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Paolo Savona, l’economista oggetto del “gran rifiuto” di Mattarella

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paolo savona
Photo credit should read FABIO FRUSTACI/AFP/Getty Images

Agli addetti ai lavori il suo nome certo non era ignoto ma alle orecchie del grande pubblico è giunto solo nelle ultime 72 ore, da quando cioè il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non ha deciso di legarvi un incrolabile veto. Paolo Savona non può esser il ministro dell’Economia della Repubblica Italiana, o almeno così la pensa la massima autorità del Paese.

Ma come mai? Per capire meglio i motivi legati “al gran rigiuto” del Presidente Mattarella proviamo a conoscere meglio il professor Paolo Savona e le sue idee.

Paolo Savona ebreo

paolo savona
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Questo è il primo risultato che esce quando si digita su Google il nome del professore. La cosa risulta bizzarra, se non scandalosa: nel XXI secolo il riferimento alla religione ebraica viene ancora utilizzato con fare subdolo.

In questo caso pare infatti che l’appellativo sia utilizzato per sottolineare l’avversione di Paolo Savona nei confronti della Germania, vista come il burattinaio d’Europa nonché causa della sua debolezza e del malessere dell’Italia.

Risulta difficile intuire altri possibili moventi dietro il curioso accostamento.

Paolo Savona curriculum

paolo savona
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La carriera di Paolo Savona inizia nel 1961, con il conseguimento della laurea cum laude in Economia e Commercio: da quel traguardo all’ingresso presso il Servizio Studi della Banca d’Italia, il passo è breve. Qui resterà sino a raggiungere il traguardo del ruolo da direttore, prefernedo poi la carriera nell’insegnamento quando nel 1976 vince il concorso a cattedra per insegnare Politica economica prima all’Università di Cagliari e, subito dopo, all’Università Pro Deo, che contribuì a rifondare come LUISS Guido Carli. In seguito insegnerà in vari atenei tra cui l’Università di Perugia, di Roma Tor Vergata, alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione e all’Università telematica Guglielmo Marconi, dove ha fondato nel 2010 il dottorato in Geopolitica.

Si specializza intanto in economia monetaria ed econometria presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) e i suoi studi si concentrano attorno al sistema monetario internazionale, i contratti derivati, i divari di produttività tra Centro-Nord e Mezzogiorno d’Italia..

Sempre nel 1976 diventa Direttore Generale di Confindustria, carica che manterrà fino al 1980. E’ stato poi presidente del Credito Industriale Sardo (1980-1989), segretario generale per la Programmazione Economica al Ministero del bilancio (1980-1982), direttore generale e poi amministratore delegato della Banca Nazionale del Lavoro (1989-1990), quindi Presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (1990-1999), di Impregilo, di Gemina, degli Aeroporti di Roma e del Consorzio Venezia Nuova (2000-2005). Ha poi ricoperto anchela carica di consigliere di amministrazione di RCS e TIM Italia., vice presidente di Capitalia e, all’atto della fusione con Unicredit, viene nominato presidente della Banca di Roma.

La vera e propria carriera politica si apre però nel 1993 con il governo Ciampi, per il quale è stato Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, con delega al riordinamento delle partecipazioni statali, tornando poi alla ribalta con il terzo mandato Berlusconi nel 2005, a capo del Dipartimento per le Politiche Comunitarie della Presidenza del Consiglio dei ministri e Coordinatore del Comitato Tecnico per la Strategia di Lisbona.

Ricopre poi la carica di presidente e consigliere per diverse associazioni commissioni e comitati (come l’Associazione Guido Carli o quella per l’Enciclopedia della Banca e della Borsa), fino a divenire presidente del Consiglio di Amministrazione di Euklid, carica a cui ha rinunciato il 23 maggio 2018 per accettare l’invito adivenire ministro dell’Economia, carica mai ottenuta poi in seguito al veto del Presidente della Repubblica.

Paolo Savona euro

banconota da 500 euro
La banconota da 500 euro (MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images)

Proprio in occasione dell’annuncio delle dimissioni di Paolo Savona dalla presidenza del Consiglio di Euklid, Avvenire ha pubblicato alcuni suoivirgolettati, proposti come incarnazione delle posizioni euroscettiche oq uasi del professore:

“Passo per uno dei pochi economisti istituzionali anti-europeisti, ma non è così. Io sarei per l’Europa unita, per questo non posso che dire peste e corna di quello che vedo oggi a Bruxelles. Le difficoltà dell’Ue sono colpa delle élite che la guidano: dicono di interessarsi del popolo, ma si occupano solo di loro stesse”.

La posizione del professore rispetto all’Europa e alla sua moneta sono state oggetto di complesse discussioni, soprattutto negli ultimi giorni, anche se alcune perplessità Paolo Savona le aveva manifestate già nel lontano 1992, quando, alla firma del trattato europeo, si era dichiarato contrario all’accettazione dei parametri di Maastricht, ritenendoli troppo rigidi per un’economia che invece necessitava flessibilità.

Ciò però non ha mai fatto di Savona un avversatore dell’europeismo, bensì un incessante pungolatore volto alla crescita dell’Europa e al superamento dia lcune sue fragilità. Favorevole al mercato unico, propone una serie di misure e di riforme atte a rendere l’Europa più unita, auspicando che ciò risolvaanche il vero problema dell’euro, ovvero quello di non avere alle spalle un organocompatto.

Nonostante ciò prepara anche un piano B, quello che proprio non piace al Presidente Mattarella e a molti altri e che ha fatto bollare Savona come fautore dell’uscita dell’Italia dall’euro: elenca una serie di manovre per consentire all’italia di uscire dalla moneta unica con i minimi danni.

Le sue critiche all’attuale Europa possono essere riassunte con questa descrizione da lui stesso data dell’unione: “non esiste, è solo una Germania circondata da pavidi”

Paolo Savona euklid

L’Euklid è una società del Regno Unito di tecnofinanza che si occupa di gestire risparmi e investimenti attraverso metodi di trading algoritmico. Paolo Savona ne ha ottenuto la presidenza del Consiglio e ha mantenuto questo ruolo fino al 23 maggio 2018, quando una nota del fondo di investimenti ha informato che:

“il presidente Paolo Savona ha chiesto di essere sollevato dall’incarico di presidente della società a Londra, di co-direttore di Euklid Fund Sarl e di manager della Euklid Feeder Fund S.A. Sicav in Lussemburgo per sopravvenuti importanti impegni pubblici in Italia”

La cosa ha fatto subito pensare a un ruolo pronto per il professor Savona nel nuovo governo Conte e così era, anche se poi le cose non sono andate esattamente come auspicato.

Paolo Savona bitcoin

bitcoin
iStock Photo

“I Bitcoin sono il nulla che ha radici nell’abilità dei pochi e nella credibilità dei molti.”. Così si esprimeva Paolo Savona ne 2017 per descrivere la moneta virtuale che aveva incuriosito molti nell’ultimo periodo, invitando anche i più affascinati a tenersene ben alla larga.

“Nati come moneta sostitutiva di quella legale, cioè con dietro uno Stato e le sue leggi, è diventata uno strumento per speculare, dove vince chi è più abile a entrare a prezzi bassi e uscire quando si innalzano. “

Paolo Savona mise con le sue parole in guardia quanti confidavano in questa moneta come in una via per sfugire a tasse e fisco: il pericolo di una valuta che non ha alle spalle uno Stato e le sue relative regole fu messo subito in chiaro dal professore che ottolineò come, così procedendo, i privati e le loro necessità personali avrebbero finito per governare il mondo del denaro, sovrastando le leggi supremi dei Paesi.