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Australia, ulcera carnivora: centinaia di casi provocati da un batterio

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ulcera carnivora
(foto pubblico dominio)

Australia, paura per un’infezione di ulcera carnivora o ulcera del Buruli: centinaia di casi provocati da un misterioso batterio di cui non si sa nulla.

Si chiama ulcera carnivora o ulcera del Buruli e in Australia sta diventando un vero e proprio incubo. L’epidemia si sta diffondendo rapidamente e gli esperti non hanno idea di cosa stia causando l’enorme picco di infezioni o di come prevenire la malattia. L’epidemia di ulcera di Buruli a Victoria è ora così grave che il Medical Journal of Australia chiede una risposta scientifica urgente. Il numero delle vittime infette è in aumento nelle aree regionali dello stato, con 275 nuovi casi segnalati lo scorso anno e 30 già quest’anno. Lo scrive il Daily Mail.

Nella regione di Bayside le infezioni confermate hanno registrato un picco del 400% negli ultimi quattro anni, ha riportato News.com.au. Conosciuta anche come ulcera di Bairnsdale o ulcera Daintree, provoca gravi lesioni distruttive della pelle e dei tessuti molli che colpisce tutte le fasce d’età, compresi i bambini. Spesso si traduce in una significativa morbidità, perdita di arti, disabilità a lungo termine e deformità cosmetiche. Sebbene la malattia sia stata individuata per la prima volta a Victoria negli anni ’30, i casi sono aumentati rapidamente negli ultimi cinque anni.

Ulcera carnivora: il parere dell’esperto

Un consulente di malattie infettive, il professore associato Daniel O’Brien, ha redatto un rapporto e ha affermato che la maggior parte dei casi si è verificata nelle penisole di Mornington e Bellarine. I mammiferi nativi e domestici tra cui opossum, cani, gatti e koala hanno anche sviluppato la malattia a Victoria, secondo il professor O’Brien. L’infettivologo ha aggiunto che “la maggior parte dei casi sono segnalati dal temperato stato sud-orientale di Victoria. Il rischio di infezione sembra essere stagionale, con un rischio maggiore nei mesi più caldi”. Le cure si aggirano intorno ai 14mila dollari per paziente, che subisce anche danni emotivi e psicologici, “sebbene l’efficacia del trattamento sia migliorata negli ultimi anni, con tassi di guarigione prossimi al 100% utilizzando regimi antibiotici combinati come rifampicina e claritromicina”.

Questi antibiotici non sono coperti dal regime di benefici farmaceutici e sono, quindi, costosi per i pazienti. “Inoltre, questi antibiotici hanno gravi effetti collaterali in un quarto dei pazienti, e molte persone richiedono anche interventi di chirurgia plastica riparativa, a volte con ricoveri ospedalieri prolungati”, aggiunge ancora l’infettivologo. “Come comunità, stiamo affrontando un rapido peggioramento dell’epidemia di una grave malattia senza sapere come prevenirla”, ha scritto ancora il professor O’Brien. C’è dunque bisogno di “una risposta urgente basata su solide conoscenze scientifiche acquisite da un esame approfondito ed esaustivo dell’ambiente, della fauna locale, del comportamento e delle caratteristiche umane e delle interazioni tra di loro”.

Un caso di ulcera carnivora

Molto scalpore ha fatto il caso del giovane Gus Charles di Melbourne, che ha iniziato a lamentarsi di una protuberanza sul ginocchio non molto tempo dopo una vacanza in famiglia a Sorrento nella penisola di Mornington. La famiglia ha visto due medici generici e ha visitato l’ospedale tre volte prima di ottenere una diagnosi corretta quando un chirurgo ha inciso il nodulo scoprendo un enorme ascesso pieno di pus. Gus non è stato in grado di fare sport e ha perso molte settimane di scuola nei sei mesi necessari per guarire. “Il problema è che nessuno a Melbourne potrebbe diagnosticarlo”, ha detto la madre di Gus Sally a The Age. Proprio il ritardo nella diagnosi ha complicato il quadro clinico del giovane. Un portavoce del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani ha detto che si sta monitorando la malattia e che quasi $ 800.000 sono stati spesi per la ricerca a Victoria negli ultimi dieci anni. Sotto osservazione alcune feci, al fine di individuare il batterio causa dell’ulcera.

A cura di Gabriele Mastroleo