Home Attualità

Giovedì Santo: Papa Francesco lava i piedi ai carcerati di Regina Coeli

CONDIVIDI

Giovedì Santo, si aprono con la Messa in Coena Domini i Riti della settimana Santa: oggi pomeriggio Papa Francesco lava i piedi ai carcerati di Regina Coeli.

papa francesco carcerati
(screenshot video)

anche un ortodosso, un buddista e due musulmani tra i 12 detenuti ai quali Papa Francesco nel primo pomeriggio di oggi ha lavato i piedi nella Messa in Coena Domini, celebrata nel carcere di Regina Coeli di Roma. Il Pontefice ha celebrato Messa per oltre 600 detenuti, il 65% giovani stranieri. Una funzione religiosa molto sentita, come aveva già spiegato alla vigilia padre Vittorio Trani, cappellano del carcere di Trastevere: “Lo sentono come un amico, con un cuore grande, capace di comprendere anche l’animo di un detenuto”. Al termine della messa e del rito della Lavanda dei Piedi, che apre i Riti della Settimana Santa, Papa Francesco ha visitato l’infermeria e la sezione ottava, che ospita chi ha commesso reati particolari o ha bisogno di protezione. Il Pontefice per la quarta volta celebra la Messa in Coena Domini in un penitenziario, la prima volta fu il 28 marzo 2013, due settimane dopo la sua elezione, quando scelse il carcere minorile di Casal del Marmo.

L’omelia di Papa Francesco alla messa del Giovedì Santo

“Gesù rischia per ciascuno di noi. Si chiama Gesù, non Ponzio Pilato: non sa lavarsi le mani, soltanto sa rischiare!”, ha sottolineato nel corso dell’omelia Papa Francesco. Quindi si è rivolto ai carcerati con queste parole: “Oggi quando io mi inchino davanti a ognuno di voi, pensate: Gesù ha rischiato in quest’uomo, un peccatore, per venire da me e dirmi che mi ama. Questo è il servizio, questo è Gesù. Non ci abbandona mai, non si stanca mai di perdonarci, ci ama tanto”. Il Pontefice, nel dare avvio ai Riti della Settimana Santa, che lo vedranno impegnato domani nella tradizionale Via Crucis, ha insistito su questo punto: “Con questi sentimenti, andiamo avanti in questa cerimonia che è simbolica: prima di darci il suo corpo, il suo sangue, Gesù rischia per ognuno di noi, e rischia nel servizio, perché ci ama tanto”. Dei dodici detenuti a cui ha lavato i piedi il Pontefice, solo quattro sono italiani, poi ci sono due filippini, altrettanti marocchini, un moldavo, un colombiano, un nigeriano e un della Sierra Leone. Visitando l’infermeria, Papa Francesco ha lasciato in dono l’altare su cui ha celebrato la Santa Messa per i detenuti.

Smentita l’intervista di Papa Francesco a Eugenio Scalfari

Nel corso di questa intensa giornata, che ha visto Papa Francesco pranzare anche con dieci parroci romani, c’è stato anche lo spazio per chiarire che il Pontefice “ha ricevuto recentemente il fondatore del quotidiano La Repubblica in un incontro privato in occasione della Pasqua, senza però rilasciargli alcuna intervista”. Lo riferisce una nota della Sala Stampa della Santa Sede, che rileva: “Quanto riferito dall’autore nell’articolo odierno è frutto della sua ricostruzione, in cui non vengono citate le parole testuali pronunciate dal Papa. Nessun virgolettato del succitato articolo deve essere considerato quindi come una fedele trascrizione delle parole del Santo Padre”. Secondo il fondatore di Repubblica, Bergoglio avrebbe negato l’esistenza dell’Inferno e teorizzato la “scomparsa delle anime non pentite”. Poi avrebbe detto: “Per me è un onore essere chiamato rivoluzionario”. Ma si trattava di una ricostruzione arbitraria di un colloquio privato, stando a quanto spiega il Vaticano in forma ufficiale.

A cura di Gabriele Mastroleo