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Se non facciamo sesso il corpo si ammala? I disturbi fisici frequenti

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disturbi fisici frequenti se non facciamo sesso
Se non facciamo sesso il corpo si ammala? i disturbi fisici frequenti (istock Photos)

Se non facciamo sesso il nostro corpo si ammala? I 9 disturbi fisici più frequenti e comuni nelle donne e negli uomini quando si spegne l’eros

I problemi sessuali possono essere nemici della salute. Come è vero che un erotismo vivace è una garanzia di benessere per l’intero organismo, allo stesso modo, se l’immaginario erotico esce dalla nostra vita, o si pretende di deciderne tempi e modi, si finisce per bloccare il libero fluire dell’energia. E si pongono così le basi per l’insorgere delle malattie. Quindi se non facciamo sesso il corpo si ammala? La risposta è nei disturbi fisici frequenti negli uomini come nelle donne che, spesso, ne sono inconsapevoli o non danno loro la giusta importanza. Ci ammaliamo di più se il nostro corpo non sprigiona l’erotismo, non fa all’amore nei giusti modi, naturalmente e senza costrizioni da entrambe le parti. Ma quali sono, nello specifico, i disturbi che possono insorgere nelle persone di sesso opposto se si spegne la scintilla dell’eros? Scorpiamolo insieme

I 9 disturbi più frequenti quando si spegne l’eros

i 9 disturbi fisici quando si spegne l'eros
Se non facciamo sesso il corpo si ammala? I 9 disturbi fisici più frequenti

Anche quando non abbiamo consapevolezza di essere sessualmente scarichi e ci nascondiamo nel classico “col partner va tutto bene”, è spesso il corpo a segnalarci con particolari patologie il nostro profondo malessere fisico e psichico. D’altronde, non esiste patologia che non rifletta un rapporto disturbato con la sfera erotico-sessuale. Allora, i 9 disturbi più frequenti quando si spegne l’eros sono:

  • Obesità: ovvero quando la libido si sposta sulla bocca. Il cibo, in tal caso, perde di valore, compensa una mancanza di erotismo e si sostituisce al piacere. La voracità è il tratto caratteristico del mondo dell’obeso e, quindi, anche del suo erotismo, che è spesso sfrentato, alla continua ricerca di una soddisfazione difficile da raggiungere. E’ solo cercando di riaccendere l’erotismo come via al piacere che l’obeso vedrà migliorare i propri sintomi.
  • Cellulite: questa colpisce di più fianchi, cosce e natiche: proprio le zone legate alla sessualità femminile. La pelle a buccia d’arancia che la caratterizza è piena di buchi e il mondo erotico della cellulitica è imperniato su una sessualità ferita. Dunque, in questo caso, la cellulite è il segno evidente della resa.

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  • Cefalea: l’atmosfera erotica, in tal caso, di chi soffre di cefalea è dominata dalla testa. la paura delle parti calde e passionali porta a un controllo onnipotente del pensiero. la sessualità è spesso basata sul gioco della seduzione, un gioco tutto di testa, freddo e lucido, che si governa sempre, senza farsi mai travolgere. Il timore più grande dei cefalalgici, infatti, è proprio quello di “perdere la testa”: anche nella sessualità non riescono ad abbandonarsi, sono molto inibiti e hanno difficoltà a raggiungere l’ogasmo. Un miglioramento potrebbe quindi venire da un erotismo più libero, cui potersi finalmente abbandonare.
  • Cardiopatie: in questo caso si lascia poco spazio alle emozioni. Il cardiopatico ha un erotismo che privilegia il sesso e lascia poco spazio alle emozioni. In realtà egli teme il mondo dell’affettività. Ambizioso e competitivo, cristallizzato nel suo stile di vita che ha al centro il lavoro e l’affermazione personale non lascia trasparire il proprio mondo interiore. Per lui è un vanto saper tenere tutto sotto controllo, compresi i sentimenti, e non lasciarsi mai andare. Infatti non si innamora quasi mai. Il suo è un eros senza cuore. Ma se non si lascia alle emozioni la possibilità di fluire liberamente, il cuore, negato e pietrificato, si ammala, alterando il proprio battito: ecco allora comparire i disturbi che, dalle aritmie possono arrivare all’infarto. Il cardiopatico dovrebbe recuperare tutta la sua vitalità emotiva, innamorarsi perdutamente.
  • Ipertensione: la lotta tra emotività e controllo, che caratterizza l’iperteso, domina anche il suo erotismo, segnato da una continua opera di contenimento dell’istintualità. E poiché chi soffre di ipertensione ha tendenzialmente un temperamento impulsivo, sanguigno appunto, non sempre riesce a padroneggiare le situazioni. Se perde il controllo, cerca subito di recuperarlo. Così i suoi rapporti sessuali sono spesso dominati dalla fretta e canalizzati in ambiti rassicuranti e, se si lascia andare, corre subito a ripristinare il controllo: al termine di un rapporto sessuale va immediatamente a lavarsi. Gioverebbe quindi all’iperteso allentare i freni, riaprire il flusso interrotto e bloccato delle pulsioni.

