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Massimo Giletti: “Non lo volevano più” le inquietanti dichiarazioni su Fabrizio Frizzi

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Massimo Giletti, ora conduttore di La7, tempo fa, nel mese di luglio, ha raccontato in il suo rapporto con Fabrizio Frizzi e ha svelato un retroscena
Un Massimo Giletti in vena di ricordi, quello che ha rilasciato un’intervista al settimanale “In famiglia” per raccontare il successo del suo programma su La7, chiamato “Non è l’Arena” per riprendere un po’ il filo con la trasmissione che conduceva sulle reti Rai qualche anno fa.

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Retroscena Frizzi: “Non lo volevano più” le inquietanti dichiarazioni sull’amato Fabrizio
È proprio in Rai che Giletti ha conosciuto il suo amico Fabrizio Frizzi, scomparso lo scorso marzo e mai dimenticato dai tanti telespettatori che lo hanno amato e che ancora oggi lo ricordano con commozione. Vale lo stesso anche per Giletti, che nell’intervista racconta la sua amicizia con Frizzi e svela un retroscena spiacevole: “Io e Fabrizio siamo cresciuti insieme e per me è stato molto complesso superare ciò che è accaduto. Era una persona perbene in un mondo dove essere perbene è sempre più difficile. Il nostro rapporto era pulito, basato sull’onestà e sulla serietà. Ci confidavamo nei momenti difficili, lui ne ha vissuto uno particolare quando la Rai non lo voleva più. Ci sono situazioni che la gente dimentica, io invece non le dimentico affatto”. Un altro riconoscimento postumo, quindi, per Fabrizio Frizzi, che proprio in questi giorni ha visto intitolati a lui gli studi Dear della Rai.

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Massimo Giletti su Fabrizio Frizzi e Non è l’Arena

Giletti Frizzi
Massimo Giletti

La Rai, quindi, non voleva più Fabrizio Frizzi, e il conduttore ci stava molto male. Questa storia l’ha raccontata Massimo Giletti nella sua intervista, dove poi ha parlato anche della sua esperienza a La7 e di Non è l’Arena: “Ho messo da parte la sofferenza per essere stato costretto a scegliere un’altra strada che mi consentisse di continuare a fare il mio lavoro – racconta il conduttore – Amo la Rai e la amerò sempre, ma su La7 sono libero. Cairo è un editore che non ti chiede nulla se non di fare ascolti. Per chi fa inchieste, come faccio io, è importante sapere che deve solo fare il suo lavoro e farlo bene. Non è scontato, è una garanzia che non tutti possono darti”.

 

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