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Aggressività nei bambini piccoli: fattori di influenza e comportamenti

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aggressività bambini
Aggressività nei bambini piccoli (Istock Photos)

Aggressività nei bambini piccoli: cosa scatena la violenza? Le cause, i fattori di influenza e i comportamenti da adottare per affrontare la situazione

I comportamenti di aggressività e violenza nei bambini piccoli ma anche negli adolescenti sono un fenomeno in crescente evoluzione nei giorni nostri. Anche se, da genitori, facciamo di tutto per far capire a nostro figlio la differenza tra il bene e il male, spesso capita che il nostro adorato bimbo adotti dei comportamenti aggressivi verso gli altri bambini o anche verso noi genitori. Noi, non ci spieghiamo il motivo, il perché possa succedere ma, di fatto resta il dubbio – o la quasi certezza – che forse, nostro figlio nasconda qualcosa di represso al suo interno. Così piccoli eppure con così tanta aggressività. Magari all’asilo le maestre ci indicano i comportamenti poco “dolci” del bimbo e noi, ci ritroviamo a dover giustificare che a casa non si comporta così.

Mordere, tirare i capelli, dare spintoni o graffiare sono alcuni dei comportamenti che fanno apparire i  bambini molto aggressivi e suscitano preoccupazione nei genitori. Il bambino è aggressivo, cosa fare per comprendere l’origine della sua rabbia e come intervenire nel modo migliore? Dietro queste azioni si nasconde sempre il desiderio di attenzione e di ascolto.

Allora, perché succede? Le cause, ovviamente, esistono e molto spesso sono legate proprio al contesto familiare e senza rendercene conto, adottiamo alcuni comportamenti che danneggiano – involontariamente – nostro figlio. Facciamo un po’ di chiarezza e cerchiamo di capire i motivi che possono scatenare un comportamento aggressivo nel nostro piccolo bimbo. Come intervenire per placare questa aggressività? La chiave giusta esiste, bisogna solo capire quale.

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Aggressività nel bambino: i fattori che influenzano

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Aggressività nei bambini piccoli (Istock Photos)

Una combinazione di fattori emotivi, sociali e biologici possono interagire tra loro e promuovere comportamenti violenti e acting-out antisociali, in particolare l’interazione tra vulnerabilità interna (es. deficit emotivi e/o cognitivi) e fattori ambientali negativi (es. abusi o trascuratezza), possono dar vita a veri e propri disturbi della condotta. Un fattore di particolare importanza è la qualità dello sviluppo della relazione genitore-bambino. In particolare,  gravi disordini nell’attaccamento portano allo sviluppo di comportamenti aggressivi nei bambini, comportamenti controllanti e disturbi nella condotta. Già a partire dai 5-6 anni, questi bambini mostrano mancanza di responsabilità, autogratificazione a spese altrui, disonestà e disprezzo per gli standard sociali . In più un attaccamento problematico nei primi 3 anni di vita può portare ad una psicopatia affettiva, ossia all’incapacità di formare relazioni affettive significative, unita allo sviluppo di una forte rabbia, scarso controllo degli impulsi e assenza di rimorso. (Bowlby 1969). Ma prima di parlare di attaccamento, analizziamo i fattori che più di tutto influenzano il comportamento violento del bambino.

Ambiente Familiare

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Aggressività nei bambini piccoli (Istock Photos)

Uno dei più importanti e significativi fattori di influenza è dato dall’ambiente familiare in cui il bambino cresce. Molti studi e altrettante ricerche hanno messo in luce una forte correlazione tra particolari aspetti dell’ambiente familiare e comportamenti aggressivi nei bambini, in particolar modo:

  • un basso livello socio economico
  • l’essere genitori single
  • alti livelli di stress e depressione materna
  • l’esposizione a violenza fisica e psicologica. Questi fattori primari contribuirebbero alla formazione di condotte distruttive. Spesso si tratta di genitori con personalità antisociali, che elargiscono al bambino dure punizioni fisiche, non forniscono un’adeguata supervisione e sono poco coinvolti e presenti nella vita del figlio.

All’interno del nucleo familiare, un fattore importante può essere dato anche dalla gelosia del bimbo verso l’arrivo di un fratellino o una sorellina. Un bambino che prova gelosia vive una forte tensione emotiva: può combattere per un posto e/o un ruolo usurpato, perché si sente minacciato, per invidia che prova nei confronti di un membro della famiglia. Un bambino aggredisce per quegli stessi sentimenti che sente dentro di sé e che sono per inaccettabili. Le persone che lo fanno arrabbiare sono proprio le stesse che lui ama, così come le persone che lo minacciano e che si prendono cura di lui. Per comprendere e placare la rabbia di un bambino per prima cosa l’adulto si deve calare nei panni del bambino e capirne i sentimenti.

