Matteo Renzi: “non riusciranno a farmi parlar male dei giudici”

Matteo Renzi (Facebook)
Matteo Renzi (Facebook)

Matteo Renzi dedica il suo E-News ai genitori condannati agli arresti domiciliari al grido di “io non mollo”.

matteo renzi facebook
Foto da Facebook @matteorenziufficiale

“Avevo immaginato di scrivervi tutta un’altra E-News”

Inizia così il post con cui Matteo Renzi commenta la notizia che vede i suoi genitori agli arresti domiciliari.

Una lunga esposizione del suo punto di vista in cui si parla di giustizia, informazione, tentativi di sabotaggio e molto altro ancora.

Ripercorriamo insieme le parole di Matteo Renzi.

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Matteo Renzi sui genitori agli arresti domiciliari

Matteo renzi e news
Foto da Facebook @matteorenziufficiale

“Pensavo di raccontarvi l’entusiasmo di questo fine settimana. Ho girato molto in Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte per presentare il libro “Un’altra strada”. E ho trovato un’accoglienza superiore alle più rosee aspettative. Ovunque centinaia di persone, voglia di non mollare, desiderio di discutere. Le foto di questi giorni parlano chiaro: un calore persino inatteso, a cominciare dalla Sala Rossa di Firenze dove eravamo in 1.500.”

Le parole di Matteo Renzi sono però state pois drasticamente diverse, divergenti anche dalle sue stesse aspettative. A far cambiare rotta al suo post una notizia giunta ” ieri sera mentre firmavo copie a Nichelino, in un centro anziani della periferia di Torino”: i suoi genitori erano ai domiciliari. Come lui stesso commenta “la notizia più assurda che potessi ricevere, una notizia che gela il sangue”.

Come reagire a tutto ciò. Matteo Renzi sembra avere le idee chiare: “A questo punto c’è solo una cosa da fare. Mantenere la calma. Sapere che il tempo farà giustizia di tutte le bugie. Avere lucidità e pazienza.”

L’ex premier sembra aver subito compreso che il suo ruolo rimane a metà tra quello istituzionale e quello di figlio, senza però mai perdere di vista il primo. Così ribadisce la sua fiducia nella giustizia ma anche il dolore di un figlio che si incolpa di quanto sta succedendo:

“Anche se in tanti cercano parole di consolazione, io conosco la verità che nessuno vuole dire: se non avessi fatto politica, oggi i miei genitori non subirebbero questo. Lo sanno anche i sassi. Se loro sono in questa situazione umiliante è colpa del mio impegno politico di questi anni. Tutti noi siamo figli. E sappiamo che è doloroso far soffrire la tua mamma, il tuo babbo. Ti capita di farli soffrire quando la pagella non è quella che pensavano, quando torni troppo tardi dalla discoteca, quando salti scuola, quando fai una stupidata adolescenziale. È capitato a tutti noi, è capitato a me. Non avrei mai pensato, però, di farli soffrire così. Per colpa del mio impegno civile. E mi piacerebbe dire: prendetevela con me. Non con la mia famiglia.”

Nella sua mente però sembrano rimanere fermi i valori di chi concepisce “la politica non come figlia di un’ambizione personale, ma come un dovere civile”:

“Mentre ringrazio le migliaia di persone che mi stanno scrivendo per dare solidarietà (grazie!) ribadisco tre concetti molto semplici.
– Tutti i cittadini sono uguali davanti alla Legge. I miei genitori, come tutti, hanno diritto a un processo giusto e spero rapido. Non grido ai complotti: chiedo che i processi si facciano nelle aule dei tribunali e non sul web o nelle redazioni dei giornali. Noi aspettiamo le sentenze, ma le sentenze si pronunciano in tribunale e non nelle piazze populiste.
– Chi ha letto le carte e ha un minimo di conoscenza giuridica sa che privare persone della libertà personale per una cosa come questa è abnorme (emblematico il post di Enrico Mentana, che certo non può essere tacciato di renzismo).
– Chi conosce la realtà sa che quelle carte, peraltro, non corrispondono al vero. Ma per questo ci sarà il processo. Tra cinque anni, tra dieci anni, quando tornerà la calma e si potrà analizzare con serenità ciò che è accaduto in questo periodo alla mia famiglia, saranno in tanti a stupirsi. Chi ha letto il libro “Un’Altra Strada” sa a cosa mi riferisco.”

Sembra dunque proseguire al grido di “io non mollo” la strada di Matteo Renzi che adesso prosegue attraverso i suoi impegni ma con un peso in più quello dell’attesa: l’attesa del processo.

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