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  • Perdita dei capelli: la calvizie che colpisce la donna rimanda a un erotismo colpevolizzato (per esempio un adulterio, ritenuto “peccato”). I capelli, attributo dominante della femminilità e della seduzione, rappresentano l’energia istintuale. E sono anche, per la loro vicinanza alla mente, il simbolo del mondo delle fantasie, dell’immaginario. Non a caso, molte donne che perdono i capelli non si permettono fantasie erotiche. In campo maschile, invece, tende a perdere i capelli chi usa troppo la razionalità: l’erotismo passa così sempre al vaglio della ragione.
  • Infezioni vaginali: queste, spesso, sorgono per proteggersi dal pericolo. Può un’infezione da candida, essere collegata a un problema di sesso stanco? Certo, l’infezione provoca disturbi anche al partner, il quale dopo un rapporto sessuale, sente le sue parti intime arrossire e bruciare, provocando, di conseguenza il termine dei rapporti con la propria partner. La candidosi sembra, quindi, da un lato proteggere la partner “da contatti pericolosi”, dall’altro giunge a “punire” l’altro partner maschile per la sua indifferenza.
  • Cistiti: un esempio può essere la “cistite da notte di nozze”, come gli omeopati della fine dell’Ottocento chiamavano una forma di infiammazione della vescica, che compariva appunto dopo i primi rapporti sessuali. Le ragazze in cui si presentava sembravano avere in comune un netto disgusto per “quelle cose” che i mariti imponevano loro e che vivevano come una sopraffazione. Oggi questi disturbi non compaiono più nei primi giorni di matrimonio, ma certamente diversi bruciori urinari sono collegati ai rapporti sessuali.
  • Perdite ematiche: un senso simile hanno le perdite di sangue che compaiono dopo l’amore: possono rappresentare “il pianto dell’utero” in una donna che fatica ad accettare ciò che è successo, ma che non si permette di versare lacrime sulla sua situazione.

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Quali sono i disturbi sessuali delle donne

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Se non facciamo sesso il corpo si ammala (istock Photos)

Esistono casi in cui il calo del desiderio si trasforma in una vera e propria impossibilità a fare l’amore oppure, anche quando si verifica un rapporto sessuale, nell’incapacità di provare piacere. Per la donna questo si traduce in vaginismo, anorgasmia e frigidità, disturbi che negli ultimi anni hanno registrato un forte aumento. Le cause? La sessualità viene sempre più identificata con la necessità di prestazione e, allo stesso tempo, impoverita delle sue componenti più autentiche: il desiderio, la passionalità, l’istintività e il coinvolgimento emotivo. Tutto ciò genera insoddisfazione, disinteresse per l’altro sesso, talvolta timore o rifiuto della sessualità. Nello specifico, esaminiamo bene quali sono questi disturbi sessuali nella donna:

  • Vaginismo: il vaginismo è il persistente spasmo involontario dei muscoli della parte più esterna della vagina, che ostacola o impedisce la penetrazione. La traduzione del messaggio corporeo attraverso il sintomo è “sono più forte di te maschio e non ti faccio entrare”. Oppure “sei pericoloso, brutale, dunque non ti voglio”. Da un lato la donna si trova a incarnare il ruolo dell’amazzone, dall’altro quello della vittima. In ogni caso, tende inconsciamente a sentirsi responsabile per l’impossibilità di dare piacere al compagno: a volte si giustifica e cerca di compensare il vuoto con una sessualità alternativa, per sé poco gratificante; altre volte diventa rigida, aggressiva e sempre più indisponente. Nelle donne che soffrono di vaginismo scattano comunque pericolosi comportamenti mirati ad allontanare il partner: trascurano l’aspetto fisico, si fanno sciatte,  così da non suscitare nenache il più piccolo desiderio. Oppure simulano improvvisi mal di testa, inventano crisi depressive, scatenano furiosi litigi del tutto immotivati pur di scoraggiare anche il più tenace degli amanti.

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  • Frigidità: la donna che non conosce il piacere. Questa, vista dall’esterno ha tutti i canoni per essere una grande seduttrice: sempre truccata, pettinata e vestita in modo da attrarre l’attenzione dell’uomo. Le forme del corpo, sottolineante da abiti attillati, mirano a catalizzare con sfacciato magnetismo lo sguardo, ad accendere il desiderio. La donna frigida, coma l’ape regina, è condannata a cercare perennemente il maschio che riuscirà a darle piacere, quel piacere che non arriva mai. Il suo, infatti, è un femminile di facciata, quasi arrogante, che maschera un’interiorità fragile e spesso molto infantile, che ha paura di un rapporto vero e adulto. Questo ruolo implica un elevato traffico di partner, che confermano alla donna che è bella e seducente, ma la lasciano comunque perennemente insoddisfatta: attrice sexy in unarecita per lei frustrante.
  • Anorgasmia: una statistica rivela che il 15% delle donne non ha mai provato l’orgasmo. All’incirca il 30% non lo prova durante la penetrazione e più del 40% finge saltuariamente di provarlo. Ai giorni nostri, ancora esistono donne che non si concedono l’abbandono totale. Perché? Probabilmente perché oggi, molto più di ieri, devono tenere la loro vita sotto controllo: non solo casa e figli, ma lavoro, impegni, stimoli culturali, sport ecc. Troppa fatica per avere in pugno la situazione ed essere brave in tutto! Così facendo la testa si mantiene in un costante stato di vigilanza e l’onda del piacere non ha la forza di travolgere la barriera della lucidità.

