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Loris Stival, in appello le motivazioni: “Ecco perchè Veronica ha ucciso suo figlio”

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A Santa Croce di Camerina una della pagine più tristi della cronaca nera italiana. Il 29 novembre 2014 moriva assassinato dalla madre il piccolo Loris Stival

 

Veronica Panarello, madre del piccolo Loris Stival,  era in grado di intendere e di volere. Tutto questo è stato ribadito dai giudici della Corte di Appello di Catania.

Chi ha sentenziato dunque, ha depositato  le motivazioni che sono finire nelle  174 pagine del processo che si è svolto lo scorso 5 luglio e che ha confermato la condanna di primo grado a 30 anni di carcere  per Veronica, la mamma del bambino Loris Stival, ammazzato  dalla donna il 29 novembre 2014 a Santa Croce Camerina nel ragusano, in Sicilia.

La Panarello ha sempre fornito agli inquirenti numerose versioni e  secondo i giudici, non “sono frutto di un disturbo della personalità e di un processo di verità progressiva come sostenuto dal suo legale ma i tasselli di una deliberata e dolosa strategia manipolatoria e falsificatrice della realtà, in un’ottica di adeguamento progressivo della propria linea difensiva alle diverse emergenze procedimentali”.

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Veronica dunque  avrebbe litigato con il figlio che non voleva andare a scuola e lo avrebbe ucciso in piena lucidità. In buona sostanza,  prima sarebbe andata sul luogo dove avrebbe ucciso Loris, facendo un sopralluogo al canalone, poi sarebbe tornata alla sua abitazione e avrebbe parcheggiato la sua Polo in garage per caricare il cadavere del figlio di 8 anni appena ucciso. Insomma lucida e spietata Veronica.

Il mistero dei profili sui social

Sul caso vi è anchei profili di Veronica sui social network, per cui il giorno prima dell’omicidio del figl il mistero deio avrebbe chiuso e riaperto una pagina Facebook e il fatto che su Whatsapp avrebbe avuto più di un account, che erano sconosciuti anche al marito. La donna avrebbe riferito di aver chiuso il suo profilo a causa di misteriose e insistenti richieste da parte di qualcuno. Secondo le indiscrezioni, gli inquirenti incuriositi da questo fatto avrebbero inoltrato una richiesta di rogatoria internazionale, per accedere al contenuto degli account che forse potrebbero rivelare dei dettagli importanti sul caso della morte del piccolo Loris.

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Il presentimento di Veronica il giorno dell’omicidio

La madre di un compagno di scuola di Loris avrebbe invece riferito della reazione di Veronica, il giorno della scomparsa, il 29 novembre, all’orario di uscita di scuola dei bambini: “Ho come un presentimento, mi sento che Loris a scuola non c’è. Dov’è Loris? C’era oggi a scuola?”, avrebbe domandato Veronica come se già sapesse che il bambino non era andato a scuola. Poco dopo aver ricevuto quella conferma, Veronica non si sarebbe recata dalle maestre per chiedere spiegazioni ma bensì dai vigili urbani per lanciare l’allarme.

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