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I danni che provoca la nicotina all’organismo: perché smettere di fumare

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smettere di fumare
i danni della nicotina al nostro organismo iStock

I danni che provoca la dipendenza da nicotina: perché smettere di fumare, tutto ciò che forse non sai ancora sul vizio del fumo e sull’astinenza da nicotina

Secondo alcune stime, la nicotina causa ogni anno più di 440 000 morti negli Stati Uniti e circa 80.000 in Italia. Un dato che fa paura ma che, purtroppo, passa inosservato per quelle persone che hanno una dipendenza da nicotina. Tutti noi conosciamo, almeno per sentito dire, che il fumo provoca dei danni irreparabili al nostro organismo, anche se non siamo dei fumatori incalliti. Ma nello specifico, sappiamo veramente cosa accade alla nostra salute quando fumiamo? oppure quando stiamo a contatto diretto con qualcuno che fuma anche se noi non fumiamo? Gli effetti sulla salute del fumo si applicano in gran parte anche ai non tabagisti, in qualche modo soggetti direttamente o indirettamente al fumo di tabacco. Il fumo è considerato fattore favorente l’insorgere di alcune patologie, principalmente a carico dell’apparato respiratorio e dell’apparato cardio-vascolare, e nei paesi sviluppati viene considerato causa prima nella mortalità evitabile.

L’assunzione costante e prolungata di tabacco è in grado di incidere sulla durata della vita media oltre che sulla
qualità della stessa. Forse non tutti sanno che 20 sigarette al giorno riducono di circa 4,6 anni la vita media di un giovane che inizia a fumare a 25 anni. Ovvero per ogni settimana di fumo si perde un giorno di vita. Si stima che di 1.000 maschi
adulti che fumano uno morirà di morte violenta, sei moriranno per incidente stradale, 250 saranno uccisi dal tabacco per patologie ad esso correlate. Dati sconcertanti che dovrebbero farci riflettere seriamente sui gravi problemi che possono insorgere nel fumare.

Vediamo nello specifico i danni che la nicotina provoca all’organismo umano.

I danni causati dalla nicotina all’organismo umano

 nicotina e catrame
I danni che provoca la nicotina all’organismo (Istock Photos)

Gli organi colpiti dal fumo di tabacco sono molteplici: l’apparato broncopolmonare e quello cardiovascolare sono
i più bersagliati. Il Center for Disease Control and Prevention – CDC degli USA ha identificato 27 malattie provocate dal fumo. Ogni malattia ha un particolare rischio correlato al fumo. La gravità dei danni fisici dovuti all’esposizione (anche passiva) al fumo di tabacco, è direttamente proporzionale all’entità complessiva del suo abuso. Più precisamente sono determinanti:

  • età di inizio
  • numero di sigarette giornaliere
  • numero di anni di fumo
  • inalazione più o meno profonda del fumo

Il fumo accelera l’invecchiamento della pelle e provoca un aumento dell’irsutismo del volto e della raucedine con
un rischio relativo per le forti fumatrici. In più si è scoperto recentemente una relazione tra fumo e demenza mentale.  Il tabagismo,  infatti, con l’andare del tempo aumenta il rischio di problemi mentali.

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Secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Londra il vizio del fumo, se protratto per lungo tempo (anche
durante la vecchiaia), aumenta notevolmente il rischio di un declino mentale. I risultati della ricerca, infatti, hanno evidenziato che i soggetti fumatori sono maggiormente soggetti ad un danneggiamento dei vasi sanguigni, compresi quelli cerebrali. Il fumo, una volta introdotto, causa un restringimento ed un
indurimento delle arterie, compromettendo l’apporto di ossigeno al cervello. Il “vizio della sigaretta”, pertanto, con il passare degli anni, non danneggia solo bronchi e polmoni; al contrario sembra colpire e deteriorare anche le funzioni cerebrali.

