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Picchiata e rapita giovane italiana in Kenya

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Silvia Romano (Corriere della Sera)

La 23enne operava in una ONG. I rapitori cercavano proprio lei. Il blitz di sei uomini sul luogo di lavoro e l’ordine: “Prendete la ragazza bianca”.

Era sera quando una banda armata di kalashnikov e machete ha fatto irruzione nel piccolo villaggio a 70 chilometri da Malindi e poco dopo nella casetta in mattoni d’argilla che ospita i volontari dell’organizzazione non governativa italiana, Africa Milele (in swahili significa “per sempre”.

Chi è la ragazza

Silvia Romano, fino all’astate scorsa insegnante a Milano di ginnastica artistica, era stata arruolata a ottobre dalla fondatrice del gruppo, Lilian Sora, e da un paio di giorni si trovava lì da sola, in attesa di nuovi colleghi. Per caso con lei c’era uno dei ragazzi legati alla ong, tale Ronald Kazungo, di 18 anni. “Lei era, anzi è la mia migliore amica.La stavo aiutando a passare in rassegna le pagelle dei suoi ragazzi, quelle arrivate e quelle mancanti“, il racconto del giovane a Il Corriere della Sera.

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La drammatica ricostruzione

(Corriere della Sera)

Quindi sui momenti di paura vissuti, attimi che hanno portato al tragico finale, il ragazzo ha rivelato: “Mi hanno chiesto dov’è la “mgeni”, la straniera? Ho detto che era uscita a procurarsi un caricabatterie, ma non mi hanno creduto. Si sono diretti in un’altra stanza e l’hanno trovata”. Ronald ha quindi rivelato di aver sentito uno del commando chiedere a un altro: “È lei?” Avuta conferma, ha iniziato a schiaffeggiarla forte finché è caduta a terra. Silvia mi chiamava, chiedeva aiuto, io ho cercato di spingere via l’uomo che la immobilizzava per legarle le mani dietro la schiena, ma qualcuno mi ha colpito alla testa con un machete e ho come perso i sensi. Lei gridava “scappa, mettiti in salvo”. Allora ho trovato la forza di rialzarmi e fuggire. Fuori c’erano altri due altre persone che sparavano e mettevano in fuga la gente. Poi se la sono portata via attraverso il fiume Galana. Erano somali”. 

Nessuna rivendicazione

Ancora incerta la matrice del sequestro. In una nota la Farnesina ha fatto sapere che manterrà “il più stretto riserbo sulla vicenda nell’esclusivo interesse della connazionale”. Nelle ricostruzioni date da alcuni media locali, si dice che il commando ha chiesto soldi agli abitanti.

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