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“Il corpo di Roberta Ragusa è sepolto qui”

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Il giallo di Roberta Ragusa, uno dei più intrigato di questi ultimi anni.

Sarebbe infatti arrivata in queste ore  ai Carabinieri una segnalazioni anonima, che ha ammesso che il corpo, di Roberta Ragusa,  la donna scomparsa la stessa sera che è affondata la Costa  Concordia all’Isola del Giglio, si trovano al Cimitero di Pisa.

L’ipotesi, riporta velvetgossip.it, parla  in particolare di  un pezzo di terra che appare sconnesso e con l’erba tagliata. Nessun famigliare si è mai arreso alla scomparsa di questa bella mamma di Gello, spartita nel nulla come un pugno di polvere, con un pigiama e una vestaglia addosso.

A rendere ancora più complicato questo mistero così intricato,  il  il ritrovamento di un oggetto, di cui non si sanno dettagli.

 

Roberta Ragusa, la parola alla criminologa Roberta Bruzzone

Roberta Bruzzone, criminologa e psicologa forense  ha voltuto dire la sua sul caso a Il Tirreno:

“Antonio Logli è un bugiardo, un manipolatore e ha ucciso Roberta Ragusa. Lo dicono due sentenze, non io. Le parole di suo figlio in tv? Non ho dubbi che siano genuine, ma si è convinto di qualcosa che non sta né in cielo, né in terra. Io ritengo che sia stato manipolato. In ogni caso ciò che ha detto conta come il due di picche. E ai fini della sentenza della Cassazione la sua attendibilità è pari a quella di una persona che parla con gli amici al bar”.

Il verdetto finale

Antonio Logli, marito ed unico indagato per la morte di Roberta Ragusa, era  presente nell’ aula della Corte d’Assise d’Appello di Firenze, riunitasi da questa mattina per il verdetto finale della sentenza d’appello, un verdetto che lo avrebbe dichiarato colpevole o innocente della scomparsa della moglie, Roberta Ragusa e della distruzione del suo corpo, che ricordiamo essere scomparsa nel nulla la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012.

Antonio Logli è stato accompagnato in aula dal figlio Daniele e dai suoi avvocati Roberto Cavani e Saverio Sergiampietri.

Sono stati momenti particolarmenti difficili quelli di Antonio Logli, in attesa del verdetto finale, dal momento che si pensava che un verdetto di colpevolezza gli avrebbe cambiato la vita per sempre.

Antonio Logli se dichiarato colpevole durante la lettura della sentenza, come è avvenuto, rischiava l’arresto immediato, nonchè la conferma della pena conferma inflitta in primo grado dal Tribunale di Pisa il 21 dicembre 2016 di 20 anni di reclusione per omicidio volontario e distruzione di cadavere, mentre dal 2016 era stato messo in misura cautelare che non gli permetteva di allontanersi da Pisa ne di lasciare la sua abitazione dalle 21 di sera alle 6di mattina. L’arresto immediato non è stato confermato, le misure cautelari restano le stesse.

La difesa era certa della sentenza di non colpevolezza

La difesa di Logli doveva convincere la Corte che il suo assistito era innocente e che non avrebbe ucciso la moglie dopo che lei lo avrebbe scoperto al telefono con l’amante e proceduto alla distruzione del cadavere per evitare che il suo patrimonio familiare venisse intaccato a causa del divorzio.

La difesa fino ad ora ha sempre puntato il dito sulle innumerevoli lacune nella ricostruzione dei fatti dell’accusa e anche oggi si mostra sicura della non possibilità di una sentenza di colpevolezza. Antonio Logli è sostenuto anche dal figlio Daniele sicuro dell’innocenza del padre.