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Il fumo provoca anche effetti sul cavo orale determinando un ingiallimento della dentina; Aumenta il rischio di gengiviti e promuove l’insorgenza del cancro della bocca. Il fumo aumenta il rischio di cancro: della vescica, del fegato, della laringe, dell’esofago, del pancreas. Il fumo è inoltre un fattore di rischio per lo sviluppo e la progressione di un precoce danno renale diabetico (albuminuria) e per il peggioramento della retinopatia nei giovani soggetti diabetici.

La dipendenza da nicotina provoca, inoltre, anche l’insorgenza di:

  • Ictus – Si manifesta con perdita di conoscenza, perdita di feci e urine. Può portare alla morte o determinare la paralisi di una parte del corpo. L’ictus è al terzo posto fra le cause di morte negli U.S.A. ed anche in Italia è molto frequente. Il rischio di incidenti di questo tipo aumenta del doppio o del quadruplo tra i fumatori. Smettendo di fumare il rischio si riduce drasticamente già dopo un anno. Dopo 5-10 anni diventa sovrapponibile a quello di chi non ha mai fumato.
  • Aneurisma aortico – è una dilatazione anormale di questa importantissima arteria. E’ pericoloso perché può facilmente rompersi e la sua rottura provoca la morte immediata. Chi soffre di aneurisma aortico non dovrebbe fumare, perché i decessi per rottura sono 6 volte più numerosi tra i fumatori che tra i non fumatori.
  • Danni sulla sessualità maschile – Il fumo di sigaretta è un fattore di rischio importantissimo nello sviluppo
    sia dell’aterosclerosi che della disfunzione erettile del pene. In un importante Studio condotto in Massachusetts  si è riscontrato che il fumo di sigaretta amplifica notevolmente il rischio di impotenza, specie quando associato a patologie cardiovascolari e relative terapie farmacologiche. Nei soggetti tra i 40 e i 70 anni l’incidenza di impotenza variava tra il 5% e il 15%.
    Nei pazienti trattati per una patologia cardiaca la probabilità di una impotenza completa era del 56% tra i
    fumatori e del 21% tra i non fumatori. Tra i pazienti ipertesi in terapia medica, quelli che fumavano
    avevano una incidenza di impotenza completa del 20%, mentre i non-fumatori avevano un rischio di
    impotenza dell’8.5%, comparabile con quello della popolazione generale (9.6%).
    Ovviamente però non tutti i fumatori sono impotenti, benché il tabacco sia nefasto sia per l’erezione che
    per la qualità del liquido seminale. Ma il tabacco non ha solo un effetto dannoso a livello vascolare, favorendo la formazione di ateromi in tutte le arterie, esso ha anche un ruolo diretto sul tessuto erettile del pene. L’elasticità del tessuto erettile
    e quindi la sua capacità di dilatarsi diminuisce nei forti fumatori, che spesso hanno una erezione molto meno duratura. Questo effetto negativo è stato verificato in numerosi studi sperimentali che hanno mostrato come il fumo di una sola sigaretta sia in grado di danneggiare la qualità dell’erezione.
    L’eliminazione del fumo di sigaretta in questa patologia deve quindi essere considerata la terapia di prima linea della disfunzione erettile, oltreché una delle misure più importanti nella prevenzione dell’aterosclerosi. Per il medico, inoltre, la terapia della disfunzione erettile del pene è l’ argomentazione
    più importante per indurre un paziente a smettere di fumare.
    La prospettiva di migliorare le prestazioni sessuali costituisce una motivazione fortissima per far abbandonare al fumatore la sua tossicodipendenza. Il fumo inoltre può ridurre la fertilità mediante riduzione della densità dello sperma, del numero e della mobilità degli spermatozoi.

