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Esplosione nel porto di Livorno: due operai sono morti

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Una forte esplosione è avvenuta poco fa nel porto di Livorno, in un deposito costiero: il primo bilancio drammatico parla di due operai che sono morti.

porto di livorno
(screenshot Youtube)

Ci sono due vittime nella terribile esplosione che si è verificata in un serbatoio nel porto industriale di Livorno, all’interno del deposito costiero Neri. Si tratta di due dipendenti della Labromare. Non è ancora chiaro come siano morti i due operai, né quali siano le cause dell’esplosione. Sembra che l’esplosione si sarebbe verificata durante l’operazione di trasferimento di combustibile in un silos. Sul luogo del drammatico incidente quasi immediatamente sono giunte le prime squadre dei vigili del fuoco e le ambulanze. La notizia degli operai morti viene confermata al momento dalle testimonianze dei presenti nel porto. La zona nel deposito di oli combustibili è stata intanto completamente evacuata.

Dramma al porto di Livorno: il dolore dei livornesi

La tragedia del porto di Livorno ha gettato nello sgomento l’intera città toscana, che non si capacità di una simile tragedia. Tra coloro che sono immediatamente intervenuti per dimostrare vicinanza, c’è il comico Paolo Ruffini, che ha postato poche parole: “Vicino col pensiero e col cuore alla mia Livorno”. L’esplosione è avvenuta intorno alle 14: uno dei due operai è morto sul colpo, l’altro durante le operazioni di soccorso in ambulanza. “Morire sul lavoro è la cosa più schifosa nel 2018”, ha commentato un utente. L’esplosione è avvenuta all’interno del deposito 72 durante delle operazioni di pulizia che sono state effettuate con del materiale infiammabile. Il serbatoio, da quanto si apprende, era stato svuotato. Oltre alle due persone morte, non ci sono feriti né altre persone coinvolte in alcun modo nell’esplosione. La situazione è ancora in evoluzione. Come noto, Livorno è una città portuale italiana sulla costa occidentale della Toscana, tra le più importanti città marittime d’Italia, anche se negli ultimi anni questo tipo di attività ha vissuto un profondo periodo di crisi.

A cura di Gabriele Mastroleo