Home Coppia Intimità Confessioni di una terapista del sesso: “più psicologa che escort”

Confessioni di una terapista del sesso: “più psicologa che escort”

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Che cosa è una terapista del sesso o partner surrogata? Scopriamo il mestiere e i segreti di chi nella vita aiuta le persone a vivere bene l’intimità.

Mettiamo subito in chiaro: una sex surrogate o terapista del sesso non è una escort.

La precisazione appare importante per mettere subito nella giusta luce il ruolo che una simile figura professionale può ricoprire nella vita di un individuo o, perché no, di una coppia.

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Da lei non si va per svago, divertimento, vizio o simili. Da una terapista del sesso si va per vivere meglio, per essere rilassati e sicuri di sé. Il suo compito può essere così riassunto:

“Aiuta gli altri a superare problemi sociali e sessuali attraverso un’intimità concreta. […] È un approccio molto intimo. È terapeutico e curativo. Non si tratta di uno svago”.

A descrivere con queste parole il suo stesso lavoro è Kendra Holliday, terapista del sesso di St. Louis, Missouri, che in un’intervista a HuffPost ha svelato i segreti del suo particolarissimo mestiere, i suoi obbiettivi e le sue tecniche all’insegna di un approccio pratico.

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Terapista del sesso: chi è e come può aiutarci?

intimità di coppia
Foto da iStock

Ammettiamolo, tutti nell’intimità abbiamo esperienze difficili da superare, taboo particolari o semplicemente curiosità insoddisfatte e dettagli che non riusciamo a comprendere a pieno.

Affrontare tutto ciò con il partner non è sempre possibile, un po’ per timore di none esser compresi un po’ per semplice pudore. E’ in simili conteste che potrebbe tornare utile rivolgersi a un professionista:

“Anche se mi è impossibile sbrogliare tutto ciò che si è accumulato nei 20 o 30 anni precedenti in tre o quattro sedute, posso sicuramente fornire al cliente delle risposte e degli strumenti utili per rimettersi sulla strada giusta.”

Come funziona però un ciclo di sedute con una terapista sessuale? L’intimità ne è sicuramente una parte importante ma, solitamente, si procede per gradi prima di raggiungerla:

“Il nuovo cliente inizia da un consulto conoscitivo. Raccolgo informazioni sulla sua storia e formiamo un rapporto. Il primo contatto intimo è una “presentazione” dei nostri corpi.  – spiega Kendra Holliday – La prima sessione si concentra sul cliente e non riguarda la performance o l’orgasmo, ma il piacere e l’essere presenti nel momento. Ci mostriamo a turno il nostro corpo e io effettuo una mappatura fisica del cliente. Cominciamo gettando una base di intimità mentale, poi fisica. È importante non affrettare il processo e concedersi il tempo per concentrarsi su aree differenti, compreso il sesso libero da obiettivi.”

L’intimità con la terapista cresce dunque con il tempo e nel giro di 5 o 6 sedute si dovrebbe giungere a una soluzione del problema.

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La terapia può naturalmente esser affrontata come singolo individuo così come coppia: lo scopo infatti è sempre lo stesso, “avere la possibilità di agire in modo concreto per aumentare la sicurezza”.

“Immagina di incontrare tutte le settimane una persona che ti spiega come riparare una macchina, e poi un’altra persona che ti porta direttamente in officina e ti mostra come ripararla insieme.”

Fonte: huffingtonpost.it

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