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Soffocata da un acino d’uva: chi era la bimba morta a Lizzano

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MariaChiara Nigro
La spiaggia di Marina di Lizzano

La piccola MariaChiara Nigro, la bimba morta a Marina di Lizzano dopo aver ingoiato un acino d’uva, davanti ai suoi genitori

Una di quelle tragedie inspiegabili, che ti tolgono il respiro soltanto a pensare quanto possa essere doloroso per un genitore che improvvisamente vede morire la sua bambina così, per il motivo più assurdo del mondo. La piccola MariaChiara Nigro se n’è andata per aver ingoiato un acino d’uva, che le si è incastrato in gola e l’ha soffocata, senza che nessuno potesse salvarla. Un dramma scioccante, e infatti è completamente atterrita la comunità di Villa Castelli, in provincia di Brindisi, la città in cui era nata ed è cresciuta la piccola MariaChiara, che aveva soltanto 2 anni. Anzi, li avrebbe compiuti il 19 agosto, fra pochi giorni, tanto che mamma e papà stavano già organizzando una grande festa. Che però adesso si è trasformata in una immane tragedia.

Dolore e sgomento attorno alla piccola bara bianca che ha accolto il corpicino della bimba morta a Marina di Lizzano, sulla spiaggia del paesino che si trova sulla costa tarantina, soffocata da un chicco d’uva. I genitori sembrano ancora palesemente sotto choc, chi gli sta intorno altrettanto. Morire in questo modo, per qualche incalcolabile frazione di secondo, è qualcosa che lascia spiazzati, senza possibilità di dare alcuna spiegazione.

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MariaChiara, la bimba morta per un acino d’uva: cosa è successo

Era una tranquilla mattinata come tante, sulla spiaggia libera di Marina di Lizzano. La piccola MariaChiara, 2 anni, stava giocando sulla sabbia insieme ai suoi genitori, quando improvvisamente ha preso un acino d’uva e l’ha ingoiato, senza neppure masticarlo. E’ stato un attimo, un istante di distrazione da parte di mamma e papà che hanno reso vani anche i soccorsi. Quando l’hanno vista soffocare, la piccola era già cianotica, e ogni tentativo di salvarle la vita si è rivelato vano. Ci ha provato il medico del presidio di guardia media turistica, poi i sanitari del 118, che hanno fatto di tutto per recuperare la situazione. Ma ormai era troppo tardi. MariaChiara è spirata fra le loro braccia, e fra le loro lacrime, perché in quel momento a Marina di Lizzano piangevano tutti. Inevitabile, di fronte ad una tragedia così scioccante.