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Terzo trimestre di gravidanza: cosa devi sapere, esami e crescita

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trimestre di gravidanza, il terzo
Terzo trimestre di gravidanza, cosa devi sapere (Istock Photos)

Terzo trimestre di gravidanza: tutto quello che c’è da sapere sugli ultimi tre mesi d’attesa: sintomi, esami da fare, come prepararsi al parto e la crescita del feto

Care future mamme, siete giunte al terzo trimestre di gravidanza, l’ultimo di questo meraviglioso viaggio. Sono passati parecchi giorni e settimane da quando avete scoperto che presto sareste diventate mamme ed ora, con questi ultimi mesi che vi rimangono, siete sempre più vicini all’obiettivo: stringere tra le braccia il vostro piccolo pargoletto.

Questo terzo trimestre è, tra i tre, quello (forse) più pesante poiché il pancione sta raggiungendo la sua massima espansione e ciò può contribuire a determinare alcuni disturbi tipici del periodo come i bruciori di stomaco, lo stimolo a fare in continuazione la pipì  e le gambe gonfie. Ma non solo, dovete prestate attenzione anche se la pressione si alza troppo.

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Il terzo trimestre di gestazione comprende le settimane che vanno dalla ventottesima settimana alla quarantesima, cioè  l’ultima (28-40), quindi i mesi  che corrispondono a tale trimestre sono comrpesi dal sesto al nono mese.

Ma quali sono, in questo terzo trimestre i sintomi che sentirete maggiormente e come cambia il vostro corpo? Vediamo di seguito alcuni dei principali disturbi e come porre rimedio, naturalmente, ad essi.

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Terso trimestre d’attesa: sintomi comuni e cambiamenti nella donna

maternità e mesi di gravidanza
Terzo trimestre di gravidanza, i sintomi – iStock Photos

Con l’entrata nell’ultimo trimestre di gravidanza, molti dei sintomi legati agli inizi, come nausee e capogiri, sono ormai spariti. Il secondo trimestre, invece, è passato “tranquillo”, con la sparizione dei sintomi quali sonnolenza e affaticamento che hanno lasciato spazio ad una energia da leone e alla voglia di fare tante cose, complice anche il pancione non ancora ingombrante. Ora, che siete arrivate alla fine della gravidanza, le ansie e le paure per l’imminente parto si fanno strada dentro di voi. È tutto normale, ogni futura mamma prova timori legati al giorno del parto e a come dovrà comportarsi con il proprio bimbo. Ma non preoccupatevi, tutto si sistemerà non appena avrete tra le braccia il vostro piccolo bambino.

Vediamo ora, nello specifico quali possono essere in questo terzo trimestre di gravidanza i sintomi più comuni in voi mamme.

  • Aumento del volume sanguigno: che va dal 30% al 50% durante tutta la gravidanza e può portare una forte sensazione di affaticamento nonché all’insorgenza della sindrome delle gambe senza riposo. Questa sindrome è un disturbo che provoca un bisogno urgente, quasi incontrollabile di muovere le gambe, spesso accompagnato da sensazioni spiacevoli. Una volta mosse le gambe il fastidio scompare, ci si sente riposati e le percezioni spiacevoli spariscono. Il bisogno di muoversi e le sensazioni spiacevoli si verificano quando si è a riposo e inattivi, quindi tendono ad essere avvertite maggiormente di sera o durante la notte, ecco perché, di conseguenza si hanno anche disturbi legati al sonno. In genere insorge dopo i 40 anni, ma può comparire a qualunque età. Durante la gestazione, in particolare, il disturbo arriva a colpire il 28% delle donne, in modo accentuato nel terzo trimestre, per poi scomparire da sé poco prima del parto. La sindrome della gambe senza riposo è spesso causata da due fattori: la mancanza di ferro oppure dall’aumento dei valori degli estrogeni, gli ormoni che in gravidanza aumentano considerevolmente. Ma l’aumento del flusso sanguigno è dovuto anche alla crescita dell’utero il quale mette pressione sulla vena cava rallentando, infatti, il flusso sanguigno.
  • ritenzione dei fluidi: che potrebbe portare ad un gonfiore del tunnel carpale: infatti, premendo sui nervi produce un’ intorpidimento ed un formicolio nelle mani, appunto: sindrome del tunnel carpale.
  • Smagliature: le smagliature sono una controindicazione della gravidanza che, se non curata nel giusto tempo, può non andare più via e rimanere indelebile. Con l’aumento del pancione e i chili in più, la pelle del corpo tenderà ad allargarsi e a stendersi nelle zone interessate quali: pancia, fianchi, glutei, gambe e seno. Questo stiramento dell’epidermide è, ovviamente normale, ed è importantissimo che la pelle sia tenuta costantemente idratata con una crema o un olio specifico sia la mattina che la sera. Quindi prendi l’abitudine di massaggiarti le parti interessate con un olio alle mandorle dolci o una crema antismagliature, in tal caso preverrai il formarsi delle smagliature rendendo la pelle elastica e pronta ai cambiamenti futuri. Dovrai continuare ad usare la crema anche dopo il parto, per l’effetto opposto. Infatti le smagliature, come si sa bene, possono nascere per un peso eccessivo e veloce o, al contrario, per un calo di peso altrettanto rapido (come avviene dopo il parto). Ricorda anche di praticare esercizio fisico regolarmente e mantenere il tuo corpo idratato, bere molta acqua è la prima “medicina” contro le smagliature.
  • sogni strani e vividi: probabilmente per effetto dell’aumento dei livelli ormonali anche se – occorre precisare – i medici stanno ancora cercando di capirne la causa.