Quali sono i disturbi sessuali degli uomini

disturbi sessauli degli uomini
Se non facciamo sesso il corpo si ammala, i disturbi sessuali degli uomini (istock Photos)

L’assenza di fantasia, la ripetitività di ruoli e situazioni, l’ansia di prestazione, la paura di imboccare nuovi percorsi: questi i nemici conclamati e più subdoli che scaricano l’erotismo e che inibiscono la potenza sessuale del maschio. Il letto diventa così un luogo di fatica, di paura e frustrazione, di fallimento e aggressività verso la partner. E meno sesso si fa, più il desiderio si asciuga, spegnendo l’eros o facendolo ammalare con patologie sessuali che mettono in evidenza quanto si sia lontano dall’energia vitale.

  • Impotenza: questo dipende da un atteggiamento mentale sbagliato. Questo problema ha assunto proporzioni allarmanti negli ultimi anni. In una ricerca fatta dall’Università di Boston, su un campione di quattromila maschi dai 40 ai 70 anni, è emerso che il 52%, cioè un uomo su due, ha difficoltà a raggiungere l’erezione. Ma in Italia cosa accade? E’ vero che un numero maggiore di uomini si sta rivolgendo agli operatori del settore per problemi inerenti la propria sfera sessuale, ma il principale movente di questa casistica è dato dalla maggior consapevolezza, dal coraggio e dalla disponibilità da parte del maschio, superiore nettamente al passato, di affrontare i momenti critici della propria vita, esternando senza imbarazzo quei disagi che fino a pochi anni fa si consumavano in silenzio. L’identikit del maschio in difficoltà presenta denominatori comuni quali: preoccupazione per l’inefficienza sessuale, ma anche stress nel contesto lavorativo. Chi soffre di impotenza è quasi sempre prigioniero di un’atmosfera che pervade la sua mente. Alla sessualità si associano il senso di inadeguatezza, la fatica, l’infelicità. Per lo più le persone che hanno difficoltà a raggiungere l’erezione sono prigioniere di un’immagine: quella di dover far godere la partner, di dover fornire una prestazione all’altezza, di essere virili secondo lo schema classico dell’uomo alfa. Ripetono in ogni rapporto la stessa soutine: paura di non farcela, desiderio di trattenersi e uscire dalla scena, caduta dell’erezione e fallimento. Spesso, per loro l’erezione avviene senza sforzo durante la masturbazione, ma scompare quando è richiesta la performance. C’è chi dice che la crisi dell’uomo sia nata dalla liberazione della donna. Ma era forse felice l’uomo che doveva esser macho a tutti i costi? Più probabile che l’infelicità sessuale nasca in gran parte dal mito della virilità, inscatolato dalla nostra cultura in ogni angolo della mente di un uomo. Non è la donna che ha messo in crisi il maschio, ma è il maschio stesso che non ne poteva più di essere un mero portatore di fallo. Un uomo diventa impotente quando cerca di non coinvolgersi, quando trasforma il sesso in un fatto meccanico. In questo senso la sua crisi è stata messa in moto dall’inconscio per fargli tornare il desiderio di dolcezza, di tenerezza, di gioco, che l’erotismo contiene.  Gli avvertimenti a cui prestare attenzione sono: Il calo del desiderio; l’assenza di fantasie e di sogni erotici; la scomparsa delle erezioni mattutine.
  • Eiaculazione precoce: secondo l’opinione di molti, il maschio deve essere un consumatore di femmine. Un tempo si definiva questo personaggio come “il collezionista”, ma spesso, dietro questa faccaita, si scopriva che il più delle volte le prede venivano lasciate sul più bello di un rapporto per la velocità con cui si concludeva. Su un piano simbolico l’eiaculazione precoce smaschera il bluff di chi incarna questo ruolo: il maschio spaventato e rancoroso, il Peter Pan che deve fuggire il più rapidamente possibile dal rischio di un rapporto vero e adulto. Spesso la prova è data dal fatto che chi soffre di eiaculazione precoce sono gli uomini che non sanno accettare la nuova autonomia della partner o che, sentendosi giudicati o non compresi, evitano il confronto diretto scegliendo la via di fuga.

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