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Agcom bacchetta Vodafone: “Far pagare il Tethering è illecito”

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Vodafone è l’unica azienda di telefonia europea che fa pagare il Tethering, il servizio che permette di trasformare il telefono in un router portatile. Informata della tariffa applicata al servizio Agcom ha dato 30 giorni di tempo alla compagnia per rendere nuovamente gratuito il servizio.

L’azienda britannica di telecomunicazioni è da sempre l’unica ad offrire ai propri clienti un servizio a pagamento per usufruire del tethering hot spot. Si tratta di un’opzione presente all’interno di ogni smartphone di ultima generazione che permette di trasformare il telefono in un router portatile che può essere utilizzato per navigare con altri smartphone o con un computer. Una funzione decisamente utile che può divenire indispensabile per chi deve lavorare in viaggio tramite computer.

La tariffa applicata al tethering da Vodafone ed il monito dell’Agcom

Conscia delle potenzialità del servizio, Vodafone ha deciso di applicare delle tariffe all’utilizzo dell’hot spot portatile e monetizzare ulteriormente dai propri clienti in questo modo. Le possibilità che l’azienda offre ai propri clienti per condividere la propria rete sono tre. La prima riguarda l’utilizzo saltuario: se un giorno avete bisogno di condividere la vostra rete potete pagare un sovrapprezzo di 6 euro ed averla a disposizione per tutto il giorno. Se invece contate di utilizzarla più volte al mese potete sottoscrivere l’opzione ‘Vodafone Exclusive‘ che con un prezzo fisso di 1.90 euro vi permette di usare il tethering liberamente. Infine c’è l’opzione all inclusive, per i clienti che hanno un contratto Red da 40 euro mensili non è previsto alcun costo aggiuntivo per utilizzare lo smartphone come router personale.

Venuta a conoscenza del piano tariffario Vodafone, Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) ha fatto presente all’azienda che una simile condotta viola i regolamenti europei, più precisamente il regolamento europeo 2015/2120 che tutela la neutralità dell’accesso a internet. Pertanto Agcom ha dato all’azienda britannica 30 giorni di tempo per adeguare le proprie tariffe sull’utilizzo del tethering alle norme europee per non essere sanzionata economicamente.