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Dj Fabo, la storia: incidente, intervista a Le Iene, morte e molto altro

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Dj Fabo è oggi il simbolo della lotta per la libertà di scegliere, di scegliere come e quando concludere la propria vita. Ripercorriamo la sua storia e quella di coloro che lo hanno accompagnato fino all’ultimo viaggio.

Dj Fabo si è spento il 27 febbraio 2017, all’età di 39 anni in Svizzera dove, grazie all’Associazione Luca Coscioni, ha potuto avviare il percorso del suicidio assistito.

Nei lunghi mesi precedenti la sua morte, Fabiano Antoniani, così era registrato all’anagrafe, era divenuto simbolo della lotta affinchè i cittadini italiani non dovessero fuggire in un altro Paese per porre fine alla propria vita, per decidere come e quando lascire questa terra. Non a caso queste sono state le ultime parole di Dj Fabo:

“Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato purtroppo con le mie forze e non con l’aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che mi ha sollevato da questo inferno di dolore, di dolore e di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato e lo ringrazierò fino alla morte. Grazie Marco, grazie mille.”

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Già, Marco Cappato, uno dei molti che ha accompagnato Dj Fabo nei suoi ultimissimi mesi e che lo ha affiancato e supportato nella dura battaglia per il suicidio assistito. A Fabiano infatti il supporto e l’amicizia non sono mai mancati: in primis quello di Valeria Imbrogno, la sua fidanzata e parte della sua vita per ben 25 anni, ma poi quello degli amici, della famiglia e anche di Marco Golia, inviato che ha dato voce a Dj Fabo e alla sua storia per il programma Le Iene.

Il programma Mediaset ha infatti reso la storia e la lotta di Dj Fabo ancora più popolari ma, trascorso oltre un anno da quel 27 febbraio e proseguito il processo contro Marco Cappato per il ruolo da lui svolto nella fine della vita di Fabiano, ci sembra opportuno rimettere insieme tutti i pezzi e raccontare nel dettaglio la storia di Dj Fabo e tutte le persone ruotate attorno a essa.

Dj Fabo dall’incidente alla morte

dj fabo storia
Foto da www.facebook.com/valeria.imbrognofox

L’immagine che tutti abbiamo di Dj Fabo è quella di un ragazzo cieco e tetraplegico, alimentato con un sondino e prigioniero di un corpo che procurava oramai solo sofferenza. Fabiano però era molto di più.

Era un ragazzo “vivace e un po’ ribelle”, come amava definirsi, un broker e assicuratore ma soprattutto un grande appassionato di musica, da qui il nome d’arte con cui tutti oggi lo conoscono e quel lungo periodo trascorso in India dove oramai lo chiamavano ovunque per suonare.

La vita di Dj Fabo è cambiata all’improvviso, il 13 giugno del 2014, in seguito a un incidente stradale. Una banale disattenzione ha mandato in frantumi i sogni di Dj Fabo che, di ritorno da un locale nel milanese nel quale aveva tenuto un dj set, si è chinato per raccogliere il cellulare che gli era caduto dalle mani, urtando violentemente contro un’altra auto e finendo sbalzato fuori dal suoabitacolo.

La gravità delle ferite riportate è apparsa subito evidente: Fabiano si è risvegliato tetraplegico e totalmente cieco. Ciò però non gli ha fatto perdere le speranze: con l’aiuto della fidanzata Valeria è tornato in India per tentare una cura a base di cellule staminali. Inizialmente qualche risultato pareva essere finalmente arrivato: Fabiano riusciva a chiudere la mano, un progresso che alimentava la speranza.

Non a caso, tornato in Italia, Fabiano inizia una fisioterapia costante, stremante e sempre più convinta. I progressi però si fermano, la mano non si chiude più e le speranze sfumano.

E’ qui che Dj Fabo inizia a elaborare l’idea che quella vita perennemente in preda a antidolorifici e sedativi, in cui persino parlare è uno sforzo senza pari, non fa per lui.

Allora chiede a Valeria, “il suo angelo custode” come la definiva, di iniziare a informarsi circa il suicidio assistito, capire quali struttre se ne occupavano e come muovere i primi passi su questo difficile percorso.

Così Valeria entra in contatto con l’Associazione Luca Coscioni e con il suo tesoriere, Marco Cappato, militante radicale impegnato da tempo nella lotta per la legalizzazione dell’eutanasia in Italia.

