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L’emendamento sul “revenge porn” è stato approvato

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Oggi la Camera dei Deputati ha approvato l’emendamento sul “revenge porn”. Ecco di che cosa si tratta, e quali saranno i cambiamenti più importanti.

Sexting (Fonte: Getty Images)

Con 461 voti a favore e nessuno contrario, la Camera dei Deputati ha approvato oggi l’emendamento al disegno di legge “Codice rosso”; l’emendamento in questione introduce il reato di “revenge porn”, ossia la diffusione di immagini e/o video privati senza il consenso della persona protagonista. Forza Italia, il Partito Democratico e Liberi e Uguali avevano proposto lo stesso emendamento già la settimana scorsa, quando era stato bocciato a causa dei voti contrari della Lega e del Movimento 5 Stelle. La protesta nata dalla prima bocciatura è stata così accesa che il leader del Movimento, Luigi Di Maio, aveva promesso un cambio di linea in vista della giornata di oggi.

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La Lega aveva inizialmente proposto anche un emendamento cui scopo era quello di introdurre la castrazione chimica per i condannati per reati sessuali. La ministra per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, aveva previsto al riguardo tre condizioni: “che il reo lo accetti, che ci sia il consenso informato, che il trattamento non sia irreversibile”; la stessa ministra ha poi annunciato il ritiro dell’emendamento, poiché non condiviso dal Movimento 5 Stelle.

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L’emendamento sul “Revenge Porn”

Revenge Porn (Fonte: Getty Images)

Il “revenge porn” è una pratica terribile che, purtroppo, esiste nel nostro paese da molti anni. Al riguardo, l’episodio più noto in Italia è quello che ha avuto come vittima la 31enne napoletana Tiziana Cantone, che nel 2016 si uccise dopo che alcuni sui video sessuali privati vennero diffusi e condivisi online senza il suo consenso. L’emendamento approvato oggi dalla Camera dei Deputati riempie un grosso vuoto normativo italiano, e introduce un nuovo reato: chiunque diffonderà immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, senza il consenso delle persone protagoniste, sarà punibile con la reclusione da uno a sei anni e multe dai 5 ai 15mila euro. La pena aumenterà se il reato sarà commesso dal coniuge della vittima (non importa se sposato, separato o divorziato) o da una persona che è stata a lei legata sentimentalmente; ulteriore aggravante per il criminale sarà la mancanza di completa salute mentale e/o fisica della vittima.

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Per il momento solo l’emendamento è stata approvato; manca l’approvazione del ddl.

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