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Malattie, attenti al bacio che può diventare letale

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malattia Chagas
La malattia di Chagas (Wikimedia Commons)

Si sta diffondendo in Italia la malattia di Chagas: ecco come funziona il ‘parassita del bacio’, che può anche uccidere 

Pericolo psicosi per una malattia che si sta diffondendo negli ultimi tempi, chiamata malattia di Chagas. Un’infezione causata dalla presenza di un microrganismo, un protozoo che entra nel corpo e tende a moltiplicarsi, con sintomi che variano a seconda del caso in cui la malattia sia acuta o cronica. Tra le conseguenze del morbo di Chagas vi sono anche disturbi neurologici, tachicardia, ingrossamento di colon ed esofago, stitichezza e febbre. In alcuni casi i sintomi possono anche non manifestarsi, infatti molti non sanno di averla fino alla comparsa delle gravi complicanze tipiche della fase cronica. Il parassita si annida nei tessuti cardiaci e in quelli intestinali e può provocare gravissime complicanze, come l’insufficienza cardiaca, che possono addirittura portare alla morte. Molti pazienti vanno incontro a morte improvvisa a causa di fatali aritmie. La malattia di Chagas è tipica di Paesi del Sud America ma ultimamente ha iniziato a diffondersi adesso anche nel resto del mondo, soprattutto negli Stati Uniti meridionali, ma il contagio è arrivato anche in Europa, specialmente in Paesi come Spagna e Italia. Ci sono dei farmaci in grado di curarla, il problema è che spesso il Chagas resta “silente” per periodi lunghissimi, anche 20 anni, manifestandosi poi quando la situazione si è già parecchio aggravata. Ma cerchiamo di capirne di più sulla malattia di Chagas, come si può contrarre, come si manifesta e come si cura.

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Malattia di Chagas: cos’è e come funziona il ‘parassita del bacio’

La tripanosomiasi americana, altrimenti nota come malattia di Chagas, è una patologia innescata da un protozoo – il Trypanosoma cruzi – che penetra nell’organismo dell’ospite definitivo (l’uomo o un altro mammifero) principalmente a seguito della puntura di una particolare cimice, come si può vedere in foto. La zona della puntura può presentarsi ingrossata e dal colore rosso-violaceo: il nodulo prende il nome di chagoma. Il “bacio” di questa cimice consente al parassita di penetrare nel nostro organismo e di moltiplicarsi, con conseguenze che possono essere anche mortali. Nella fase acuta, caratterizzata dalla presenza di numerosi protozoi in moltiplicazione nell’organismo, i sintomi principali sono disturbi intestinali, disturbi respiratori, febbre, mal di testa, dolori muscolari, insonnia, linfonodi e fegato ingrossati. Ma come scoprire se si ha la malattia di Chagas? C’è ad esempio un metodo per capire se il parassita è entrato dall’occhio, in quanto si sviluppa il tipico “Segno di Romaña”, un rigonfiamento a livello delle palpebre che può persistere anche per due mesi. Il 30 per cento di chi ha avuto la fase acuta sviluppa poi la fase cronica: il parassita si annida nel tessuto cardiaco, con il rischio di morte del paziente, anche improvvisamente per arresto cardiaco. Possibili anche disturbi neurologici ed encefalopatie, fatali soprattutto per i bimbi più piccoli e i soggetti immunodepressi.

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Malattia di Chagas: come si contrae e come si può curare

Nella maggior parte dei casi, la malattia di Chagas si prende perché la cimice punge l’uomo per succhiarne il sangue, e di conseguenza il soggetto colpito si gratta per il prurito, infliggendosi una ferita dove il protozoo si annida. Si chiama anche “malattia del bacio” poiché le cimici prediligono pungere il volto, normalmente la parte tenuta scoperta durante la notte. Meno frequente, ma comunque diffuso, è il contagio attraverso trasfusioni di sangue infetto, ingestione di cibi e bevande contaminati, trapianto d’organi e trasmissione da madre a figlio durante la gravidanza o il parto. Ma come si cura la malattia di Chagas? I farmaci utilizzati per uccidere il parassita sono due, ovvero benznidazole e il nifurtimox, ma la loro efficacia è limitata. Per ora non esiste un vaccino o un “antidoto” efficace al 100%, l’unico metodo è proteggersi dalle punture delle cimici triatomine, ad esempio con zanzariere e disinfestazione.