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  • disfunzione della sinfisi pubica: la sinfisi pubica è l’articolazione cartilaginea, che unisce il pube di destra al pube di sinistra e risiede davanti a e leggermente sopra la vescica urinaria. Nelle donne in stato interessante, i legamenti della sinfisi pubica diventano più flessibili; tale cambiamento avviene in previsione del parto: i legamenti più flessibili, infatti, aumentano l’elasticità della sinfisi pubica, rendendo così più semplice il passaggio del bimbo, al momento della nascita. La disfunzione della sinfisi pubica è una condizione dolorosa, che insorge a seguito di eccessivo rilassamento dei legamenti della sinfisi pubica.
  • Vene varicose ed emorroidi: In gravidanza, nonostante la brevità del periodo, ne soffre fino al 30% delle donne. Durante la gravidanza l’organismo femminile è sottoposto a stress di diversa natura, molti dei quali predispongono al problema emorroidario. Tra questi il più intuibile è legato all’aumento volumetrico dell’utero che, premendo sull’intestino
    favorisce la comparsa di stitichezza ed emorroidi. Il ristagno del sangue venoso, unitamente alla debolezza vascolare, facilita l’insorgenza di eccessive dilatazioni vasali, responsabili a livello anale del rigonfiamento e del prolasso dei plessi emorroidari e più in generale delle  vene varicose. Per ridurre al minimo il problema è consigliabile svolgere attività fisica costante, come una passeggiata e assumere cibi ricchi di fibra, i quali favoriranno la morbidezza delle feci e contrasteranno la stitichezza.
  • Seno indolenzito e pesante: il seno è ormai cresciuto di circa un terzo rispetto alla tua taglia, e si prepara a svolgere la sua funzione di nutrimento per il tuo bambino. Durante questi ultimi mesi ti sarà capitato di notare piccole perdite di latte dai capezzoli: è il colostro, siero dal tipico colore giallastro ricco di elementi nutritivi e anticorpi fondamentali nei primi giorni di vita del tuo bambino. La sua produzione è fisiologica e prepara la montata lattea che è successiva al parto. Notarne la presenza in gravidanza è normale, ma è altrettanto comune che la fuoriuscita di colostro non avvenga prima del parto. Il consiglio: in questo periodo una corretta igiene e cura del seno aiuta a prevenire dolori e problemi con l’allattamento.  Usa solo acqua fredda per lavarti e se produci colostro abituati a spremerlo delicatamente verso l’esterno, così impedisci l’ostruzione dei dotti galattofori.  Se vuoi, puoi utilizzare il colostro come emolliente: massaggialo attorno ai capezzoli per ammorbidire i tessuti.
  • leggero aumento di appetito: con gli ultimi tre mesi, ed in particolare verso la fine di questo trimestre, sentirai un leggero aumento di appetito in quanto il bambino non mette più pressione sul tuo stomaco, rendendoti più semplice mangiare.

