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Come aiutare il compagno epilettico? Insegnamento geniale di una maestra

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maestra
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Un piccolo alunno soffre di epilessia e la maestra trova un modo geniale per insegnare alla sua classe una lezione importante: aiutare il prossimo

Incarichi di emergenza, così s’intitola il cartellone che campeggia in una classe terza elementare di una scuola di Riccione. A redigerlo sono stati tutti gli alunni, sotto invito e, ovviamente, supervisione, della loro maestra che si è trovata a dover fronteggiare una situazione molto particolare: uno dei suoi alunni soffre di epilessia, malattia che poteva spaventare molti compagni di classe  che questa maestra ha saputo invece traformato in occasione per impartie una lezione più che importante, una lezione di solidarietà.

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La tabella degli incarichi per aiutare il compagno epilettico

maestra epilessia

Era novembre quando, durante una normale giornata a scuola, un alunno di 9 anni della terza elementare ha avuto un malore. Convulsioni, scosse improvvise e perdita conoscenza hanno provocato la corsa in ospedale e condotto alla successiva diagnosi di «Anomalie epilettiformi interessanti».

Tornato a scuola però il piccolo alunno ha trovato una sorpresa: un cartellone fatto appositamente per lui, elenco che attribuiva una serie di compiti ai suoi compagni, compiti volti solo a uno scopo, aiutarlo.

La maestra che aveva organizzato tutto ciò non ne aveva parlato con la famiglia del suo piccolo alunno, aveva lasciato che la cosa rimanesse un segreto tra lei e la classe ma un giorno la mamma del bimbo è entrata in aula e ha letto il piano di soccorso elaborato solo e soltanto per suo figlio. Ha così scoperto che, qualora il suo bambino si fosse sentito male, Lia sarebbe corsa a prendere il farmaco nel secondo cassetto, Tommaso sarebbe andato a chiamare i bidelli, Leo e Giordano a cercare un insegnante delle classi vicine, Giulia avrebbe preso il cuscino, Gaia e Josef il cellulare dalla borsa della maestra e Diana sarebbe rimasta al fianco dell’insegnate che avrebbe potuto avere bisogno d’aiuto. E se Lia, tommaso o Diana dovessero esser assenti? Niente paura ci sono dei sostituiti, senza contare poi che, per far sentire tutti utili e partecipi, il cartellone viene rivisto periodicamente, e le responsabilità ripartite sempre tra alunni diversi. Aiutare è compito e privilegio di tutti, questo ha insegnato la maestra.

“Trovarsi ad affrontare a nove anni attacchi così potenti è difficile. Quando all’improvviso scoppiano le crisi di epilessia, mio figlio non è più lo stesso: si irrigidisce, gli si capovolgono gli occhi, perde saliva dalla bocca. Entro cinque minuti bisogna bloccare la crisi, e lo si può fare solo collaborando tutti insieme. I compagni di classe di mio figlio gli hanno fatto una sorpresa incredibile. Lo stanno aiutando ad accettare la sua situazione. E sono pronti a salvarlo”

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Ecco ciò che può fare un’insegnante, impartire non solo ezioni di storia e matematica ma anche e soprattutto di vita, trasformando una malattia potenzialmente spaventosa in un’occasione di crescita e spianando al strada dei suoi alunni verso un futuro da adulti responsbaili, generosi e solerti nell’aiutare il prossimo:

“Questi ragazzi – ha spiegato la mamma dell’alunno per cui i bambini si stanno prodigando – stanno dando prova di un altruismo immenso. Un domani non esiteranno a dare una mano a chi incontreranno in difficoltà lungo la loro strada. È l’esempio che la scuola è davvero una palestra di vita”