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“Sono in missione”: shock a Napoli, arrestato un terrorista che progettava un attentato

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terrorista Napoli

Un giovane gambiano di 21 anni è stato arrestato a Napoli con l’accusa di terrorismo

Allarme terrorismo a Napoli. Un giovane di 21 anni, Alagie Touray, originario del Gambia, è stato fermato il 20 aprile a Napoli con l’accusa di essere un pericoloso terrorista internazionale. Il giovane, che è stato bloccato all’uscita della moschea di Licola, era titolare di un foglio di soggiorno provvisorio e aveva chiesto asilo politico, ma la pratica per la concessione era ancora in fase di valutazione. Lo ha spiegato il procuratore capo di Napoli Giovanni Melillo in una conferenza stampa, svelando alcuni dettagli della vicenda. Il fermo del sospetto terrorista catturato a Napoli è stato già convalidato dal gip, che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare.

Ad incriminare Touray è stato anche un video, che per sua stessa ammissione è totalmente autoprodotto, che lo ritrae mentre giura fedeltà all’Isis e al califfo Al Baghdadi. “Giuro di prestare fedeltà al Califfo dei musulmani Abu Bakr Al Quaraishi Al Baghdadi, nei momenti difficili e facili, nel mese di Rajab giorno 2 e Allah è testimone di quello che dico”, dice il ragazzo nel video. Un filmato che è finito su Telegram, dove poi gli sono arrivate le istruzioni per un possibile attentato in Italia: e sempre tramite Telegram il ragazzo avrebbe ricevuto l’ordine di attivarsi ai fini dell’attentato.

“Sono in missione”. Touray, dal possibile attentato in Italia all’arresto a Napoli

Si definiva “in missione” Alagie Touray, il 21enne gambiano arrestato a Napoli con l’accusa di terrorismo internazionale. Il suo luogo d’azione era il network di Telegram, dove si scambiava informazioni con i suoi sostenitori e diceva di progettare un attentato, presumibilmente in Italia. Touray era sbarcato a Messina con altre centinaia di migranti il 22 marzo 2017, e da un anno risiedeva nel centro di accoglienza di Pozzuoli, in provincia di Napoli. Al momento dell’interrogatorio il ragazzo ha spiegato agli inquirenti che era solo uno sfogo e non aveva alcuna intenzione di portare avanti le sue intenzioni terroristiche. Dopo segnalazione dell’intelligence spagnola, che aveva intercettato il video su Telegram, sono partite le indagini a Napoli che hanno portato ad identificare l’uomo e a decriptare il cellulare, visto che il video era stato già eliminato.

Ma il capo della Polizia Franco Gabrielli, in Procura a Napoli dove si è tenuta una conferenza stampa, ha invitato tutti alla prudenza: “Non è stato sventato un attentato, né Napoli né da un’altra parte. È stato individuato un soggetto che aveva fatto giuramento di fedeltà al califfato, ma non possiamo sapere se avrebbe dato un seguito alle sue intenzioni.