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Quelli che Restano, il nuovo singolo di Elisa e De Gregori: testo e audio

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Elisa
Elisa (Getty Images)

Elisa torna con un nuovo singolo, in collaborazione con Francesco De Gregori: esce “Quelli che Restano”, ecco testo e video

Elisa, chi si rivede! Torna in pista la straordinaria cantante triestina, che all’alba dei 40s è ormai una delle artiste più apprezzate dell’intera scena nazionale, oltre ad essere molto famosa anche all’estero. E per il suo ritorno in grande stile non si poteva che scegliere un altro big della musica italiana, ovvero Francesco De Gregori. Venerdì 14 settembre 2018 è uscito il loro nuovo singolo, con tanto di annuncio della stessa Elisa su Facebook. Si chiama “Quelli che restano” ed è già disponibile su tutte le piattaforme digitali! Un bellissimo duetto per Elisa, che sta per uscire con un album nuovo di zecca, che a questo punto non vediamo l’ora di ascoltare. Ma nel frattempo vi proponiamo il testo e il video di Quelli che Restano, primo singolo del nuovo album di Elisa!

Il testo di Quelli che restano di Elisa e Francesco De Gregori

È che mi chiedevo se la più grande fatica è riuscire a non far niente
A lasciare tutto com’è, fare quello che ti viene e non andare dietro la gente
È che mi perdevo dietro a chissà quale magia quale grande canzone in un cumulo di pietre
Sassi più o meno preziosi e qualche ricordo importante che si sente sempre

È che mi lasciavo trascinare in giro dalla tristezza quella che ti frega e ti prende le gambe
Che ti punta i piedi in quella direzione opposta così lontana dal presente
Ma noi siamo quelli che restano in piedi e barcollano su tacchi che ballano
E gli occhiali li tolgono e con l’acceleratore fino in fondo, le vite che sfrecciano

E vai e vai che presto i giorni si allungano e avremo sogni come fari
Avremo gli occhi vigili e attenti e selvatici degli animali

È che mi voltavo a guardare indietro e indietro ormai per me non c’era niente
Avevo capito le regole del gioco e ne volevo un altro uno da prendere più seriamente

È che mi perdevo dietro chissà quale follia quale grande intuizione tra piatti sporchi e faccende
Tra occhi più o meno distanti e qualche ricordo importante che si sente sempre
Ma noi siamo quelli che restano in piedi e barcollano su tacchi che ballano
E gli occhiali li tolgono e con l’acceleratore fino in fondo le vite che sfrecciano
E vai e vai che presto i giorni si allungano e avremo sogni come fari
Avremo gli occhi vigili e attenti e selvatici degli animali
E più di una volta e più di un pensiero è stato così brutto da non dirlo a nessuno

Più di una volta sei andato avanti dritto dritto sparato contro un muro
Ma ti sei fatto ancora più male aspettando qualcuno

Ma ti sei fatto ancora più male aspettando qualcuno
Siamo quelli che restano in piedi e barcollano su tacchi che ballano
E gli occhiali li perdono e sulle autostrade così belle le vite che sfrecciano
E vai e vai che presto i giorni si allungano e avremo sogni come fari
Avremo gli occhi vigili e attenti e selvatici e selvatici selvatici
Siamo quelli che guardano una precisa stella in mezzo a milioni
Quelli che di notte luci spente e finestre chiuse non se ne vanno da sotto i portoni
Quelli che anche voi chissà quante volte ci avete preso per dei coglioni
Ma quanto siete stanchi e senza neanche una voglia
Siamo noi quei pazzi che venite a cercare
Quei pazzi che venite a cercare
Quei pazzi che venite a cercare
Quei pazzi che venite a cercare

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