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Ecco cosa accade al tuo cervello quando ti lamenti in continuazione

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Lamentarsi non è un male ma farlo troppo spesso può modificare le funzionalità del cervello: lo dimostra la scienza

È davvero molto difficile non cedere alla tentazione di lamentarsi. Poter raccontare agli altri tutti i nostri problemi è un’attività alla quale sono dediti in molti. Spesso lo facciamo per giustificare momenti di fallimento o in cui non riusciamo a dare il massimo.

Il fine principale è, nella maggior parte dei casi, quello di volersi sfogare per far si che la persona al nostro fianco ci risollevi il morale, mostrandoci soluzioni che in quel momento il nostro sguardo non riesce più a vedere.

Tuttavia, lamentarsi in continuazione non fa bene e la scienza ci spiega cosa accade al cervello di una persona che ha l’abitudine di lagnarsi costantemente, ogni giorno.

Secondo lo psichiatra Norman Doidge: “il pensiero cambia la struttura. Ho visto persone ricucire il loro cervello con i loro pensieri, per curare ossessioni e traumi precedentemente incurabili”. Questo significa, che anche se ci vuole del tempo, il cervello umano è malleabile

Grazie agli studi avvenuti negli ultimi 20 anni e al rapido sviluppo nelle sfere del ‘brain imaging’ e delle neuroscienze, ora possiamo affermare con certezza che il cervello è in grado di ‘modificarsi’.

Il termine più corretto pero è Neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di modificare la propria struttura nel corso del tempo in risposta all’esperienza. Essa infatti ci consente di acquisire nuove capacità, migliorare il nostro QI, recuperare alcuni danni subiti al cervello ma anche ‘eliminare’ abitudini dannose al nostro corpo e tant’altro.

Michael Merzenich, il neuroscienziato più famoso al mondo, ha dimostrato come i nostri pensieri possano cambiare la struttura del cervello.

Lamentarsi troppo: ecco cosa accade

Le abitudini negative, come lamentarsi troppo, peggiorano le funzionalità del cervello, mentre quelle positive le migliorano.

Una persona che è costantemente negativa con il suo atteggiamento può dar fastidio a chi lo circonda e finisce per essere fastidiosa. Nonostante ciò sono persone che non devono essere criticate ma capite, alla fine chi è che non si lamenta con gli altri di tanto in tanto?

La Clemson University ha dimostrato che tutti ci compiangiamo ma alcuni lo fanno molto più spesso di altri.

Le persone che si lamentano di solito possono essere raggruppati in tre categorie:

  • quelli che si lamentano per attirare su di sé l’attenzione;
  • quelli definiti cronici, coloro che si lamentano costantemente e vivono in uno stato di insoddisfazione;
  • quelli che hanno un “quoziente emotivo” basso.

Come combatterlo? Ecco uno strumento efficace

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Lamentarsi è uno di quei fattori che se costantemente presente nel nostro cervello può modificare inevitabilmente i nostri processi mentali. Di conseguenza pensieri alterati portano a credenze sbagliate che causano un cambiamento nel comportamento.

Quando ci concentriamo ripetutamente sul negativo, lamentandoci, stiamo sparando e rilanciando i neuroni responsabili del pregiudizio della negatività. Stiamo portando il nostro comportamento negativo verso un loop continuo, senza fine. Infatti, Rick Hanson, ha spiegato che: “Gli stimoli negativi producono più attività neurale di quelli ugualmente intensivi positivi. Sono anche percepiti più facilmente e rapidamente ” che in altre parole sarebbe la tendenza a concentrarsi maggiormente su circostanze negative che positive

Ovviamente non è umanamente possibile essere “felici e fortunati” tutto il tempo, però dobbiamo fare in modo di contrastare il pensiero negativo.

La ricerca ha dimostrato che la meditazione è lo strumento più potenti ed efficace per combattere la negatività. Lo hanno dimostrato i ricercatori dell’Università del North Carolina. Infatti, secondo i loro studi, le persone che meditano ogni giorno hanno emozioni più positive rispetto a quelle che non lo fanno. Venti minuti di meditazione al giorno possono solo fare la differenza sul nostro corpo e cervello.