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Messico: trovato morto ucciso l’italiano Alberto Villani

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Sangue in Messico: trovato morto ucciso l’italiano Alberto Villani, chi era il broker italiano assassinato nel pericoloso stato centramericano.

Alberto Villani
Alberto Villani

Ancora un italiano tragicamente morto all’estero, dopo il decesso di Alessandro Fiori in Turchia. Quest’ultimo, manager 33enne, originario di Soncino (Cremona), è stato rinvenuto dalle autorità turche a Sarayburnu, una zona di Istanbul. Era arrivato nel Paese euroasiatico il 12 marzo scorso e di lui si erano perse le tracce appena due giorni dopo. Ieri era avvenuto il suo tragico ritrovamento, nonostante gli appelli dei familiari, che avevano mobilitato anche la trasmissione ‘Chi l’ha visto?’. Il corpo è stato ritrovato con il cranio fracassato nella zona del porto di Istanbul.

Chi era Alberto Villani, l’italiano trovato morto in Messico

Il nuovo ritrovamento è avvenuto in Messico, a Tlaltizaplan, una cittadina di 45mila abitanti a circa 100 chilometri da Città del Messico, nello stato di Morelos. Si tratta di Alberto Villani, un broker finanziario di 37 anni originario di Pavia. Proprio il quotidiano ‘La Provincia Pavese’ ha diffuso la notizia del decesso dell’uomo. Accanto al cadavere dell’uomo, un cartello scioccante in spagnolo con la scritta: “Questo mi è successo per essere un ladro”. Il broker italiano, nato a Valencia, era spesso in viaggio per lavoro, soprattutto nei paesi di lingua spagnola. Al momento, la polizia non riesce a ipotizzare cosa possa essere successo. Il 20 marzo c’era stato l’ultimo contatto di Alberto Villani con la convivente, una donna originaria di El Salvador, con cui viveva a Pavia. Poi il nulla fino al 26 marzo scorso, quando il suo cadavere è stato rinvenuto. La compagna di Alberto Villani, nei giorni scorsi, non riuscendo a mettersi in contatto con lui, aveva presentato denuncia alla Questura di Pavia. Erano scattate immediatamente le ricerche della Polizia messicana e il corpo dell’uomo è stato ritrovato.

I rischi per chi viaggia in Messico

Il Messico è considerato uno dei Paesi più pericolosi al mondo, come dimostra il caso di tre napoletani,  Raffaele Russo, suo figlio Antonio e suo nipote Vincenzo Cimmino, che da settimane sono come volatilizzati nel Tecalitlan. Infatti, il Messico deve fare i conti soprattutto con zone impervie e pericolose, dove forte è la diffusione della delinquenza comune e organizzata. Nello specifico, assolutamente da evitare è lo Stato di Guerrero, dove hanno avuto luogo numerosi episodi di violenza che hanno interessato sia le principali città che le zone più rurali e impervie. Sequestri e ricatti nel Paese centroamericano sono all’ordine del giorno.

A cura di Gabriele Mastroleo