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Colomba pasquale: simbolismo e origine del dolce di pasqua

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colomba pasquale origine
colomba pasquale: origine e storia del dolce tipico pasquale (Istock Photos)

Colomba pasquale: il dolce della festa santa che mette tutti d’accordo. Qual è l’origine della Colomba pasquale e quale il simbolismo?

Meno di una settimana all’avvento della Santa Pasqua e sugli scaffali dei supermercati l’invasione delle colombe pasquali, accanto al classico uovo di pasqua, fa il suo ingresso. Questo dolce tipico pasquale ha una storia antichissima e il simbolismo che possiede è, grosso modo, conosciuto alla maggioranza della gente. Ma nello specifico, sappiamo perché si mangia proprio la colomba pasquale? E quale origine storica ha questo dolce tipicamente italiano?

Cerchiamo di scoprirlo insieme, sorvolando lentamente sulle sue origini e su come, la colomba pasquale non debba mai mancare sulle tavole imbandite degli italiani il giorno di Pasqua.

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Origini storiche della Colomba pasquale: un po’ di cultura per capire meglio

Colomba pasquale, storia e origini del dolce tipico
Colomba pasquale: origini e storia del dolce tipico (Istock Photos)

La storia della colomba pasquale è da sempre circondata da miti e leggende: sono infatti moltissime le interpretazioni sulla sua nascita, sebbene appaia ormai certo come derivi invece da un’idea commerciale nei primi anni del secolo scorso. Di seguito, le informazioni sia sulla versione ufficiale che sulle leggende più misteriose.

La nascita della Colomba risale ai primi del ‘900, e più precisamente, intorno gli anni ’30 da un’idea di successo avuta da un’industria molto nota a Milano e in tutta Italia: la ditta Motta.

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L’azienda, già conosciuta per i suoi famosi panettoni, decise di trovare una strategia per riutilizzare macchinari e ingredienti natalizi anche nei mesi successivi. Nacque così la colomba: un dolce che sfrutta le medesime procedure di preparazione, rifinito da uno strato superficiale di mandorle. La preparazione classica prevede farina, burro, uova, zucchero, buccia d’arancia candita e le già citate mandorle, ma negli anni ne sono state create numerose varianti. In brevissimo tempo, grazie anche alla fama degli apprezzati panettoni del gruppo, la colomba si diffuse rapidamente tra i consumatori, diventando il dolce irrinunciabile odierno per la domenica di Pasqua.

Le 3  leggende  storiche sulla colomba pasquale

colomba pasquale: le leggende storiche del dolce tipico
Colomba Pasquale: 3 leggende storiche (Istock Photos)

Vi sono leggende che vorrebbero far risalire la colomba pasquale in epoca longobarda, addirittura al re longobardo Alboino che durante l’assedio di Pavia, nel IV secolo, si vide offrire, in segno di pace, un pan dolce a forma di colomba. Una seconda leggenda vuole che colomba pasquale sia legata alla regina longobarda Teodolinda ed il santo abate irlandese San Colombano. La leggenda vuole che San Colombano al suo arrivo in città, attorno al ‘600 venisse ricevuto dai sovrani longobardi e invitato con i suoi monaci ad un sontuoso pranzo. Gli furono servite numerose vivande con molta selvaggina rosolata, ma Colombano ed i suoi, benché non fosse di venerdì, rifiutarono quelle carni troppo ricche servite in un periodo di penitenza quale quello quaresimale. La regina Teodolinda si offese non capendo, ma l’abate superò con diplomazia l’incresciosa situazione affermando che essi avrebbero consumato le carni solo dopo averle benedette. Colombano alzò la mano destra in segno di croce e le pietanze si trasformarono in candide colombe di pane, bianche come le loro tuniche monastiche. Il prodigio colpì molto la regina che comprese la santità dell’abate e decise di donare il territorio di Bobbio dove nacque l’Abbazia di San Colombano. La colomba bianca è anche il simbolo iconografico del Santo ed è sempre raffigurata sulla sua spalla.

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Una terza leggenda, infine, farebbe risalire la colomba pasquale alla battaglia di Legnano del 1176: si racconta come tre colombe si posarono sopra le insegne longobarde, portando fortuna e vittoria all’esercito del Carroccio. Come è facile comprendere da queste brevi storielle, accertarne senza dubbio l’origine non è possibile, poiché intrisi di significati simbolici nonché di eventi anche sovrannaturali. Va comunque sottolineato come queste colombe originarie, ovvero dei pani bianchi e dolci, differiscano fortemente dalla ricetta degli anni ’30 giunta sino a noi così come la conosciamo oggi.

Perché la colomba è il simbolo della Pasqua?

