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Alfie Evans è morto, i genitori: “Il nostro gladiatore ha messo le ali”

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Alfie Evans è morto, i genitori: "Il nostro gladiatore ha messo le ali"

Questa mattina i coniugi Evans hanno annunciato attraverso i sociale che il piccolo Alfie ha smesso di respirare.

Dopo le sentenze dell’alta corte britannica che prevedevano l’interruzione della respirazione assistita e il diniego di un trasferimento in Italia, era solo questione di tempo prima che il piccolo Alfie smettesse di respirare. In questi giorni sono stati moltissimi gli italiani che si sono schierati a fianco dei due genitori nella loro lotta. Persino il governo italiano ha cercato di aiutarli concedendo al piccolo la cittadinanza italiana ed i mezzi per il trasferimento al Bambin Gesù di Roma, ma la decisione della Corte Suprema britannica è stata irremovibile e l’altro ieri anche Thomas Evans , il papà del bambino che fino ad allora aveva lottato con estrema determinazione, si è arreso ringraziando tutti coloro che lo avevano sostenuto.

Il triste annuncio su Facebook

Alfie Evans è morto, i genitori: "Il nostro gladiatore ha messo le ali"Per 5 interminabili giorni Alfie è sopravvissuto nonostante gli avessero staccato i macchinari che lo aiutavano a respirare. Molti avevano sperato che questo convincesse il tribunale britannico a concedere il trasferimento, ma così non è stato e la lotta disperata di Thomas è risultata vana, tanto da convincerlo ad arrendersi e stare in compagnia di Alfie nei suoi ultimi istanti di vita. Questa notte, intorno alle 2:30, il bambino ha smesso di respirare e di soffrire. Ad annunciare il triste accadimento è stata la madre che sul gruppo Facebook ‘Alfie Army Official‘ ha scritto: “Il nostro bambino ha messo le ali stasera alle 2:30 Abbiamo il cuore spezzato. Grazie a tutti per tutto il vostro supporto”.

Anche Thomas ha voluto commentare la dipartita del figlio su Facebook e lo ha fatto scrivendo: “Il mio gladiatore si è arreso e si è guadagnato le ali. Abbiamo il cuore spezzato. Ti voglio bene figlio mio”. Si conclude in questo modo la vicenda che ha occupato le prime pagine dei quotidiani per oltre una settimana, adesso non è più tempo di polemiche e recriminazioni ma di riflessione e rispetto del dolore di una famiglia che ha tentato l’impossibile per veder crescere il proprio figlio.