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L’ambiente esterno

aggressività bambini
aggressività nei bambini (Istock Photos)

Quando si parla di fattori ambientali e quindi di ambiente esterno, si fa riferimento ad un’atmosfera altamente impoverita, caratterizzata da modelli di violenza all’interno di comunità e dall’immediato accesso alla violenza fornito dai media. Nostro figlio oltre all’ambiente familiare, viene a contatto quotidianamente con il mondo esterno, l’ambiente esterno, il quale può fornirgli modelli es esempi di violenza da seguire e che esaltano tali condotte, spesso e volentieri giustificando anche comportamenti violenti. I comportamenti violenti possono infatti essere in larga parte appresi in questi ambienti. I bambini cresciuti a contatto con tipi di ambienti aggressivi apprendono che la violenza è un modo per risolvere i problemi e già dall’età prescolare viene a formarsi un sistema di credenze che induce all’uso della violenza.

Ma l’ambiente esterno violento non nasce solo dalla “strada” ma, oggigiorno è molto più probabile che tale ambiente aggressivo venga appreso dal bimbo proprio in casa, guardando la Tv. I cartoni sono sempre più violenti. Infatti si è visto che bambini che guardano cartoni animati violenti sono più predisposti a picchiare i compagni di scuola, non rispettare le regole all’interno della classe e a discutere con le insegnanti; questi bambini potrebbero risultare, spesso, insensibili al dolore e alla sofferenza degli altri perché il modello da seguire impone questo. Stesso discorso vale per i video games, che sempre più realistici, immergono il bimbo e l’adolescente in un mondo semi-finto di violenze inaudite.

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I Fattori biologici

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aggressività nei bambini (Istock Photos)

Un ulteriore fattore di rischio e di influenza nello scatenare comportamenti aggressivi nei bambini, è dato dai fattori biologici. Essi possono essere: l’esposizione prenatale a droghe e alcool, problemi nello sviluppo del feto, stress materno, complicazioni nel parto e nascite premature, deficit nutrizionali e background genetico. Quindi il comportamento adottato dalla mamma ma anche dal papà, ancor prima che il bimbo venga al mondo, sono fondamentali per un corretto sviluppo del comportamento psicofisico del bambino in età prescolare. Ma la violenza può essere genetica? Da studi effettuati si è riscontrato che la violenza non è correlata all’esistenza di un singolo gene, ma a tratti che potrebbero essere ereditati, come ad esempio un temperamento disinibito ed impavido, iperattività e problemi attentivi. Molti studi indicano, inoltre, come problemi cognitivi e linguistici possono precedere lo sviluppo di comportamenti violenti, in particolare sembrerebbe che bambini con disordini della condotta mostrerebbero deficit dell’attenzione, nell’espressione verbale e nella comprensione linguistica, nonché deficit delle funzioni esecutive correlati a disfunzioni del lobo frontale sinistro.


Come comportarsi con un bambino aggressivo

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Aggressività nei bambini: come comportarsi (istock Photos)

Un genitore, come prima cosa deve intervenire in modo fermo quando il bambino comincia a superare certi limiti e mette in pericolo la sua sicurezza fisica e quella degli altri. Oltre ad intervenire con autorevolezza è importante anche analizzare il comportamento aggressivo del bambino, cioè provare a capire se l’aggressività segnala un disagio più profondo difficile da esprimere con le parole.

Infine bisogna considerare che l’aggressività nei bambini può anche essere una “risposta” ad atteggiamenti aggressivi e di rabbia messi in atto proprio dagli stessi genitori.

Confrontarsi con altri genitori fa bene. Anche se molto spesso i genitori non esprimono i loro dubbi e paure in merito all’aggressività dei figli perché temono il giudizio degli altri e di essere accusati di non aver saputo impartire la giusta educazione ai loro figli.

Esistono alcune regole base da adottare con il proprio figlio se questo presenta comportamenti aggressivi e violenti. Prima di tutto fagli capire che accetti e comprendi le sue paure, ma non le sue reazioni violente. Il bambino deve sentirsi rassicurato che non considerate i suoi sentimenti strani o incomprensibili, ma deve capire che ci sono altri modi per gestire le sue emozioni forti.

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Il bambino, specie se piccolo, non capisce ancora cosa voglia dire “empatia”, dunque è meglio evitare frasi del tipo “Se lo fanno a te, tu come ti sentiresti?”. In questo caso è meglio far capire loro le conseguenze dei loro gesti, per esempio, se colpisce qualcuno al parco giochi, tornate a casa. Se morde un altro bambino perchè non vuole che prenda il suo giocattolo, fate sparire l’oggetto della contesa.

Insegnate al vostro piccolo dei trucchetti per gestire le sue emozioni e mantenere la calma. Invece di dirgli che cosa non fare, suggerite cosa può fare in alternativa.

In conclusione, un intervento mirato per prevenire lo sviluppo di comportamenti aggressivi nei bambini , sarebbe quello di favorire in età precoce l’incremento di abilità che possano ridurre la necessità di questi bambini di agire in maniera violenta nel loro ambiente. Una modalità interessante a tale riguardo potrebbe essere quella di affiancare al tempo dedicato al gioco libero, lo sviluppo di attività di gioco strutturate che promuovano in tutti i bambini empatia, abilità sociali e rafforzino l’autostima.

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