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Sospettati di rapire bambini, zio e nipote bruciati vivi

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Ricardo e Alberto Flores sono stati falsamente accusati di sequestro di bambini. Non è il primo caso di linciaggio e  violenza di massa scatenati da una bufala sul web.

(©Corriere della Sera)

La storia ha del macabro e dell’inverosimile, ma è successo davvero ad Acatlàn, Messico. Sul finale dell’estate un gruppo inferocito di persone si è riunito in piazza grazie ad un tam tam circolato su WhatsApp e armato di altrettante taniche di benzina lo ha versato su due uomini incolpati di essere autori di diversi sequestri di minore.

Un giovane di 21 anni e su zio di 43 sono stati arsi vivi davanti al comando di polizia, mentre alcuni dei presenti alzavano i telefonini per riprendere la scena e  mostrarla alla madre del ragazzo collegata inerme da Baltimora, negli Stati Uniti.

Una moda dilagante

(©Getty Images)

Storie come quella di Ricardo Flores e di suo zio Alberto, uccisi il 29 agosto sull’Avenida della Riforma, centro agricolo nello Stato messicano di Puebla, sono ormai all’ordine del giorno. A poche ore di distanza per gli stessi motivi e in circostanze analoghe, a Tula la polizia messicana ha strappato sette imbianchini da una massa che li voleva bruciare. A metà ottobre in Ecuador due uomini e una donna, arrestati per il furto di 200 dollari, sono stati uccisi dalla folla che li riteneva rapitori di bambini. Un uomo è stato massacrato per lo stesso motivo in Colombia una settimana dopo. Episodi del genere nel 2018 si sono registrati pure in India e in Bangladesh.Una mattanza scatenata da fake news diffuse su internet.

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Il fermo della polizia

Nipote e zio si trovavano nei pressi di una scuola elementare quando qualcuno chiama le Forze dell’Ordine. Quella mattina si stavano diffondendo messaggi di allarme: ‘Attenzione, un’ondata di rapitori di bambini sono entrati nel Paese’; ‘Sono coinvolti nel traffico di organi; nei giorni scorsi minori dai 4 ai 14 anni sono stati trovati morti’; ‘Gli esami dei corpi hanno rivelato che erano vuoti: gli organi sono stati rimossi e venduti’.

L’indagine sulla mente del fatale errore

Al momento solo cinque persone risultano indagate per il linciaggio di Acatlán. Secondo quanto riportato dalla BBC si tratta di Francisco Martinez detto El Tecuanito, autore di alcuni dei messaggi su WhatsApp circa il falso arresto dei rapitori di bambini e promotore delle dirette via Facebook; Petronilo Castelan detto Il Paesano, che in piazza ha raccolto il denaro necessario per comprare la benzina;  Manuel, l’uomo salito sul tetto del municipio per suonare le campane, attirando la gente. Gli altri due istigatori e quattro sospetti coinvolti risultano invece irreperibili.

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