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Polizia francese fa irruzione a Bardonecchia: si rischia incidente diplomatico

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polizia francese Bardonecchia
Polizia a Parigi (LIONEL BONAVENTURE/AFP/Getty Images)

La polizia di dogana francese ha fatto un’irruzione a Bardonecchia, nel centro di accoglienza della ONG ‘Rainbow4Africa’. Nel mirino un profugo, che è stato costretto a fare l’esame delle urine anche per mezzo – pare – di alcune intimidazioni anche a medici e volontari presenti nel centro. Si rischia l’incidente diplomatico fra Italia e Francia dopo quanto accaduto oggi a Bardonecchia, con l’irruzione nell’ONG che è sembrata un atto di prepotenza da parte della polizia francese. Molto duro Martina del PD: “Questi sono fatti molto gravi. Di certo non è così che si fa la nuova Europa”. E anche Fratelli d’Italia se la prende con i francesi per i fatti di Bardonecchia: “Ormai siamo la toilette di Macron”. La Farnesina sta indagando sul caso e fa sapere di aver “chiesto spiegazioni al Governo francese”. Intanto FDI chiede che l’ambasciatore francese sia immediatamente convocato dalla Farnesina per chiarire la situazione, che è stata percepita come un atto contro l’Italia.

Irruzione polizia francese a Bardonecchia: le reazioni politiche

Oltre alle forze politiche una reazione durissima è arrivata anche dall’ONG ‘Rainbow4Africa’ di Bardonecchia, vittima dell’irruzione della Francia e della polizia francese: “Si tratta di un’ingerenza inaccettabile – fanno sapere dall’ONG – ieri a tarda serata si sono presentati alcuni agenti della polizia di dogana francese che accompagnavano di un migrante. Non è la prima volta che capita, ma stavolta sono entrati dentro intimidendo un medico nel fargli il test delle urine”. Anche il sindaco di Bardonecchia, Francesco Avato, fa sentire la sua voce: “Non avevano il diritto di entrare, nessun diritto. Questa sarà la prima e ultima volta. Sono molto arrabbiato e amareggiato per quello che è successo”. Una volontaria del centro racconta la dinamica dei fatti: “Quando un nostro mediatore culturale ha fatto notare agli agenti che non si stavano comportando bene, gli hanno detto di stare zitto e gli hanno detto che per una concessione delle Ferrovie del 1963 potevano utilizzare quel locale come volevano. A quel punto abbiamo chiamato il sindaco e poi la nostra polizia”. Si attendono sviluppi, ma c’è il rischio di un brutto incidente diplomatico fra Italia e Francia.