A Fabiano viene spiegato che in Italia è possibile scegliere di morire ma il percorso purtroppo non è semplice né indolore: chi è sottoposto a cure che lo tengono in vita può decidere di sospenderle e attendere poi la morte. Dj Fabo avrebbe dunque dovuto sospendere l’alimentazione attraverso il sondino, chiedere di essere sedato e attendere letteralmente di “morire di fame”.

Non era la strada che voleva e così, dopo vari appelli, tra cui quello famosissimo registrato con la voce di Valeria e rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché gli fosse concesso di morire nel suo Paese, Dj Fabo ha proseguito sulla strada che lo avrebbe condotto in Svizzera, presso l’associazione Dignitas.

Qui è stato accompagnato da Marco Cappato e, dopo essersi ricongiunto con la sua famiglia,  Fabiano si è sottoposto a tutti gli accertamenti medici, volti ad appurare il reale stato di salute e la sua capacità di intendere e di volere. Finite tali verifiche, grazie a un supporto meccanico, Fabiano ha autonomamente assunto la sostanza che, in poco più di 10 minuti, ha posto fine alle sue sofferenze.

Dj Fabo e Le Iene

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Foto da www.facebook.com/giuliogoliaofficial

Giulio Golia, celebre inviato del programma Le Iene, ha conosciuto Dj Fabo dieci giorni prima del suo viaggio in Svizzera.

Il servizio mandato in onda raccontava la battaglia di Dj Fabo, oramai da quasi tre anni costretto in un letto, e lo faceva con grande completezza e umanità ma anche omettendo alcuni momenti dolorosi, come la crisi respiratoria che aveva colpito Fabiano durante l’intervista stessa.

La versione completa del filmato è stata visionata in aula durante il processo a Marco Cappato, immagini dure che hanno commosso l’intera aula.

Anche Giulio Golia è stato chiamato a testimoniare all’interno del processo attualmente in corso ed è poi a sua volta tornato a parlare con Marco Cappato per conoscere gli ultimi istanti della vita di Dj Fabo; quelli durante i quali il ragazzo aveva fatto la sua ultima famosa richiesta: mettete sempre le cinture di sicurezza quando andate in macchina.

Senza dubbio l’intervento del programma televisivo è stato assai importante per dare alla storia di Dj Fabo la risonanza che meritava.

Dj Fabo e Marco Cappato

Quando Valeria ha iniziato a informarsi circa il suicidio assistito si è imbattura in lui, Marco Cappato, politico italiano, esponente dei Radicali e dell’Associazione Luca Coscioni di cui è tesoriere.

E’ stato proprio lui ad accompagnare Dj Fabo a Zurigo e al rientro in Italia, si è autodenunciato per il reato di cui all’art. 580 c.p., ovvero aiuto al suicidio.

Marco aveva illustrato a Dj Fabo e alla sua famiglia tutte le opzioni per porre fine alle sofferenze del trentanovenne e, una volta presa la decisione, non si è tirato indietro, compiendo un gesto che sapeva gli sarebbe potuto costare molto caro ma che, al tempos tesso,e ra di valoreinestimabile per la battaglia a favore della legalizzazione dell’eutanasia in Italia.

Dj Fabo fidanzata

dj fabo storia
Foto da www.facebook.com/valeria.imbrognofox

Fabiano e Valeria hanno trascorso insieme 25 anni di vita, prima come amici poi come fidanzati.

Il giorno dell’incidente non ha cambiato il loro rapporto, anzi, Valeria ha da subito fatto una promessa, la promessa di riportare Fabiano quanto più possibile vicino alla vita che aveva e che amava. Mantener fede a quella promessa ha significato per lei anche accettare di perdere Fabiano, di assisterlo in quella decisione che portava a un punto di non ritorno:

“A me viene in maniera naturale esserci per lui. […] Per me è una nuova vita ma una nuova vita senza un arto. E’ come un’amputazione per il mio corpo. Però sono disposta a farmi amputare per far sì che lui possa smettere di soffrire.”

La sua storia con Dj Fabo è stata poi raccontata da Valeria in un libro: Prometto di perderti. Io, Dj Fabo, e la vita più bella del mondo, uscito nel febbraio 2018 e scritto a quattro mani con Simona Voglino Levy per Baldini+Castoldi, un volume in cui ogni cosa viene narrata senza veli e con grande sentimento.