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Sacra Sindone, nuovo studio dimostra che c’è sangue di uomo

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Sacra Sindone
La Sacra Sindone (Getty Images)

Svolta negli studi sulla Sacra Sindone e i suoi grandi misteri: trovato il sangue di un “uomo percosso”

Sarebbero di sangue, più precisamente il sangue di un uomo che è stato percosso, le macchie di sangue che si trovano sulla Sacra Sindone. Un’affascinante scoperta portata avanti dal ricercatore Enea e vicedirettore del Centro Internazionale di Sindonologia, Paolo Di Lazzaro, con il contributo di ricercatori dell’ Inrim dell’Enea e del Cnr e pubblicato sulla rivista Applied Optics della Optical Society of America. Uno studio basato sull’evidenza che le macchie di sangue presenti sulla Sacra Sindone non sono scure. Proprio uno dei motivi che avevano sempre messo in discussione la veridicità di quel sangue: le macchie sono chiare, mentre si presume debbano essere invece di essere marrone scuro, quasi nero, come ci si aspetterebbe, sono più chiare. Ma a questo i ricercatori hanno trovato una spiegazione: “Il colore del sangue si altera se colpito da raggi ultravioletti, compatibili con la luce del sole. Ciò avviene soltanto se si ha a che fare con del sangue che contiene livelli elevati di bilirubina, appartenente per esempio a una persona affetta da ittero, oppure sottoposta a violente percosse”. Una tesi corrispondente alla ricostruzione storico-religiosa, insomma.

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Sacra Sindone, il nuovo studio sconfessa i precedenti

Sacra Sindone
La Sacra Sindone (Getty Images)

Insomma, continua l’enorme mistero intorno alla Sacra Sindone, oggetto di studi scientifici da decenni ma mai oggetto di interpretazioni univoche. Proprio in questi giorni è stato ritirato lo studio italiano che sosteneva che il sangue sulla Sacra Sindone fosse vero e di un uomo sottoposto a torture, poi subito dopo era venuto fuori un altro studio in cui si dichiarava persino la falsità del telo stesso. In questa ricerca venuta fuori adesso, invece, risulta la presenza di macchie di sangue vero: si tratta di emoglobina antica secondo quanto sostenuto dai ricercatori. “L’analisi della riflettanza spettrale ha anche permesso di stabilire che nel sangue sindonico è presente la metaemoglobina, un prodotto di degradazione di emoglobina fortemente ossidata e invecchiata, a conferma che si tratta di sangue antico”, si legge nello studio del prof. Di Lazzaro. Un’interpretazione definitiva che scaccia via ogni dubbio residuo sull’originalità della Sacra Sindone? Potrebbe essere, almeno fino a un nuovo studio…