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  • reflusso acido e bruciori di stomaco: la difficoltà a digerire è sintomo molto comune in gravidanza. Bruciori gastrici e acidità sono dipesi dallo spostamento dei tuoi organi interni con l’avanzare del peso del tuo bambino. Gli organi fanno spazio al tuo piccolo bebè e ciò comporta una maggiore difficoltà nel tratto gastrointestinale. Segui una dieta equilibrata, preferendo verdure e frutta e alimenti altamente digeribili. Evita di mangiare fritture e pasta di sera. Questo bruciore di stomaco si allevierà durante le ultimissime settimane di gravidanza poiché il bimbo si sposta verso il basso dell’addome pronto per uscire, e questo ti darà maggiore sollievo e possibilità di digerire meglio i pasti.
  • contrazioni di Braxton Hicks: probabilmente avrai già sperimentato questo sintomo da qualche settimana, ma se non fosse così e solo ora, con la fine del secondo trimestre e l’inizio di questo ultimo, accuserai questi dolori, sappi che rientrano nella normale routine gestazionale. Vediamo come si presentano le “false contrazioni”: sono degli spasmi addominali, simili alle doglie, che compaiono durante la fine del quinto trimestre ma anche più tardi. Nel corso di tale fenomeno, le fibre dei tessuti muscolari dell’utero si contraggono ripetutamente, ma non provocano forti dolori, sono quasi simili ai dolori mestruali, e a un indurimento del pancione. Le contrazioni di Braxton Hicks compaiono spontaneamente allo scopo di preparare l’utero al parto; con maggiore facilità, poi, queste si presentano come reazione a movimenti fetali, urti, stimolazione sessuale, eccessiva disidratazione o riposo insufficiente. Però non tutte le donne , durante la gravidanza, sperimentano queste false contrazioni. In entrambi i casi, è normale. Durante queste contrazioni, fai dei lunghi respiri e distenditi appena puoi, passeranno in un attimo.

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  • Sudorazione e vampate di calore: In questo ultimo periodo, suderai molto più del normale. Bevi molto, per migliorare il drenaggio e alleviare, così, anche il gonfiore alle gambe, oltre che per scongiurare la disidratazione. Un consiglio è vestirti a strati in modo che potrai spogliarti gradualmente, se dovessi avvertire caldo improvvisamente. Indossa sempre indumenti comodi, in tessuto traspirante e in cotone.
  • Mal di schiena: Si tratta di un disturbo abbastanza frequente in gravidanza, legato sia ai cambiamenti ormonali che avvengono in questo periodo sia, soprattutto nel terzo trimestre, al peso del pancione che costringe a modificare la propria postura e a inarcare la schiena. Per mantenersi in equilibrio, infatti, la futura mamma tende a spingere il bacino in avanti, accentuando in questo modo la naturale curvatura della zona lombosacrale, ossia la parte bassa della schiena. Di conseguenza, si determina una contrattura dei muscoli della zona dell’addome e della schiena, che a sua volta provoca dolore all’altezza dei reni (lombalgia). A volte il dolore può irradiarsi anche nella parte posteriore della coscia fino ad arrivare al piede (sciatalgia). In genere, entrambi scompaiono spontaneamente dopo il parto.

Altri sintomi possono essere: dolore pelvico, dolore al legamento rotondo dell’utero. Sbalzi d’umore e ansia (legata più che altro, al momento del parto e del travaglio), costipazione e sensazione di avere lo stomaco sottosopra, aumento dei movimenti intestinali,dolori articolari.

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Quando devi chiamare il tuo dottore? Se riscontri alcuni tra questi disturbi di seguito, ti consigliamo di contattare subito il medico o recarti al pronto soccorso perché potrebbero essere segnali di un parto prematuro o di sofferenza fetale.

  • una sensazione di pressione nella zona pelvica,
  • contrazioni che si fanno più frequenti e ravvicinate nel tempo;
  • un gonfiore unilaterale (di una sola mano, un solo piede o una sola caviglia), che potrebbe indicare un disturbo nella coagulazione sanguigna;
  • mancanza di movimento per un lungo periodo di tempo (2-4 ore)
  • dolore e sensazione di bruciore durante la minzione, assieme ad un dolore intorno ai reni
  • un prurito estremo di mani e piedi, specialmente in palmi e piante, che non scompare con i rimedi abituali, potrebbe indicare colestasi gravidica.
  • quando hai dolore o bruciore durante la minzione, urine scure o torbide con o senza cattivo odore
  • improvvise alterazioni visive, mal di testa persistente, improvviso gonfiore di volto e mani, dolore all’alto addome e mancanza di fiato.

