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E’ tornata la truffa del marinaio finlandese: 8 arresti

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La banda aveva la sede nel Nord Italia. Agganciavano la vittima mettendo in scena una sorta di film con tre attori chiave: un marinaio finlandese, un funzionario delle Poste e un orefice

Parafrasando Ligi Pirandello. Tre personaggi in cerca d’autore. Sì, perché i tre protagonisti della vicenda in questione si erano dati dei veri propri ruoli. Il marinaio finlandese, il funzionario delle Poste e l’esperto di gioielli erano pura finzione e il loro obiettivo era soltanto quello di raggirare degli ignari anziani.

La truffa

La vittima di turno veniva convinta a sborsare migliaia di euro per acquistare presunti monili d’oro oppure diamanti che poi si rivelavano fasulli. Dopo diversi mesi di indagini la squadra mobile della questura di Lodi ha portato alla luce un giro di truffatori professionisti, tutti e 8 di Milano e tra i 32 e i 46 anni, che da almeno due anni colpivano in  Lombardia, ma pure in Piemonte e in Liguria.

Il trucco dei “falsi marinai”  consisteva nel circuire la vittima, reclutata perlopiù al mercato, per convincerla a partecipare ad un acquisto temporaneo di gioielli, da rivendere successivamente a prezzo maggiorato ad un gioielliere, con la promessa di una percentuale.

A lanciare l’amo era il presunto marinaio finlandese, caduto in disgrazia, che per accaparrarsi la fiducia del malcapitato mostrava un tesserino a nome Mark Laurssen. “Ho bisogno urgente di contanti, devo imbarcarmi a Genova potrei vendere questi diamanti…”, la frase di rito in un misto di inglese, spagnolo e portoghese. A tradurre la comunicazione strampalata un interprete – complice che si presentava come dipendente delle Poste.

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A questo punto il “finnico” iniziava a mostrare i monili che aveva in tasca. Anelli, bracciali e altri oggetti che era obbligato a vendere per potersi pagare il viaggio di ritorno. Quindi il dipendente delle Poste affermava di conoscere un orefice capace di fare la valutazione. Infine, l’entrata in scena del terzo uomo, il quale, armato di lente di ingrandimento faceva immediatamente la stima.  Valore fisso 12mila euro. Il dipendente tirava fuori dalla tasca una busta ufficiale delle Poste con 10mila euro, falsi, ovviamente, e invitava l’anziano ad aggiungere i due mancanti. Una volta effettuato il prelievo i truffatori si dileguavano lasciando il poveretto con in mano solamente delle patacche.

Le truffe accertate sono undici. Tra invece, quelle tentate tra maggio 2016 e giugno 2017.

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