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Rita Dalla Chiesa, le toccanti parole per la figlia di Fabrizio Frizzi

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Rita Dalla Chiesa dedica toccanti parole a Stella, la figlia di Fabrizio Frizzi e Carlotta Mantovan dopo la morte dell’amatissimo conduttore.

Rita Dalla Chiesa dedica un toccante messaggio a Stella, la figlia di Fabrizio Frizzi e Carlotta Mantovan. In questi giorni di immenso dolore, Rita Dalla Chiesa sta ricordando con parole commoventi l’ex marito, scomparso lunedì scorso a 60 anni, lasciando un vuoto profondo nel cuore della moglie, dei figli e di tutti quelli che lo amavano. Su Facebook, Rita Dalla Chiesa ha così pubblicato un toccante video che ha voluto dedicare proprio alla piccola Stella che a maggio compirà cinque anni.

Rita Dalla Chiesa e il toccante messaggio per Stella, la figlia di Fabrizio Frizzi

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Nelle settimane precedenti alla sua morte, Fabrizio Frizzi ha sempre pensato alla piccola Stella che, dalla sua nascita, aveva stravolto positivamente la vita di Fabrizio Frizzi che, come ha raccontato Milly Carlucci “era nato per essere padre”. Fabrizio, dopo aver saputo della sua malattia, aveva cercato di trascorrere tutto il suo tempo con la piccola Stella che, insieme alla moglie Carlotta Mantovan, era capace di dargli la forza di continuare a lottare. A soli cinque anni, Carlotta ha perso il suo amato papà che resterà nel suo cuore grazie ai ricordi della mamma e di tutte le persone che hanno conosciuto Fabrizio Frizzi. In queste ore di immenso dolore, Rita Dalla Chiesa, sul suo profilo Facebook, ha pubblicato un toccante video in cui Fabrizio, durante la trasmissione I Fatti Vostri, legge una storia ricca di speranza. “Per Stella, Lorenzo e tutti i bambini che hanno bisogno di credere nella luce di una candela…Grazie, Fabri“, scrive Rita Dalla Chiesa. Ecco cosa racconta Fabrizio Frizzi:

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“In una stanza quattro candele bruciando si consumavano lentamente. Il luogo era talmente silenzioso che si poteva ascoltare la loro conversazione. La prima candela diceva: io sono la pace, ma gli uomini non riescono a mantenermi, penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi e a poco a poco la candela si lasciò spegnere. La seconda candela disse: io sono la fede, ma purtroppo non servo a nulla, gli uomini non ne vogliono sapere di me e per questo motivo non ha senso che io resti accesa. Appena ebbe terminato una leggera brezza soffiò su di lei e la spense. Triste, triste, la terza candela, a sua volta, disse: io sono l’amore e non ho la forza per continuare a rimanere accesa, gli uomini non mi considerano e non comprendono la mia portanza e senza attendere oltre si lasciò spegnere. In quel momento, un bambino entrò nella stanza, vide le tre candele spente e, impaurito per la semioscurità disse: ma cosa fate? Voi dovete rimanere accese, io ho paura del buio e così dicendo scoppiò in lacrime. Allora la quarta candela, impietosita, disse: non piangere. Finchè io sarò accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele. Io sono la speranza. Con gli occhi lucidi di lacrime, il bimbo prese la candela della speranza e accese tutte le altre. che cosa vuol dire questa storia? che non si deve spegnere mai la speranza dentro il nostro cuore e che ciscuno di noi può essere lo strumento, come quel bimbo, capace in ogni momento di accendere, con la sua speranza, la fede, la pace e l’amore”.

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