Per ciò che riguarda i cambiamenti inerenti il tuo corpo, in questo terzo trimestre di gravidanza non vedi l’ora di tornare a dormire a pancia in giù, allacciarti le scarpe da sola, allungare i muscoli in palestra. Eppure, contemporaneamente avverti già la nostalgia della tua pancia over size. Perchè non ti sei mai sentita così bambina e così donna nello stesso tempo. Sei talmente immersa nella vita, che la tua bellezza supera ogni canone estetico, prevale sui miti fasulli del sex symbol e del sex appeal. L’identificazione con il figlio che deve nascere porta spesso la donna ad aumentare le richieste di aiuto e a rendere un po’ infantili i suoi comportamenti. Ma tutto questo è normale e, in genere, viene compreso spontaneamente dal partner e da chi sta vicino e si prende cura della futura mamma.

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Ma in tutto ciò, tendi anche a vedere, “il lato negativo” di questi ultimi mesi e ti senti come una palla che rotola, gonfia, ti vergogni dei tuoi piedi gonfi e nei vestiti premaman ti senti la negazione della femminilità. Così, puoi avere la tendenza a isolarti.
L’ultimo dei trimestri di gravidanza è un periodo delicato, di vera elaborazione psichica della gravidanza e della maternità. Isolarsi in parte è normale, perchè aiuta a concentrarsi meglio su se stesse, sulle sensazioni fisiche e sul rapporto con il bambino. Durante l’attesa, la donna deve accettare e comprendere non solo i cambiamenti del proprio corpo, ma anche le trasformazioni graduali, impercettibili, ma sostanziali della sua identità, del passaggio da figlia a madre.

La paura di non essere all’altezza deriva da un’insicurezza di fondo, ma anche da una tendenza oggi piuttosto diffusa a considerare la gravidanza e la maternità come un evento indolore, una semplice prestazione che, più di tanto, non deve trasformare e, quindi, incidere sul corpo e sull’anima. Diventare madri, invece, è un’esperienza che trasforma profondamente, che richiede un po’ di dolore, di tempo e di pazienza per essere compresa e accettata, ma che in cambio regala e arricchisce la donna di nuove sicurezze ed emozioni.

Come cresce il feto nel terzo trimestre di gravidanza (dal 6°al 9° mese)

sviluppo del feto 3 trimestre gravidanza
Terzo trimestre di gravidanza, i lfeto (Istock Photos)

Con l’inizio del terzo trimestre di gravidanza, e quindi intorno alla ventottesima settimana di gestazione, il tuo bambino pesa 1.200 grammi circa ed è lungo 35 centimetri in totale, cioè dalla testa ai piedini. Possono essere già presenti ciglia e sopracciglia, inoltre i capelli si allungano. Il corpo inizia a diventare più morbido e arrotondato per l’aumento di tessuto adiposo (cioè di grasso) al di sotto della cute. Prosegue lo sviluppo degli organi sessuali. Il cervello continua a svilupparsi ed è in grado di controllare la respirazione e la temperatura. Il feto riesce a muovere gli occhi ed è più sensibile a luce, rumori, gusto e odori. Alla trentesima settimana il feto ha raggiunto ormai una discreta funzionalità polmonare, che gli consente di sopravvivere, in caso di nascita prematura. I polmoni, infatti, producono una buona quantità di surfactante, una sostanza fondamentale per il loro corretto funzionamento. La lanugo (cioè la sottile peluria) sulla testa inizia a lasciare il posto a capelli più spessi e grossi. Le palpebre di norma sono aperte mentre il feto è sveglio e chiuse quando dorme. All’inizio dell’ottavo mese, il bimbo ha quasi raggiunto il peso di 1.800 grammi ed è lungo  42 centimetri fino ai piedini. Intorno a questo mese alcuni bambini si sono già girati a testa in giù, pronti per nascere (detta posizione cefalica), altri più pigri lo faranno nelle prossime settimane. Tutti gli organi del corpo (dallo stomaco all’intestino, dai polmoni al cuore) si stanno preparando per la vita extrauterina. Sviluppa le papille gustative e affina il suo gusto. La pelle è protetta da uno strato di grasso (chiamato vernice caseosa). Si muove meno perché ha meno spazio. Ormai il bambino è troppo grande per fluttuare nel liquido amniotico e i movimenti diventano meno frequenti. Intorno alla trentaquattresima settimana, di norma, il feto è già a testa in giù (posizione cefalica). Alla fine dell’ottavo mese, il bambino pesa circa 2.800 grammi ed è lungo circa 46 centimetri in totale, cioè fino ai piedini. Lo sviluppo dei vari organi è completo.

