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Choc in Francia, per 2 anni tiene figlia nel bagagliaio

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La piccola è stata trovata nuda, legata e in mezzo agli escrementi. Condannata a 5 anni la madre, a cui è stata riconosciuta l’infermità mentale

(©AFP)

Ha partorito da sola, in silenzio, e per 2 anni ha tenuto segregata la piccola nel portabagagli della sua Peugeot 307. Ad accorgersi di quanto stava accadendo  insospettito da alcuni rumori provenienti dalla parte posteriore il meccanico, a cui la Rosa Maria Da Cruz, residente nei pressi di Tulle, nella regione della Nuova Aquitania, Francia, aveva portato a riparare l’auto. Una volta aperto il vano l’uomo si è trovato davanti una bambina assicurata ad un seggiolino, disidratata, sporca e circondata da escrementi e vermi.

I fatti risalgono al 2013 ma il processo a carico della madre si è concluso venerdì scorso con la condanna a 5 anni di carcere, di cui 3 sospesi, e l’assegnazione dell’imputata ai servizi sociali e psichiatrici.

Danni irreparabili

A causa del prolungato stato di isolamento la bambina, che si chiama Serena ed è ormai prossima ai 7 anni, è affetta da autismo irreversibile.  “Mi rendo conto di averle fatto molto male e che non la rivedrò mai più”, le parole della madre.

Nel processo è emerso che, quando non era tenuta in macchina, la figlioletta veniva portata in una stanza inutilizzata della casa.

“E’ sempre stata una buona mamma, non so perché l’abbia fatto”, ha affermato il compagno Domingos Sampaio Alves.

(©AFP)

Cosa ha scatenato la pazzia

Rosa non accettava di essere rimasta incinta per la quarta volta, ma invece di abortire ha preferito tenere la neonata nella privazione totale. Il fatto che con gli altri figli di 9, 14 e 15 anni si fosse sempre comportata normalmente e che, come documentato dai pediatri, i tre siano cresciuti in maniera sana, lascerebbe presupporre una possibile malattia mentale subentrata ad un certo punto.

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Tanti restano i punti irrisolti, ad esempio come sia stato possibile che la donna sia riuscita per mesi a nascondere al partner il pancione, e come abbia fatto questi in due anni a non notare nulla di strano nella macchina e nell’abitazione.  Per difendersi Alves ha sostenuto di essere privo della patente, e di non recarsi mai nella camera in ristrutturazione. Una giustificazione a cui la corte ha creduto.

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