I rider si ribellano: lista nera dei vip che non danno la mancia

La tirchiologia è una brutta bestia. Lo sanno bene i rider, quei ragazzi che in bicicletta ci portano pranzo e cena direttamente a casa e che spesso non ricevono il trattamento sperato.

Tra i loro clienti anche tanti vip evidentemente con il braccino o comunque poco altruisti. Per questo i riders del capoluogo della Lombardia hanno deciso di pubblicare sulla pagina Facebook Deliverance Milano, i nomi dei ricconi incapaci di dare anche solo qualche centesimo in più al momento della consegna della pietanza richiesta.

Inutile dire che questi personaggi famosi vivono in quartieri residenziali extralusso o nel centro delle città e che è significativo riscontrare come sia più facile ricevere la mancia se si consegna in zone popolari o in quartieri periferici, piuttosto che in distretti o in civici fighetti e più pettinati”, si legge nell’amaro post “sociale” riportato dal sito TPI News.

La data scelta per questa denuncia corporativa è stata non a caso il 25 aprile, giorno della Liberazione.
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Se l’informazione è potere, noi rider liberiamo i dati!“, prosegue il messaggio che sottolinea come nessun fattorino sia stato premiato neppure nelle giornate di diluvio universale.

Anche i Ferragnez nella lista nera dei rider

Fonte: Instagram @fedez

Tra i “genovesi” anche  attori, presentatori, cantanti, calciatori, sportivi, musicisti, rapper e influencer. Secondo quanto diffuso da TPI News sarebbero nello specifico Fedez e Chiara Ferragni, la coppia d’oro del calcio Wanda Nara e Mauro Icardi, Dj Albertino, Noyz Narcoz, il noto tuttologo del computer Salvatore Aranzulla, Leonardo Bonucci e Fabio Rovazzi, ma pure i rapper Clementino e Rocco Hunt, Higuain, Teo Mammucari e Platinette.

Queste piattaforme come sfruttano noi lavoratori senza farsi alcuno scrupolo, sfruttano anche voi, speculando e vendendo i vostri dati. Ricordatevi sempre una cosa clienti: entriamo nelle vostre case, vi portiamo il cibo e qualsiasi altra cosa vogliate, praticamente a tutte le ore del giorno, siamo in strada sotto la pioggia battente o sotto il sole cocente, senza assicurazione. Sappiamo tutto di voi. Sappiamo cosa mangiate, dove abitate che abitudini avete”, prosegue lo sfogo minaccioso contro le personalità tirchie, ma volto anche a portare alla luce un abuso della riservatezza da parte delle aziende che utilizzano i fattorini, così come un modo di lavorare lontano da quello di un Paese civile, dove alla base, sempre secondo i rider, ci sarebbe la volontà di ottenere il massimo profitto dando nulla a chi si sacrifica per un pugno di euro.

La richiesta dei rider è semplice – Il desiderio di questi lavoratori del 4.0 è di non vedere più “le mance ricevute tassate”, in quanto “ad oggi viene trattenuta l’iva quando il pagamento avviene (come la maggior parte delle volte) per mezzo del supporto di intermediazione digitale, quando dichiarate il contrario”.

Non possiamo più prescindere dall’avere diritti sindacali, reddito incondizionato, salario minimo e una previdenza sociale adeguata. Se vogliamo vivere il nostro futuro occorre anche un upgrade nei diritti!”, la richiesta conclusiva.

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