Home Attualità “Stava Morendo, perchè non sono stati chiamati i soccorsi?”

“Stava Morendo, perchè non sono stati chiamati i soccorsi?”

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Fonte: dilei.it

Rita Dalla Chiesa, figlia del Generale morto per combattere la mafia,  ha voluto dire anche lei la sua  sulla morte di Marco Vannini, dopo la clamorosa sentenza sull’assassinio del figlio.

Rita Dalla Chiesa è stata per tanti anni la moglie di Fabrizio Frizzi. La loro storia d’amore è durata oltre 15 anni. Nel mondo della televisione, lei è sempre stata nota e la sua carriera è andata ben oltre alla sua relazione con il compianto presentatore morto nel marzo 2018, che dopo la relazione con la storica conduttrice di Forum si è sposato con Carlotta Mantovan.

Fonte: today.it

Rita è molto attiva sui social e molto attenta al mondo che la circonda. Sopratutto il mondo della cronaca. A

Sono parecchio popolari i suoi sfoghi attraverso Twitter, sopratutto nei confronti della giunta raggi: “A Roma, un disabile su sedia a rotelle è bloccato in casa da novembre perché i due ascensori del palazzo non sono mai stati aggiustati. Per le cure, una volta al mese, lo vanno a prendere i Carabinieri e lo portano al Gemelli. Siamo alle solite. @virginiaraggi”.

Non soltanto questo. Sempre sui suoi canali social, la Dalla Chiesa si è espressa su una vicenda tornata molto attuale in queste settimane, il decesso del giovane Marco Vannini avvenuto nel 2015.

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Un caso sempre in voga. Questa sera ne hanno parlato ancora sui rai Tre, la Sciarelli, a Chi L’ha Visto? : “Una madre disperata che chiede giustizia, una madre che suo figlio ha invocato fino all’ultimo mentre stava morendo e nessuno chiamava un’ambulanza, una madre che ormai non ha più niente da perdere, e un giudice che le dice di non protestare per non finire nei guai. #MarcoVannini ”

E intanto a favore della famiglia di Marco Vannini si è schierata il Ministro della Difesa Trenta:  “Sul caso dell’omicidio di Marco Vannini
non posso entrare nei meriti della sentenza giudiziaria, poiché esula dalle mie competenze e prerogative, ma una cosa la posso fare: il mio impegno, il mio massimo impegno, fin quando sarò io a guidare il Ministero della Difesa, affinché al signor Ciontoli non sia concesso il reintegro in Forza Armata.
Ho già in questo senso dato disposizioni alle competenti articolazioni della Difesa.
Colgo l’occasione per esprimere anche tutta la mia vicinanza ai cari e alla famiglia di Marco, in questo difficilissimo momento.
Comprendo il vostro dolore, comprendo la vostra rabbia, ma sappiate che non siete soli.

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Sono trascorsi quasi quattro anni dalla morte di Marco Vannini.

17 maggio 2015, è la giornata che ha segnato l’inizio del caso Marco Vannini.

 

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