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Chiamano il figlio Adolf Hitler: coppia inglese condannata

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Accusati di istigazione allodio e diffusione di idee neo-naziste, razziste e improntate all’ideale della supremazia bianca di stampo americano, avevano chiamato loro figlio Adolf Hitler

(©West Midlands Police/PA)

La triplice condanna è arrivata lunedì 12 novembre alla fine di un lungo processo che si è concluso con il verdetto di colpevolezza emesso da una giuria riunita davanti alla Birmingham Crown Court, nella regione inglese delle Midlands.

Si tratta di Adam Thomas, di 22 anni della sua compagna portoghese Claudia Patatas, di 38 e di un terzo complice, Daniel Bogunovic, di 27. Tutti e tre appartenenti al National Action, sigla neonazista bandita dal Regno Unito nel 2016 per terrorismo e rinata con un altro nome.

Tra gli elementi che hanno pesato sull’esito del procedimento le immagini di Thomas, intento a cullare il figlio appena nato, Adolf Hitler, mascherato da esponente del Ku Klux Klan. Foto liquidata dall’imputato, dichiaratamente razzista, come mero scherzo.

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Altri sospetti componenti della cellula neonazista verranno giudicati più avanti. Nelle indagini sono stati anche coinvolti alcuni militari dell’esercito di Sua Maestà, sospettati di simpatie di ultradestra e avvicinati al movimento oggi chiamato ‘Thule Combat League’ dal caporale Mikko Vehvilainen, 34 anni, reduce decorato dell’Afghanistan tra le file del Royal Anglian Regiment e di chiare origini finlandesi, condannato lo scorso marzo a 8 anni di carcere. Vehvilainen aveva cercato di costituire una piccola milizia armata con l’intento di garantire la difesa dei bianchi.

La celebrazione del Reich

(©PA)

Malgrado dalle indagini sia emerso che il neo papà avesse in passato provato a diventare ebreo trasferendosi per un periodo in Isreale e seguendo l’esercito, vivendo per ben 2 anni nei Kibbutz tutto nella sua abitazione che si trova a  Banbury, nell’ Oxfordshire è un inno al regime hitleriano.

Memorabilia di ogni tipo, comprese formine per dolci e cuscini con la svastica e l’immancabile bandiera delle SS con cui ha voluto posare insieme alla fidanzata e il figlioletto.

Tornando alle sue frequentazioni con l’ambiente israelitico, mentre negli interrogatori con la polizia, Thomas aveva dichiarato di aver lavorato nella guardia di sicurezza delle strutture militari, un ex amico che lo conosceva come Avi, lo ha definito affetto da disturbi mentali svelando che viveva in strada a Gerusalemme e che il suo arrivo nel 2014 era stato dovuto ad una relazione con un donna francese il cui padre era ebreo.

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