sta perdendo la peluria e la vernice caseosa. Dal momento che lo spazio intorno a sé è ridotto i movimenti sono meno liberi rispetto ai mesi precedenti, ma nonostante questo continuerà a muoversi fino al momento del parto. In questo periodo la mamma può anche seguirne la respirazione, e distinguere i suoi cicli di sonno e veglia.

Mentre, alla fine del nono mese, intorno la 40° settimana di gravidanza, il tuo bambino è ormai pronto per venire al mondo. Tutti i suoi organi interni sono pienamente funzionanti e il cervello ed i polmoni sono i soli organi che continuano a svilupparsi dopo la nascita del bambino. Il suo fegato ha già immagazzinato abbastanza amido da poter iniziare la produzione di glucosio dopo la nascita, mentre il fluido immagazzinato nel suo corpo lo aiuta a superare il primo giorno dopo la nascita, finché non è disponibile il latte materno.

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Per quanto riguarda le ossa del bambino, quelle del suo cranio sono ancora molle, questo per consentire loro di sovrapporsi per far passare la testa del bambino facilmente attraverso il canale del parto. Infatti sulla sua testa ci sono anche due punti morbidi, detti “fontanelle”, che facilitano il parto. La fontanella posteriore s’ indurisce durante i primi 3-4 mesi di vita del bambino, mentre quella anteriore ci mette dagli 8 ai 15 mesi per saldarsi.

Il tuo bimbo alla fine del nono mese sarà lungo circa 51 centimetri e peserà all’incirca 3,500/3,700 chilogrammi. Alla nascita, i maschi tendono ad essere più pesanti delle femmine. La testa, le spalle, l’addome ed i fianchi del bambino hanno, al momento del parto, la stessa circonferenza e ciò facilita il suo passaggio attraverso il canale del parto.

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Preparazione al parto: quali esami fare nell’ultimo mese di gravidanza

Gravidanza, 41 settimana
nono mese di gravidanza, esami da fare: (iStock Photos)
  • Esame dei sangue: Esame citometrico e conteggio leucocitario differenziale, compreso eventuale controllo microscopico
  • Toxoplasma anticorpi.
    In caso di sieronegatività
  • Virus HBV .
  • Virus immunodeficienza acquisita [HIV 1-2]
  • Esame completo delle urine 
  • Urinocultura: Ricerca batteri e lieviti patogeni. Incluso conta batterica.
  • Streptococco Beta-emolitico gruppo B ( Raccomandato a 36-37 settimane)
  • l’esame pelvico: (40° settimana) ha lo scopo di controllare se la tua cervice si stia dilatando come dovrebbe. Questo aiuterà il tuo ginecologo a capire quanto tempo ci vorrà affinché inizi il travaglio.
  • Un’ecografia potrebbe essere fatta allo scopo di controllare la tua salute e quella del tuo bimbo, nonché anche lo stato in cui si trova la placenta.

Promemoria prima del parto: documenti da portare

borsone parto
Nono mese di gravidanza, Borsone nascita e piano del parto, come organizzarli (Istock Photos)

Nell’ultimo mese di gravidanza è di fondamentale importanza che tu sia pronta (almeno sotto il punto di vista documentario) affinché non dimentichi nulla a casa quando arriverà il giorno fatidico. Dunque, dopo il borsone nascita, ciò che dovrai ricordarti sono i documenti che ti serviranno. Quindi ricorda al tuo partner, che dovrà avere con se:

  • Documentazione clinica della gravidanza
  • Carta di identità/Passaporto
  • Tessera sanitaria
  • Codice Fiscale
  • Gruppo sanguigno

Ricorda anche di portare con te il piano del parto se l’hai fatto. Questo ti consentirà, prima di entrare in sala parto, di sapere cosa accadrà a te e al tuo bambino. Indispensabile che tu lo dia alla tua ostetrica o al personale medico che ti prenderà in cura.

Se non sai come si fa il piano del parto, prendi appunti, di seguito ecco la lista delle domande che dovrai fare e a cui dovrai dare una risposta. Compilala in tutti i suoi campi e una volta finito, puoi darla alla ginecologa anche prima del giorno del parto.

  • dove vuoi partorire: in ospedale, in casa o altro?
  • vuoi il tuo compagno/marito con te?
  • Vuoi l’epidurale?
  • vuoi assumere durante il travaglio la posizione che più ti è comoda?
  • vuoi mangiare in caso di fame (solo se non fai l’epidurale, in quel caso non puoi assumere del cibo)
  • vuoi allattare subito il tuo bambino? Tenerlo con te per le successive due ore del parto?
  • vuoi il rooming in (cioè far stare sin da subito il tuo piccolo in stanza con te)?

Per il resto, tieni la calma, fai dei gran respiri e goditi questo ultimo mese. Tra non molto non sarai mai più sola ma in dolce, dolcissima compagnia.

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