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  • Infarto miocardio – si verifica quando l’irrorazione sanguigna del muscolo cardiaco diminuisce o viene a
    mancare in seguito all’occlusione di una o più arterie coronariche. Colpisce più di 200mila italiani
    all’anno e in un caso su tre conduce alla morte. Il fumo di sigaretta aumenta il rischio di aterosclerosi e di infarto miocardico perché danneggia le cellule che rivestono internamente i vasi arteriosi, favorendo la formazione di placche ostruttive e di trombi.
  • Cardiopatia ischemica – è causata dal monossido di carbonio e dalla nicotina; è una delle malattie più
    frequenti nei paesi progrediti. I fumatori corrono un rischio di ammalarsi che è più del doppio di quello dei
    non fumatori. Si stima che il 20-25% degli incidenti cardiovascolari siano legati al consumo di sigarette. Il
    fumo, poi, stimolando una parte del nostro sistema nervoso (adrenergico) può favorire la vasocostrizione o gli spasimi delle arterie (soprattutto delle coronarie).
    Smettendo di fumare il rischio si riduce dopo solo un anno di astinenza.
    Dopo 20 anni diventa simile, ma sempre un po’ superiore a quello di chi non ha mai fumato.
  • bronchite acuta e bronchite cronica (presenza di tosse ed escreato per almeno tre mesi all’anno per 2 anni consecutivi)
  • enfisema (abnorme allargamento degli alveoli con distruzione delle loro pareti)
  • episodi asmatici ed infezioni respiratorie ricorrenti aumentano per incidenza e gravità.
  • Sviluppo di tumori polmonari: gli idrocarburi policiclici aromatici contenuti nel “catrame” e il Polonio 210 sono invece i principali responsabili dello sviluppo di tumori polmonari e non solo, si stima che il fumo sia responsabile in Italia del 91% di tutte le morti per cancro al polmone negli uomini e del 55% nelle donne, per un totale di circa 30.000 morti  l’anno.

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Cosa succede al nostro fisico quando smettiamo di fumare? Astinenza da nicotina

polmoni
i danni della nicotina sull’organismo umano (Istock Photos)

Hai deciso di smettere di fumare? Decisione saggia ma, se è da poco che hai smesso oppure hai intenzione di smettere a breve, prima è meglio che tu sappia cosa potrà succedere al tuo organismo quando non riceverà più la nicotina. L’astinenza da nicotina è un insieme di sintomi di cui è oggetto chi ha da poco deciso di smettere di fumare. l’astinenza da nicotina è un fenomeno reale, in quanto la nicotina è una sostanza che crea dipendenza, esattamente come l’eroina, la cocaina, la marijuana, l’alcol e tutte le dipendenze in genere.
L’astinenza da nicotina compare già dopo un paio di ore dall’ultima sigaretta; dopo 3 giorni dalla giusta decisione, entra nella fase acuta e, trascorsi 14-21 giorni, comincia a risolversi.
I suoi sintomi principali sono:

  • desiderio irrefrenabile di fumare,
  • irritabilità, collera,
  • depressione,
  • nausea,
  • mal di testa e crampi allo stomaco.
  • Stipsi
  • sonno agitato o difficoltà ad addormentarsi
  • Aumento dell’appetito e del peso corporeo: in chi smette di fumare, il maggior appetito è particolarmente intenso durante le prime due settimane, periodo in cui il conseguente aumento del peso corporeo (in chi, ovviamente, non riesce a controllare l’apporto calorico) può essere anche di 4,5 chilogrammi.
  • formicolio alle mani o ai piedi

Per riuscire a superare l’astinenza da nicotina, esistono numerosi programmi di supporto, che insegnano i trucchi più efficaci su come smettere di fumare, e anche dei preparati farmacologici, i quali però sono indicati in casi estremi (cioè quando il superamento della sindrome da astinenza risulta molto difficile).

Sarebbe l’abitudine alla presenza della nicotina, da parte del cervello, a causare i sintomi da astinenza nel momento in cui un individuo smette di fumare; infatti, sembra che, con l’abolizione del fumo, le cellule cerebrali avvertano l’assenza di nicotina e reagiscano come se mancasse loro qualcosa di essenziale e indispensabile.
Gli ex fumatori più accaniti sono soggetti a un’astinenza da nicotina dai sintomi ben più gravi, rispetto agli ex fumatori meno accaniti. Anche se non è detto che questi ultimi non siano, anch’essi soggetti ad astinenza.

