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Caso Bettarini, gioventù e violenza: la saggia analisi di Paolo Crepet

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Niccolò Bettarini
Niccolò Bettarini (Foto Facebook)

L’analisi di Paolo Crepet sui motivi che portano tanta violenza nei giovani d’oggi: “Il problema è lo stile di vita da sballo”

Quando si dice gioventù bruciata. Purtroppo non è un buon momento per avere figli, soprattutto non è un buon momento per avere figli adolescenti. Se ne sentono di tutti i colori in giro, soprattutto ci si ritrova a non poter più “controllare” la vita dei nostri figli. Magari passiamo vent’anni a tirare su un ragazzo d’oro, che non farà mai del male a nessuno, e poi succede ciò che è accaduto al giovane Niccolò Bettarini, accoltellato fuori a una discoteca per cercare di mettere pace ad una rissa fra “animali”, come sono stati definiti i suoi aguzzini. E quella del figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini è solo una storia “famosa”, come tantissime che si verificano ormai in giro per l’Italia e per il mondo. “Che cosa vogliamo aspettarci? Basta guardare lo stile di vita che hanno i ragazzi di oggi”.

Così esordisce a ‘Leggo’ Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, intervenuto per analizzare che problema stia affliggendo questi giovani che tanto ci fanno preoccupare. “Non mi riferisco nello specifico al giovane Bettarini, ma a chiunque passi le serate nei locali tra musica da sballo, alcool e probabilmente droga”. Uno stile di vita sicuramente non “normale”, che infatti sta provocando tutti i problemi a cui assistiamo giorno per giorno, tutte le terribili storie che sentiamo al tg o che leggiamo riguardanti giovani feriti o uccisi per futili motivi”.

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Caso Bettarini e gioventù violenta, le parole di Paolo Crepet

Naturalmente il caso di Niccolò Bettarini ha riaperto il dibattito sui problemi dei ragazzi di oggi, che fra discoteche, alcool e droga spesso si lasciano andare a una violenza incontrollata e incontrollabile, che a volte provoca delle enormi tragedie. Sull’argomento Paolo Crepet, intervistato da ‘Leggo’, ha le idee molto chiare: “Il problema sono gli stili di vita al limite, molto diffusi anche tra gli adolescenti. E prima o poi qualcosa succede. Oggi parliamo di un giovane accoltellato solo perché è un nome noto, ma gli ospedali sono pieni di casi così. Se ne parla solo se ci scappa il morto, ma i feriti sono tanti”. E secondo Crepet non è un problema molto sentito dalle autorità, che anzi ormai lasciano le cose così come stanno senza metterci mano: “La verità è che non gliene importa niente a nessuno. Nessuno pensa a moderare la movida, eppure ogni giorno i pronto soccorsi sono pieni di accoltellati, giovani in coma etilico o vittime di incidenti del sabato sera. Ormai abbiamo stabilito che è normale vendere alcol fino a tardi, locali aperti tutta la notte e pochi controlli. Del resto la nostra è una Repubblica fondata sullo spritz”.