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20enne respinta al colloquio: “non voglio persone di colore”

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ragazza di colore
Foto da https://www.facebook.com/judith.romanello

Ventenne italiana nata ad Haiti viene respinta a un colloqui perché di colore: “non è cattiveria, ma non voglio persone di colore nel mio ristorante”.

“Vi chiedo 3 minuti del vostro tempo.
Voglio che per un attimo vi mettiate nei miei panni.
Scoprirete che abbiamo smesso di evolvere.
Stiamo tornando indietro.”

Con queste parole Judith Romanello, 20 anni, di Haiti ma cittadina italiana, figlia di una coppia di veneti che l’ha adottata quando era molto piccola, ha introdotto un video postato su Facebook e divenuto ben presto virale, capace di far conoscere il volto della ragazza lungo l’intera Penisola e, con esso, la sua scandalosa disavventura.

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Respinta al colloquio perché di colore

ragazza di colore
Foto da https://www.facebook.com/judith.romanello

La ragazza si era recata a Venezia in cerca di lavoro. Aveva lasciato alcuni curricula qua e là e aveva poi deciso di rispondere a un annuncio pubblicato su Subito.it.

La persona che le ha risposto era in cerca di una cameriera e ha accettato di buon grado la pianificazione di un incontro con Judith.

La ragazza si è presentata all’incontro pronta a mostrare il suo curriculum e rispondere agli eventuali quesiti del potenziale datore di lavoro. Peccato però che quel colloquio non ha praticamente mai avuto inizio.

Appena vista la ragazza il signore pare infatti esser rimasto di sasso e ha risposto:

” Ah, ma sei nera? Scusami, non è cattiveria, ma non voglio persone di colore nel mio ristorante. Potrebbe fare schifo ai miei clienti, potrebbe fare schifo che tu tocchi i loro piatti. Quindi grazie mille…”.

Una stretta di mano e addio, il signore è uscito di scena in un batter d’occhio lasciando la povera Judith letteralmente attonita.

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Non possiamo allora che unirci a tanto stupore, rimanendo anche noi di stucco di fronte a chi, nel XXI secolo, ritiene ancora che una simile risposta sia anche solo pronunciabile, figuriamoci accettabile. Cara Judith, la pensiamo proprio come te: rimanere in silenzio rispetto a simili episodi sarebbe una follia, paragonabile solo a quella di chi pensa che un dipendente di colore possa esser oggi giorno un deterrente per gli affari.