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Con l’inizio del nono mese, pesa circa 2.950 grammi ed è lungo, circa 50 centimetri. Ormai è pronto per nascere, ma queste settimane gli sono necessarie per crescere e nascere più robusto e forte. La vernice caseosa, ossia lo strato di grasso che lo ricopre, tende a staccarsi in parte e a rimanere sospesa nel liquido amniotico.  Anche il suo aspetto esteriore è completo. Adesso, e già dalla trentasettesima settimana, il tuo bimbo è in grado di riconoscere la tua voce e questo gli permetterà, una volta venuto alla luce, di ricordarsi del suono della voce della mamma. I suoi occhi si sono abituati alle fonti di luce che, ora, distingue benissimo. Se vi chiedete quale potrebbe essere il colore degli occhi di vostro figlio, potrebbe essere difficile stabilirlo immediatamente dopo la nascita, poiché le sue iridi, di solito, acquisteranno più colore durante i primi mesi di vita. Ciò significa che, occhi grigi o blu potrebbero diventare verdi o marroni a causa del pigmento aggiunto nel corso dei primi mesi. Tuttavia, il colore degli occhi non diventa mai più chiaro, poiché la pigmentazione può solo aumentare; quindi gli occhi marroni, verdi e nocciola hanno più pigmenti rispetto a quelli blu e grigi.

Ormai la gravidanza si definisce “a termine” e il bambino ha completato del tutto il suo sviluppo. Alla quarantesima settimana il bambino ha raggiunto il peso di circa 3.400 grammi; la sua lunghezza totale è di circa 53 centimetri. È questa la durata media della gravidanza: tuttavia, il piccolo potrebbe ritardare il momento della nascita di una – due settimane, trascorse le quali il parto dovrà essere stimolato con l’aiuto dei farmaci. il tuo bimbo, intorno la fine dell’ottavo mese ma, anche verso il nono, dovrebbe già essere posizionato in posizione cefalica, a testa in giù ma per i bambini che rimangono in posizione con i piedi verso il basso (posizione podalica) sino al termine della gravidanza, esistono dei metodi per girare manualmente perfino in queste ultime settimane con una manovra detta versione cefalica esterna (VCE),  la quale implica l’applicazione di una pressione su punti precisi della pancia allo scopo di posizionare correttamente il bambino. Tale manovra dovrà essere fatta solo dal medico. Nel caso di fallimento della manovra, si dovrà intervenire con un parto cesareo.

Esami e test da fare nel terzo trimestre di gestazione

esami da fare in gravidanza
terzo trimestre gravidanza, esami da fare (Istock Photos)

In questo terzo trimestre di gravidanza, le visite di controllo dal tuo ginecologo si raddoppieranno. Il tuo medico ti visiterà per esaminare lo stato di salute del bimbo e anche il tuo. In più, in questi ultimi mesi, dovrai sostenere alcuni esami “di routine” come:

  • esame del sangue e delle urine: emocromo più ferritina (per controllare se la donna ha adeguate riserve di ferro)
  • Esame delle urine chimico, fisico e microscopico (da ripetere a cadenza mensile), più eventuale urinocoltura
  • Ricerca dei virus per epatite B e C e per l’HIV (tra la 33° e la 37° settimana).
  • il tampone vaginale e rettale per escludere la presenza dell’infezione da Streptococco beta-emolitico di gruppo B o Streptococcus agalactiae. Questo esame non è esente dal ticket come gli esami del sangue e delle urine che invece risultano esenti.
  • Ecografia del terzo trimestre: si effettua intorno alla 32° settimana di gestazione e serve per valutare l’accrescimento fetale nonché si controlla se la quantità di liquido amniotico e la morfologia della placenta sono ottimali.

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