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Marco Vannini e quella testimonianza mai ascoltata

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Nei mesi scorsi, c’è una novità decisamente importante nel caso Di Marco Vannini: si tratta di una testimonianza rimasta inascoltata per quasi 4 anni.

vannini omicidio

La madre di Marco Vannini è rimasta giustamente sconvolta.La sentenza di appello sul caso Vannini che ha ridotto di molto la pena attribuita ad Antonio Ciontoli in primo grado ha fatto molto male a Marina, la madre dello sfortunato ragazzo ucciso in maniera assurda nel maggio del 2015. Per questo delitto tutta la famiglia Ciontoli è stata riconosciuta colpevole, con pene però per tutte inferiori ai 5 anni. E questo a Marina suona come una ingiustizia, soprattutto alla luce di un nuovo retroscena del quale si è venuto a conoscenza negli ultimi giorni, grazie ad un servizio mandato in onda da ‘Le Iene’. La trasmissione di Mediaset ha infatti intervistato una vicina di casa, mai sentita invece dagli inquirenti che hanno indagato sul caso Vannini in tutto questo tempo. Sembra che Marco avesse avuto un alterco con Martina Ciontoli e che, dopo essere stato colpito dall’unico proiettile – del quale l’altro figlio di Antonio Ciontoli aveva recuperato il bossolo – abbia urlato “Scusami Martina, perdonami”.

 

Poi sono seguite delle urla di dolore, con Marco Vannini che avrebbe potuto salvarsi se solo i soccorsi non fossero stati ritardati di continuo dai Ciontoli. Sua madre confessa che dopo aver visto quel servizio non è riuscita a dormire, e che è stata male. Sembra che il giovane avesse invocato anche il suo nome. La signora Vannini però si lamenta anche, ed a ragione: “Dopo tutti gli appelli che ho fatto, questa vicina di casa esce allo scoperto soltanto adesso? Avrebbe potuto chiamarmi”. Poi avanza il sospetto che questa testimone potesse in qualche modo sentire timore. Alla fine Marina lancia un altro appello: “Chiedo che le indagini riprendano e che possano coinvolgere tutti gli altri vicini di casa. Qualcuno potrebbe avere qualcosa di importante da dire ai fini del raggiungimento della verità sulla morte di mio figlio”.