La colomba nella cristianità è simbolo di pace e salvezza. Nella Bibbia si narra che Noè fece uscire per tre volte dall’arca una colomba che, alla fine, tornò da lui con un ramoscello d’ulivo nel becco segno evidente che la riconciliazione con Dio era avvenuta e il diluvio terminato. In periodo pasquale questa connotazione salvifica viene ancora più accentuata proprio in relazione al sacrificio di Cristo morto sulla croce per salvare l’uomo.

Oltre ai significati connessi al culto, in moltissime culture mondiali la colomba è universalmente accettata come il simbolo della pace e della prosperità.

Come preparare la colomba pasquale a casa: ricetta e procedimento

Colomba pasquale, origini e storia
Colomba pasquale, origini, storia e ricetta ( Istock Photos)

Preparare la colomba pasquale a casa è un’impresa davvero lunga da sostenere per, appunto i suoi tempi d’attesa. Ma la soddisfazione di portare in tavola il dolce tipico di Pasqua fatto con le vostre mani “sante”, non ha eguali. Quindi, vediamo gli ingredienti che ci serviranno e come poter iniziare partendo dall’impasto.

Ingredienti per una colomba da 750 grammi

  • Farina tipo 00 350 grammi
  • Uova 3
  • Zucchero bianco 150 gr
  • Latte 190 ml
  • Burro 85 gr
  • Lievito in polvere per dolci 1 bustina
  • Granella di zucchero 50 gr
  • Crema alla nocciola 3-4 cucchiai

Ricetta: Colomba pasquale: procedimento per l’impasto base

Una volta che avete sul vostro tavolo di lavoro tutti gli ingredienti necessari, procedete con il primo passaggio: l’impasto base della colomba pasquale. Quindi come prima cosa:

  • Mettete zucchero semolato e le uova intere all’interno di una ciotola e sbattetele con una frusta elettrica per 10 minuti circa fino a far gonfiare il composto.
  • A parte, tagliate il burro a tocchetti e mettetelo in un pentolino a bagnomaria, fatelo sciogliete e lasciatelo intiepidire.
  • Montate le uova con lo zucchero, aggiungete pian piano il burro sciolto e intiepidito, il latte e amalgamate, a fruste spente, con movimenti lenti e delicati per non smontare l’impasto.
  • Dopodiché setacciate la farina e il lievito in polvere, mescolateli per bene e aggiungeteli al vostro impasto, sempre mescolando con delicatezza e con movimenti lenti e continui dall’alto verso il basso.
  • Quindi aggiungete altra farina solo dopo che la precedente è stata assorbita dall’impasto e lavoratelo per una quindicina di minuti.
  • Versate il composto in uno stampo per colombe, livellatelo e avrete la base della colomba.
  • Ora procedete a riempire l’impasto della colomba. Ovviamente la versione che vi propongo io non è così semplice, prevede infatti l’aggiunta di qualche cucchiaio di crema alla nocciola, sparso qui e lì sulla superficie della colomba.

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  • Infine, non poteva mancare il tocco tipico da colomba pasquale: la granella di zucchero, anch’essa la potete reperire facilmente negli ipermercati ben forniti. Mettetene una generosa quantità, che copra uniformemente tutta la superficie della colomba.

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  • Scaldate il forno statico a 180° C e poggiatela su una teglia da forno, lasciandola cuocere per circa 40 minuti o fino a quando, infilando uno stuzzicadenti di quelli lunghi al centro del dolce, non ne uscirà asciutto. Sfornare e lasciar raffreddare. Questa colomba non si conserva per molto tempo, anche a causa della lievitazione rapida e dell’impasto decisamente differente da quello della classica colomba pasquale, vi consiglio quindi di mangiarla in un paio di giorni.

Consigli preziosi per colombe pasquali diverse

idee e consigli su come preparare la colomba pasquale
colomba pasquale, origini e storia (Istock Photos)

 La ricetta della colomba pasquale appena vista prevede una farcitura con crema di nocciole e una copertura di granella di zucchero. Un’alternativa classica e squisita è l’aggiunta, oltre alla granella, di mandorle intere a copertura della colomba pasquale, oppure di canditi, che potrete aggiungere direttamente al’interno dell’impasto. Ottima anche l’uva sultanina o le gocce di cioccolato fondente, in base ai vostri gusti, ovviamente potete sbizzarrirvi come volete.

Potete fare anche una colomba pasquale senza glutine utilizzando farina di riso e amido di mais al posto della farina di grano tenero. Possiamo anche optare per una colomba vegana senza latte, senza uovo e senza burro. Leggera e deliziosa al contempo. Questa colomba non si conserva per molto tempo, anche a causa della lievitazione rapida e dell’impasto decisamente differente da quello della classica colomba pasquale. Quindi, il consiglio in tal caso è consumarla nel giro di pochi giorni, avendo accortezza nel richiuderla per bene dopo l’utilizzo, solo così manterrà intatte tutte le sue proprietà nutritive e  il suo sapore, la fragranza nonché  la morbidezza del suo interno. PS: da provare la mattina tuffata nel latte, proverete una dolcezza senza fine!

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