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Ossa alla Nunziatura: Pietro Orlandi: “Vi spiego la reazione del Vaticano”

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A Roma e in Vaticano dal 29 ottobre scorso non si fa altro che parlare della scoperta di frammenti di ossa nella Nunziatura Apostoilica di via Po a Roma.

 

Dopo il ritrovamento delle ossa, tutti i media le hanno subito collegate ai casi di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi. Sabato mattina, a Radio Campus è intervenuto Pietro Orlandi, il fratello della giovane scomparsa ormai da troppo tempo.

Pietro, che nella sua vita ha sempre lottato per ritrovare la sorella, è venuto a a fare chiarezza sul perché -secondo lui- si parli insistentemente di Emanuela.

“È stata una fonte interna alla Santa Sede a comunicare all’Ansa la notizia del ritrovamento di quelle ossa, associando subito la scoperta a mia sorella”

ha detto Pietro Orlandi, che ha poi ha proseguito in questi termini

“questa cosa mi ha colpito molto soprattutto conoscendo il tipo di comportamento che in questi 35 anni ha avuto il Vaticano sulla vicenda, cioè un comportamento di massima riservatezza e di silenzio”. “Un altro aspetto abbastanza strano – ha aggiunto il fratello di Emanuela- è che il Segretario di Stato Vaticano, monsignor Pietro Parolin, l’altro giorno ha escluso che quelle ossa possano essere di Emanuela. Come fa a dirlo se le analisi sono ancora in corso? Evidentemente, se ne ha parlato, c’è un certo interesse da parte della Chiesa. È invece difficile da digerire la frase di monsignor Parolin quando dice che in questi anni il Vaticano ha fatto il possibile per arrivare alla verità e che da parte della Santa Sede c’è sempre stata trasparenza. Mi auguro che queste parole del Segretario di Stato oggi siano veramente un segnale di cambiamento rispetto al passato, che siano una presa di coscienza da parte della Chiesa per arrivare alla verità”.

 

Pietro Orlandi chiosa cosi:

“Una cosa è certa, Papa Francesco sa cosa è successo a Emanuela, così come lo sa il Papa Emerito Benedetto XVI, così come lo sapeva Giovanni Paolo II. Il fatto stesso che Bergoglio, a inchiesta ancora aperta, mi abbia detto ‘Emanuela sta in cielo’ vuol dire che sa che fine ha fatto Emanuela. Non a caso dopo che mi disse quella frase, il muro di omertà si è alzato ulteriormente: non ho mai più ricevuto dal Papa una risposta, una spiegazione, un incontro, un segnale, una parola, nonostante le mie tante richieste avanzate al suo segretario. Evidentemente dopo 35 anni c’è ancora qualcosa che pesa tanto sull’immagine della Chiesa”.

La famiglia di Emanela Orlandi ha nominato un consulente tecnico, Giorgio Portera, ex ufficiale del Ris, responsabile del Laboratorio di genetica della Fondazione Filarete dell’Università di Milano. Portera lo abbiamo sentito nominare in passato per l’omicidio di Yara Gambirasio.

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