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Dopo 2-3 settimane i sintomi dell’astinenza da nicotina cominciano ad attenuarsi: il senso di depressione e l’ansia si riducono, il desiderio di fumare non è più forte come all’inizio, aumenta la tranquillità, l’appetito cala ecc. Dalla quinta settimana il soggetto interessato può ritenersi fisicamente guarito; da questo momento in poi, non fumare è solo una questione di volontà. Per quanto spiacevoli e fastidiosi siano i suoi sintomi all’inizio, l’astinenza da nicotina non è una condizione pericolosa per la vita. Anzi, il motivo per cui essa è presente, ossia l’abolizione del fumo, ha soltanto effetti benefici nei confronti dell’essere umano.

Consigli pratici per chi vuole smettere di fumare

i danni della nicotina (Istock Photos)

Se ha finalmente intenzione di fumare, esistono alcuni espedienti che ti permetteranno di non “cascare” nel circolo vizioso del fumo. Se l’astinenza da nicotina è forte (specie nelle prime settimane), esistono dei rimedi in farmacia, che possono aiutarti a superare l’astinenza, come le gomme da masticare oppure altri farmaci adatti. Prima, però, di assumere qualsiasi medicinale, specie se hai alcune patologie come epilessia, problemi cardiaci, anoressia, bulimia nervosa o anche se sei in stato interessante, chiedi sempre il parere del tuo medico! Altri consigli, non medici, ma molto utili per chi vuole smettere di fumare sono:

 

  • Evitare la frequentazione di luoghi in cui è facile incontrare persone fumatrici;
  • Evitare di far compagnia a persone che fumano. Nella fase acuta dell’astinenza, questo accorgimento è molto importante;
  • Evitare il consumo di sostanze alcoliche e ridurre, temporaneamente, quello di caffè e tè;
  • Praticare maggiore attività fisica. L’esercizio fisico ha il potere di attenuare lo stress della vita quotidiana, il quale, molto spesso, rappresenta uno dei motivi per cui si fuma;
  • Impegnarsi in passatempi, come leggere un libro, nuovi hobby, in modo tale da occupare i momenti liberi della giornata e avvertire di meno la mancanza di nicotina;
  • Chiedere consigli a chi, tra amici, conoscenti e parenti, ha superato con successo l’astinenza da nicotina. Il confronto, in questi frangenti, può fornire nuove idee su come affrontare al meglio la sintomatologia;
  • Avere pazienza, perché il desiderio di fumare non è costante, ma alterna fasi acute, in cui sembra incontrollabile, a fasi decisamente più tenui, in cui è appena percettibile.

Gli effetti del fumo passivo

vietato fumare
i danni che la nicotina provoca iStock

Smettere di fumare è un dovere che fai in primis al tuo stato di salute ma, se hai dei figli, smettere di fumare è un dovere per la loro salute, perché gli effetti del fumo passivo sono quasi uguali a quelli di un fumatore.
Numerosi studi hanno dimostrato che l’inquinamento atmosferico è responsabile di 1/4 delle malattie respiratorie. E’ ormai ampiamente dimostrato che l’esposizione al fumo di tabacco ambientale (FTA) costituisce uno dei più diffusi e pericolosi fattori inquinanti dell’aria degli ambienti confinanti e un rischio sanitario significativo per i non fumatori. Anche il fumo passivo è in grado di indurre il cancro polmonare nei fumatori e che i figli di genitori fumatori hanno una maggiore incidenza di polmoniti, di
bronchiti e crisi asmatiche rispetto ai figli di genitori non fumatori.
Il fumo passivo provoca ogni anno negli USA quasi 5.000 decessi per cancro del polmone nei non fumatori. In Italia il fumo passivo sarebbe responsabile di un migliaio di morti l’anno.

Recentemente si è vista una stretta correlazione tra fumo passivo e rinofaringiti con otiti purulenti dei bambini. I figli dei fumatori vanno incontro molto più frequentemente degli
altri (38% in più).
Oltre alle malattie respiratorie al fumo passivo si segnala anche per un aumentato rischio per le malattie coronariche e degli attacchi cardiaci del 20%, soprattutto a causa della nicotina e del monossido di carbonio. Quindi, in ultima analisi, smettere di fumare sarebbe il regalo più bello che potresti farti nella vita, la tua vita e quella dei tuoi cari.

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