Morto Mark Hollis: post commovente di Alessia Marcuzzi

Alessia Marcuzzi saluta Mark Hollis
Alessia Marcuzzi durante i Film Festival a Roma. - Getty images
Alessia Marcuzzi saluta Mark Hollis
Alessia Marcuzzi durante i Film Festival a Roma. – Getty Images

Alessia Marcuzzi saluta Mark Hollis. Pubblica sul suo profilo Instagram un post che commuove tutti i suoi fans.

Alessia Marcuzzi piange, insieme al mondo della musica, la scomparsa di Mark Hollis, la voce del gruppo Talk Talk. Una delle band di maggior successo negli anni ’80, autrice di singoli come “It’s My Life”, “Life is What You Make It” e “Such a Shame”. Hit che hanno fatto ballare intere generazioni tra cui sicuramente Alessia Marcuzzi. La conduttrice dell’Isola dei famosi si è sentita in dovere di salutare per l’ultima volta il cantante dei Talk Talk, e lo ha fatto così:

“Ieri e’ morto Mark Hollis, il frontman dei Talk Talk.Canzoni come “It’s my life” e “Such a shame” (assoluti capolavori della musica pop), hanno segnato la mia adolescenza e definito i miei gusti musicali fino ad oggi. E’ per questo che oggi voglio condividere questo pezzo con voi. RIP”.

Mark Hollis dei Talk Talk: chi era, biografia e morte

Mark Hollis è stato il fondatore e leader del gruppo britannico Talk Talk ed è morto oggi a 64 anni. Nato a Londra il 4 gennaio 1955, Hollis fu il principale autore dei testi dei Talk Talk. A lui si deve l’evoluzione dello stile della band, passata dal New romantic degli esordi a sonorità post-rock. Nel 1998 realizzò il suo primo e unico album da solista, “Mark Hollis”, per poi ritirarsi definitivamente dalle scene.

A confermare la sua scomparsa, le cui cause sono ancora sconosciute, è stato l’ex bassista del gruppo, Paul Webb che scrive sul suo profilo social: “Sono scioccato e rattristato nell’apprendere della scomparsa di Mark Hollis. Musicalmente era un genio ed è stato un onore e un privilegio suonare insieme a lui. Non ci vedevamo da anni, ma come molti artisti della nostra generazione sono stato profondamente influenzato dalle sue idee d’avanguardia. Sapeva come creare profondità nel suono come nessun altro. Era uno dei migliori, se non il migliore”.

Ed ecco il post di Alessia Marcuzzi per commemorare Mark Hollis: