Home Attualità

La rabbia: come controllarla? Ce lo spiega questa leggenda

CONDIVIDI
Photo Shutterstock

La rabbia è molto difficile da controllare ma questa antica leggenda ci spiega come fare

La rabbia è un sentimento primordiale, di base, che è determinato dall’istinto di difendersi per sopravvivere nell’ambiente in cui ci si trova. Quindi, possiamo dire che la rabbia inizialmente ha una funzione adattiva.

Controllare la rabbia non è sempre facile. A volte prende il controllo di noi stessi tanto da renderci schiavi di essa.

Sguardo feroce, denti stretti e labbra serrate. È il volto della rabbia, considerata un sentimento estremo e negativo perché ci fa perdere l’autocontrollo: fa si che il nostro cervello si appanni e ci fa dire frasi cattive e offensive al partner o al collega di lavoro o, peggio, ci spinge a compiere gesti pericolosi per noi stessi e per chi abbiamo di fronte.

Ma come possiamo convivere con essa ed essere in grado di gestirla? Ecco a voi un’antica leggenda per capire come controllare la rabbia repressa.

Leggi anche >>> Le origini del pupazzo di Neve: da dove proviene?

La rabbia repressa: l’antica leggenda

Un giorno il capo di un villaggio Cherokee decise di insegnare al suo nipote prediletto un’importante lezione di vita.

Lo portò nella foresta, lo fece sedere ai piedi di un grande albero ed iniziò a raccontargli di una furiosa lotta che ha luogo nel cuore di ogni essere umano:

Caro nipote, devi sapere che nella mente e nel cuore di ogni essere umano vi è un perpetuo scontro. Se non ne prendi consapevolezza, rischi di spaventarti e questo, prima o poi, ti porterà ad essere confuso, perso e vittima degli eventi. Sappi che questa battaglia alberga anche nel cuore di una persona saggia ed anziana come me.

Nel mio animo dimorano infatti due grandi lupi: uno bianco, l’altro nero. Il lupo bianco è buono, gentile e amorevole; ama l’armonia e combatte solo per proteggere sé stesso e il suo “branco”. Il lupo nero invece è scontroso, violento e rabbioso. Ogni piccolo contrattempo è un pretesto per un suo scatto d’ira. Egli litiga con chiunque, continuamente, senza ragione. Il suo pensiero è ottenebrato dall’odio, dall’avidità e dalla rabbia. Ma la sua è una rabbia inutile, perché non gli porta altro che guai. Devi sapere che ci sono giorni in cui è davvero difficile vivere con questi due lupi che lottano senza tregua per dominare la mia anima.

Il piccolo Cherokee quasi impaurito chiese al nonno: “Ma alla fine quale dei due lupi vincerà?”

Il capo indiano rispose con voce ferma per darsi sentire al di sopra del fruscio degli alberi della foresta:

Entrambi. Vedi nipote, se nutrissi solo il lupo bianco, quello nero mi attenderebbe affamato nell’oscurità e alla prima distrazione attaccherebbe a morte il lupo buono. Se al contrario gli presto la giusta attenzione, cerco di comprenderne la natura ed imparo a sfruttarne la forza e la potenza nel momento del bisogno, i due lupi potranno convivere pacificamente nel mio animo.

Il ragazzo sembrò molto spaesato e dubbioso chiese: “Come è possibile che vincano entrambi, nonno?!”

L’anziano sorrise al piccolo e continuò il suo racconto: “Vedi, caro nipote, non è giusto ignorare il lupo nero, anche se egli rappresenta il lato oscuro di ognuno di noi. Il lupo nero ha molte qualità di cui tutti noi possiamo avere bisogno in determinate circostanze. Egli è temerario e determinato, astuto e capace di ideare strategie indispensabili per dominare in battaglia. I suoi sensi sono affinati e i suoi occhi, abituati alle tenebre, possono scrutare anche il minimo movimento e salvarci così da un’imboscata notturna. Insomma, se sapremo addomesticare il nostro lupo nero egli potrà dimostrarsi il nostro più valido alleato.”

Per convincere definitivamente il nipote, il capo indiano prese dalla sua sacca due pezzi di carne e li gettò a terra, una a sinistra e l’altro a destra, ed indicandoli disse:

Qui alla mia sinistra c’è il pezzo di carne per il lupo bianco e alla mia destra il cibo per il lupo nero. Se darò ad entrambi da mangiare, i due lupi non lotteranno tra loro per conquistare la mia mente e potrò scegliere io a quale lupo rivolgermi ogni volta che ne avrò bisogno. Ricorda: La rabbia repressa, come il lupo affamato, è pericolosa.
Caro nipote, devi comprendere che non dobbiamo reprimere o affamare nessuna sfaccettatura del nostro carattere. Per controllare la rabbia e gli altri lati oscuri che si nascondono nei meandri della nostra mente, dobbiamo imparare a conoscerli, accettarli e sfruttarli nelle circostanze più adatte. Solo in questo modo la lotta interiore tra i nostri due lupi cesserà
.”

Saper gestire la nostra rabbia è forse una delle cose più difficili da fare tuttavia, riuscire a gestirla può essere l’arma segreta per raggiungere i tuoi obiettivi, come dimostra questa leggenda!

Leggi anche >>> Vischio: perché ci si da un bacio sotto questa pianta?

Chedonna.it è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato dalle nostre notizie SEGUICI QUI