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Massimo Giletti è scatenato: “Mi hanno chiamato, non so che accadrà”

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 Massimo Giletti  da quando viaggia su “La7” è scatenato e non lo ferma più nessuno.

 

Il conduttore, tifosissimo della Juve, lo ha dimostrato in parecchie occasioni a Non è l’arena e anche in alcune interviste, come quella di oggi rilasciata  a La Zanzara di Radio 24, dove non devia le domande-

Giuseppe Cruciani  intervista Massimo Giletti

Ambra Angiolini e Massimo Giletti all’Arena

Sentito da Giuseppe Cruciani sulla possibilità di tornare in Rai, Giletti risponde in modo chiaro: “Devo incontrarmi con Urbano Cairo e vedremo quello che faremo. Dalla Rai – rivela – mi chiamano sempre, persone con ruoli importanti. Io e Cairo sappiamo come stanno le cose. Cairo lo ringrazio per la libertà che mi ha dato, è probabile che resti. Sono riconoscente. Ma ripeto: parlo con Cairo e poi diremo tutto. Comunque . conclude con ironia Giletti – mi hanno chiamato anche da Tele Tuscolo”.

 

Massimo Giletti, grande amico di Fabrizio Frizzi e  conduttore di Non è l’arena su La7, ha voluto parlare di calcio.

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Lui, è un grandissimo tifoso della Juventus e nella giornata di sabato ha parlato della gara finita poi 3-1 a favore dei campioni d’Italia.

Intervistato da il quotidiano Il Giorno, Giletti rivela di possedere una reliquia dal valore inestimabile: “Non l’ho mai raccontato, ma la maglia dell’arrabbiatura di Roberto Baggio, quando Ulivieri gli disse che non l’avrebbe fatto giocare proprio contro la Juventus, ce l’ho io a casa”.

Juventus – Bologna un derby tra lui e Fabrizio Frizzi

Fabrizio Frizzi: strada dell'Aventino dedicata a lui

A Massimo Giletti è stato poi ricordato che  se Fabrizio Frizzi fosse ancora vivo, la partita che si è appena conclusa finita 3-1 per la Juventus, sarebbe stata una sorta di derby tra i due. Si perchè Frizzi. morto lo scorso 26 marzo a causa di un’emorragia celebrale,   era un grande tifoso rossoblu:

“Fabrizio – riprende Giletti – per me era come un fratello, non avete idea di quanto fosse legato a Bologna. Abbiamo lavorato insieme per trent’anni, e tutte le volte che dovevo passare da qui, mi obbligava a fare un salto al ristorante Diana, dove gli preparavano due sacchetti di tortellini. Quando mi vedeva, prima mi abbracciava, e subito dopo mi chiedeva: Hai portato i turtlein?”.